Music for patient people

English interview follows…

 

Producer raffinato, abile remixer e artista perfettamente cosciente dell'evoluzione dei tempi. Alex Cowles aka DFRNT lo seguiamo già da qualche tempo, apprezzandolo prima nell'album d'esordio Metafiction, che segnava un modo sincero e affascinante di affrontare le prerogative emozionali del dubstep, e poi nel più recente EP Emotional Response, che l'anno scorso ha rappresentato una delle espressioni soulstep più riuscite nel momento di massima forma del trend. La peculiarità del producer scozzese consiste da sempre nell'insistere in profondità e contenuti: le sue produzioni hanno sempre spessore e vogliono toccare corde interiori, nonostante spesso siano anche notevoli dal punto di vista strettamente tecnico (due aspetti che solitamente si ostacolano a vicenda).

Settembre segna l'uscita del nuovo album, Fading, e un livello successivo di consistenza e consapevolezza del sound di DFRNT. Dubstep e post-dubstep son messi temporaneamente da parte e il focus si sposta più su un tessuto house ambientale che punta a creare atmosfere e sensazioni. È Cowles stesso a dirci che è questa la direzione verso cui la scena si sta muovendo, e la cosa mantiene ancora perfettamente attuale la nostra analisi sulla musica d'induzione dance, che ricollegava a inizio anno una serie di uscite con temi e propositi analoghi. DFRNT la definisce "music for patient people", esaltando la capacità di far soffermare l'ascoltatore su di essa, di stimolare la ricerca di profondità. Da Petar Dundov a Teengirl Fantasy, ognuno in modo personale ma con le stesse intenzioni, l'intreccio di emozioni e sottrazioni continua ad essere la tendenza più marcata di questo 2012, di cui Fading rappresenta solo l'ultima tappa.

L'intervista che segue non vale solo come presentazione dell'artista DFRNT, ma anche come efficace inquadramento della situazione attuale, vista da un'angolazione interna che la rende più sincera. Le cose si vanno muovendo nuovamente verso una dimensione più classica, riappropriandosi dell'efficacia d'impatto tipica del sound più canonico, ma tenendo sempre davanti a sé l'idea di evoluzione e mutamento costante. Come potete vedere, riflettere su questa duplicità resta sempre affascinante.

 

Il tuo nuovo album suona ben diverso dal precedente Emotional Response. Potremmo dire "più emozione – meno tecnica"?

Dipende da cosa si intende con "tecnica", in realtà. Non considero Emotional Response un album, faceva parte di una serie di EP tematicamente differenti dalle mie solite produzioni. Odio chi rimane bloccato in un sound specifico e non sopporterei che i miei fans pensassero di sapere esattamente cosa aspettarsi da me. Significa che le cose sono diventate noiose.

Negli ultimi anni hai mostrato particolare originalità, un'unicità stilistica che ti rendeva differente dagli altri, nelle avanguardie bass music e post-dubstep. Dal punto di vista tecnico, cosa ti ha spinto a fare un album come Fading, così intriso di ambient house?

È una selezione di pezzi con cui mi sento a mio agio. Non avevo deciso niente in particolare, eccetto forse andare oltre il dubstep. Ultimamente ascolto tanta house e dub-techno, penso sia questo che ha cambiato il mio stile di produzione. È un percorso che trovo sensato, ma capisco che ciò possa sorprendere qualcuno.

Emotional Response era stato una delle uscite soulstep più riuscite dell'anno scorso, proprio nel momento più propizio per quel sound. Pensi che adesso questo trend stia perdendo mordente?

Difficile dirlo. Stavo producendo quel tipo di materiale già da parecchi mesi, se non anni, per cui il tempismo è stato davvero perfetto. Credo che ci sarà sempre posto per quel tipo di sound – ma c'è sicuramente una tendenza a muoversi verso house e techno in questo momento. Anche questo è qualcosa che faccio già da diverso tempo, ma portare a termine un'uscita è qualcosa che richiede lungo tempo e la gente pensa che tu sia saltato su un'altra carrozza da un giorno all'altro. Abbastanza frustrante.

Personalmente, Fading mi ha ricordato una serie di dischi di quest'anno focalizzati sulla comunicazione cerebrale, sull'emozione e sullo slow-dancing. Voices From The Lake, Petar Dundov, Alex Under… l'abbiamo battezzata "dance music for open minds". Hai forse subìto l'influenza di queste uscite?

Non di queste uscite in particolare, anche se in passato Alex Under ha esercitato una leggera influenza su di me. Il modo migliore con cui descrivere quel che faccio adesso è "music for patient people". Potrei anche farne il titolo del mio prossimo album! [ride]

Qual'è secondo te la musica più cool che gira al momento? I produttori più raffinati?

Questa è sempre una domanda difficile, e mi trovo sempre in imbarazzo a rispondere. Non mi piace fare preferenze tra un producer e un altro. E poi mi dimentico sempre qualcuno, e ci sono così tanti ottimi produttori e così tanta roba eccitante che è impossibile citare tutto. Per la maggior parte della gente risulterebbe una lista senza senso. Quel che posso dire è di ascoltare i miei Insight podcast (http://insight.dfrnt.co.uk), ogni due settimane ne pubblico uno nuovo con le mie tracce preferite. Da lì si può avere una buona idea di quel che mi piace.

