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AAVV

Various Artists – Eternallyt. The Corrugated Complication

10 Luglio 2018 avant

Eternallyt. The Corrugated Complication è la icastica compilation della Asbestos Digit che con quest’uscita (pubblicata il 10 luglio 2018) sigla la sua 50° uscita. La web label gestita dall’immarescibile Andrea Prevignano da sempre si basa su contributi di musicisti della zona di Casale Monferrato ma di recente – e sempre più frequentemente – accoglie i lavori di altri, illuminati artisti “stranieri” senza compromessi.

Casale Monferrato, ovvero Asbestos City, “la città dell’amianto”, rimane comunque il fulcro estetico/mefitico del progetto, e dunque non poteva che essere il letale ondulato dell’eternit, tuttora presente in tanti, troppi, tetti cittadini a rappresentare la copertina del disco, un’opera che chiama a raccolta sei artisti appartenenti alla label e quattro foreigners, rispettivamente Lucy Mina (Lorenzo Ferraris), Pierluigi Pugno (Flip In Zio/Strange Little Girl), La Furnasetta (Luther Blissett), Legendary Gay Cowboys (Andrea De Leonardis), Faluomo (Gianni Faluomo) e Le Cose Bianche (Giovanni Mori) da una parte, e uBiK (Marco Bonini/Acre), Mademoiseslle Bistouri (Claudio Frassine), Gianmaria Aprile (Luminance Ratio) e Luca Serrapiglio (Airchamber3) dall’altra.

Si parte con della tesa ambient firmata Ferraris, una cosa per chitarra dronica, laptop, batteria programmata e sampler (Doggy Style, è scritto staccato anche perché con lo Snoop di Doggystyle non c’entra nulla); segue un declamato à la Massimo Volume de Le Cose Bianche, le parole sull’asfalto sono di Giovanni Mori e si stagliano su un fondale elettronico (non troppo power dei suoi). Il terzo affondo è dell’invisibile (ma letale) isolazionismo firmato da Pugno, musicista che fa anche parte del gruppo di Prevignano Graefenberg (recuperatevi Plug uscito su Fratto/9). La lucida pazzia di/dei La Furnasetta, tra i più ossessionati con i luoghi della memoria cittadina, si traduce con del bleak/death industriale/ambientale, metti un’esterna à la Distretto 13 girata a Casale al posto che a Anderson, Los Angeles, mentre la Half Life di Mademoiselle Bistouri, ovvero Claudio Frassine, affonda il coltello in un indistricabile pulviscolo harsh noise non gratuito e che non lascia scampo. Gianmaria Aprile (Luminance Ratio), boss della Fratto/9, ci dà invece uno sguardo cameristico versante post-rock mesmerico. Il pezzo ha un titolo in francese: La Discipline N’Est Pas Une Étude (Vers. II​I)​, in pratica cauti passi, briciole d’umanità verso un ineluttabile destino. Legendary Gay Cowboys, ovvero Andrea De Leonardis da Pavia, insiste sul versante dell’isolazionismo, questa volta dai risvolti novecenteschi e thrilling, ma è Faluomo, ovvero Gianni Faluomo, altro membro dei Graefenberg, a puntare più compiutamente al mondo che dal poliziesco sprofonda nell’horror del primo Dario Argento. Chiude uBIK e l’orizzonte si fa all’inizio cosmico, per poi innestarsi in detonanti dinamiche tribali/industriali/ripetitive. Marco Bonini, chitarrista e smanettone elettronico, appartiene alla scena elettronica e free impro romana. E si sente.

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Discografia
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  • 1 Lucy Mina - Doggy Style
  • 2 Le Cose Bianche - Anche I Cigni Non Cantano Più
  • 3 Pierluigi Pugno - Groundwork N. 1 (For A Threnody)
  • 4 La Furnasetta - La Furnasetta Is Already Dead
  • 5 Luca Serrapiglio - Incantato E Incatenato
  • 6 Mademoiselle Bistouri - Half Life
  • 7 Gianmaria Aprile - La Discipline N'Est Pas Une Étude (Vers. II​I)
  • 8 Legendary Gay Cowboys - Il Perno Del Mondo
  • 9 Faluomo - Superego
  • 10 uBiK - Speed & Politics

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