Pure harsh electronics…for the iron youth

Gli Heinz Hopf per certi versi potrebbero essere il gruppo noise definitivo, perfetto. Hanno un nome teutonico ma simpatico allo stesso tempo, dal vivo suonano dieci minuti ma quando finiscono ti lasciano totalmente inerme (spontaneo il parallelo, assai poco ortodosso in realtà, con i Dwarves dei bei tempi); hanno un layout e un’iconografia ultra-minimale che strizza l‘occhio alle diverse anime del variegato sottomondo noise e industrial, sufficientemente home-made per i primi, scura quanto basta per i secondi.

Musicalmente fanno man bassa di quanto di più estremo vi sia nel già incompromissorio panorama rumoroso: ultra-violenza sonica di scuola Whitehouse/Genocide Organ mischiata con l’isterismo, mai troppo serio, del japanoise targato Incapacitans, CCCC e compagnia degenere. Raggiungono livelli parossistici di volume, distorsione e feedback senza però mai recitare la parte teatrale (e un po’ farsesca) dei progetti power electronics. Aggiungiamo che a dar fuoco alle polveri sono due vecchie guardie della scena out scandinava (nello specifico Dan Johansson, già Sewer Election e Ättestupa, e Matthias Andersson, tenutario della Release The Bats e da poco attivo in solo come Arv & Miljö) e il quadro è completo.

Per loro già in circolazione l’immancabile manciata di cassette di rito e ora, dopo il tour italiano insieme ai giovani Lust For Youth e ai partenopei Matar Dolores, arriva l’album di debutto per la milanese A Dear Girl Called Wendy la cui recensione trovate su queste pagine virtuali. Non paghi, gli scandinavi hanno anche licenziato da pochissimo una fugace collaborazione con un altro losco abitante dei tetri anfratti devoti al culto del feedback. È infatti di questi giorni la pubblicazione del 7 pollici split con Kam Hassah, uno dei vari pseudonimi sotto cui si cela Matteo Castro, tenutario di Second Sleep e attivo nei vari Lettera22 ed Endless Sea. Che sia un piccolo oggetto altamente infiammabile va da sé, che sia distribuito direttamente da Release The Bats pure.

Piatto al solito indigesto, l’impietoso assalto sonoro in bianco&nero del duo svedese, ma il nome ha già fatto breccia tra i maniaci del frastuono più assordante: lo testimoniano i numerosi commenti di encomio sui forum di riferimento del sottobosco noise come Special Interests (un nome che è tutto un programma) e Chondritic Sound. Quanto basta per far ben sperare la label meneghina e procurare a tutti gli altri un inevitabile quanto spassoso (guardate la foto di copertina e provate a trattenere un sorriso) mal di testa.

11 Maggio 2011
11 Maggio 2011
Leggi tutto
Precedente
Back to the battle field Battles - Back to the battle field
Successivo
Deep inside RETROMANIA: il nuovo libro di Simon Reynolds Simon Reynolds - Deep inside RETROMANIA: il nuovo libro di Simon Reynolds

artista

Altre notizie suggerite