nimiia vibié
Ago
09
2019

Jenna Sutela

nimiia vibié

PAN

ElettronicaSperimentale
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Pubblicato il 9 agosto 2019 su PAN, nimiia vibié è l’album mutuato da nimiia cétiï, progetto multimediale dell’artista finlandese – di stanza a Berlino – Jenna Sutela, sviluppato nei Somerset House Studios all’interno del progetto nDimensions di Google Arts & Culture e presentato al Guggenheim di Bilbao, al Museum of Contemporary Art di Tokyo e alle Serpentine Galleries di Londra.

Lo scopo dell’opera è interessante: aspira ad un contatto con un mondo non solo oltre la nostra coscienza ma anche oltre il nostro pianeta. Lo fa sonorizzando l’interazione tra una rete neurale, le interpretazioni del computer (via machine learning) di un linguaggio marziano captato dalla medium francese Hélène Smith alla fine dell’800 e i movimenti visti al microscopio di batteri spaziali estremofili (che da recenti studi pare possano sopravvivere su Marte). «Il computer è dunque un medium che intercetta messaggi da entità che normalmente non parlano – scrive la nota stampa – ma è anche un alieno di nostra creazione».

Con dei punti di contatto con il lavoro di Holly Herndon, ma decisamente più radicale, l’opera di Jenna Sutela esplora i confini tra naturale e innaturale, umano e alieno, all’interno di uno spazio cognitivo in cui primitivismo e futurismo si rincorrono senza soluzione di continuità. L’elemento tecnologico è incidentale, non protagonista, così come non sono prevaricanti le voci rispetto ai suoni d’ambiente, siano essi sibili spaziali o arcaici flauti.

di Daniele Rigoli

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