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Mr. Mitch

Mr. Mitch – Patrimony

23 Ottobre 2020 elettronica grime
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A stretto giro dall’EP in cui metteva al lavoro i figli Milo e Oscar, Mr. Mitch torna sulla sua Gobstopper per recapitare quattro ibridi tra dancehall, raeggaton, grime e dubstep. Siamo su un riduzionismo à la DJ Python e il pezzo intitolato Raggatron già la dice lunga sulle variabili e le fascinazioni in gioco. C’è da dire che rispetto alle precise architetture di un Brian Piñeyro, Miles Mitchell preferisce mood e tentazioni banger per il dancefloor, roba che ti s’infila sottopelle più che gonfiartisi nello stomaco.

Rispetto al più arioso Songs With My Sons, quest’EP esprime il lato ritmico duro e puro del producer e label manager, lontano anni luce dal “leftfield pop” di un album dome Devout. Patrimony è dunque tutto strumentale, distopico (ascoltate il mefitico riff che rimanda al dubstep dei 00s di I’ll Be 20 when I’m 20), con la pressione del beat a farsi anche incalzante, popolato da groove insidiosi e sinistri, come accade nell’afosa e basso-centrica Stinky Leg. E sinistra è anche la traccia con la quale Mitchell ritorna alla sua amata sinogrime, Falcon Paradise, che chiude in bellezza un poker di tracce che non hanno mai visto il sole.

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