Album

Robert Hood

Robert Hood – Mirror Man

20 Novembre 2020 techno

Tre anni dopo Paradygm Shift, Robert Hood torna a pubblicare un nuovo album. Allora fu Dekmantel a dare ospitalità al producer, stavolta tocca a un’altra label particolarmente in, ovvero la Rekids di Radio Slave, quest’ultimo riaffacciatosi qualche tempo fa con il valido doppio singolo Silent Witness a trazione bleep.

Senza più l’hype di un tempo a circondarlo e mantenendo un profilo non immune alla fallibilità – vedi il DJ Kicks del 2018 – il producer si è comunque fatto valere con l’alias Floorplan diviso assieme alla figlia Lyric. Sotto questa sigla, lo ricordiamo, è uscito uno degli anthem techno (o house, fate voi) del decennio, e parliamo naturalmente di Never Grow Old.

Tornando a noi, Mirror Man, proprio come il precedessore, tra aperture cinematiche (Freeze) e secchi stantuffi (Falling Apart), distopie, sci-fi (Through A Looking Glass Darkly) e qualche tracciante house (Face The Water), riavvolge il nastro sui fondamentali minimal techno che il Nostro e altri illuminati portarono sul trono ormai trent’anni fa. È un lavoro su nervi e silicio, decolli kraut telefonatissimi e numeri sinistri fatti propri da quella scuola tedesca non a caso figlia del fu UR.

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Discografia
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  • 1 Through A Looking Glass Darkly
  • 2 Nothing Stops Detroit
  • 3 Fear Not
  • 4 Black Mirror
  • 5 Falling Apart
  • 6 Run Bobby, Run
  • 7 Freeze
  • 8 A System Of Mirrors
  • 9 Face In The Water
  • 10 A Shattered Image
  • 11 Ignite A War
  • 12 Prism
  • 13 7 Mile Dog
  • 14 The Cure

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