Se dovessi scegliere, preferiresti un sound classico prodotto in maniera perfetta (che significa comprensione e apprezzamento immediati da gran parte del pubblico) o uno nuovo, coraggioso e futuristico (più ambizioso ma che raggiungerebbe probabilmente meno gente)?

Mi piacciono entrambe le facce della medaglia – e non vorrei mai dover scegliere tra esse – ma c'è qualcosa di speciale ed eccitante nei suoni che spingono in là i limiti, qualcosa che mi ispira particolarmente. Spesso la musica che raggiunge il pubblico maggiore è prodotta stile libro di testo, e così perde qualsiasi spinta e sfumatura che invece puoi trovare nella musica meno popolare.

Hai un'idea chiara di come si sta evolvendo il tuo sound e di dove sta puntando adesso? Come suonerà la prossima uscita di DFRNT?

Sto decisamente andando più a fondo – ho realizzato che il dance floor non è il posto ideale per la mia musica (a parte forse i remix). Non intendo rivolgermi alle persone che vogliono la hit immediata, preferisco la gente che si prende del tempo per la mia musica, che la apprezzi nella sua sfera privata.

Per finire, una curiosità: come è nato l'alias DFRNT?

Ahah, mi han fatto spessissimo questa domanda. Prima producevo come Alex C, ma c'era un producer trance che si chiamava così e questo a creato un sacco di confusione – tanta gente dalla Germania che mi chiedeva di esibirmi ai loro party aspettandosi trance. Per cui ho cambiato nome, mi piaceva l'idea di MSTRKRFT e ho pensato di provare qualcosa di simile. Ho scelto "different" ma poi mi sono pentito della scelta. Non intendevo far lavori davvero differenti, e adesso scherzano tutti sul fatto che la mia musica è "DFRNT". "Oh, veramente geniale", penso sempre. "Ci avrai messo una vita per partorire questo comicissimo gioco di parole". [ride]

 

English interview

Your last album is quite different from your last release, Emotional Response. Can we say "more emotion – less technique"?

Depends on what you mean by "technique", really. I don't count Emotional Response as an album, and so I've been trying to keep some EPs thematically different and vary my production. I hate being pigeon holed in to one sound and I wouldn't want any fans to think that they know what to expect. That's when things get boring.

In last years you have shown all the abilities to make music different from anyone else, in the vanguard of bass music and post-dubstep. Technically speaking, what lead you now to make an album so much near to ambient house?

It's just the selection of tracks that I'm happy with. I've not decided to do anything except move further from dubstep. So I guess because I've been listening to lots of house and dub-techno – this is the way things have gone with my production. It makes sense to me, but I guess it might surprise some people.

Emotional Response has been one of the finest soulstep releases of last year, released in an hot moment for that sound. Do you think that now this sound is losing his appeal?

It's hard to say. I had been producing that sound for months, if not years before that EP was released, so the timing was lucky, really. I think there may always be room for that type of sound – but there's definitely a shift towards house and techno at the moment. Something I also feel like I've been doing for some time, but because releases take so long to come out – people think I've just jumped on the bandwagon. Frustrating really.

Fading remembered me some other album of this year, focused on cerebral communication, emotion and slow-dancing. Voices From The Lake, Petar Dundov, Alex Under… we call it "dance music for open minds". Maybe did you feel the influence of these releases?

Not those albums particularly, although Alex Under has had some slight influence in the past. I would say that the best way to describe what I'm doing now is "music for patient people". I might even call my next album that! [laughs]

On your point of view, what is the coolest music stuff that is around now? The finest producers of the moment?

This is always a difficult question, and one that I always shy away from answering. I don't like to favour one set of producers over another. Also – I always forget people, and there are so many good producers doing exciting things, that it's hard to list them all. It would just be a meaningless list for most people. I would say just listen to my Insight podcast (http://insight.dfrnt.co.uk) and I showcase my favourite tracks every 2 weeks. You'll get a good idea of what I like from that.

If you have to choice, do you prefere a perfectly-made, classic sound (that means immediate comprehension and appretiation of large part od audience) or a brave, new, futuristic sound (that is more ambitious but probably reaches less people)?

I enjoy both and would never want to have to chose between them – I do appreciate both sides of the coin, but there is something special and exciting about sounds that push boundaries – they inspire me and that's a good thing. Often music that reaches a larger audience is text-book production, and so loses any edge or nuances you might get from something less popular.

Do you have a clear view about how your sound is evolving and which directions is pointing now? How will it sound the next DFRNT release?

I'm definitely going deeper – I've decided that the dance floor is not the place for my music (maybe remixes). I don't have time for people who want that immediate hit. I'd like people to take their time with my music, enjoy it in their own cocoon, in their own time.

Finally, a curiosity: what are the origins of DFRNT alias?

Haha, I get asked this a lot. I used to produce as "Alex C" but that was a trance producer, so I got confused a lot – German people always asking me to DJ their party expecting trance. So I wanted to change name, and I liked what MSTRKRFT had done, so I thought I'd try something like that. I chose the word "different", but I regret the decision now. I didn't realise my work would be literally very different, and so now everybody likes to joke about how my music is "DFRNT". "Oh, very clever", I always think. "It must have taken ages for you to come up with that hilarious pun!" [laughs]

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