Correndo con gli occhi chiusi. Intervista a Jamie Stewart degli Xiu Xiu

James “Butch Jenny” Stewart ha dato vita nei primi anni 2000 a una creatura disturbante dal nome che tutti pronunciano male, ovvero gli Xiu Xiu (si legge Sciu Sciu!), una formazione che negli anni si è evoluta mantenendo lui come fulcro creativo e psichico, e che si è inscritta in un filone a dir poco anomalo della musica alternativa: un crogiolo di generi che ha guardato il noise, il punk, l’ambient rock, il folk, il modern classic e la musica sintetica, traghettandoci spesso in territori inesplorati e indefinibili, tra inquietudini soniche, dissociazioni liriche, rumoristica “alta”, in un’avvincente intersezione sospesa tra la nicchia post punk dei Suicide e le composizioni sperimentali dei migliori Royal Trux. L’abbiamo intervistato per parlare del nuovo disco, Girl with Basket of Fruit, del suo approccio compositivo e del vago concetto di “sperimentazione”.

Il titolo del nuovo disco è curioso, rimanda al nome di un quadro. Se potessi immaginare un parallelo con le arti figurative, a quale artista potresti dire di esserti ispirato?

È un’inversione del titolo dell’opera di Caravaggio Ragazzo con cesto di frutta. Sarebbe difficile sceglierne uno soltanto: questo disco, più di ogni altro, è stato plasmato da immagini e rappresentazioni visive, da artisti “formali”, artisti informali e istituzioni spirituali: stampe e incisioni medievali raffiguranti scene di stregoneria o rappresentazioni di Satana; Kara Walker (pittrice contemporanea afro-americana interprete della ribellione all’elemento bianco, ndSA), Toilet Paper Magazine (l’art magazine di sole immagini progettato da Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari per far dialogare linguaggio artistico, linguaggio pubblicitario, arte e moda, ndSA), i tatuaggi delle prigioni russe, il fotografo francese Antoine d’Agata, il suddetto Caravaggio, il Codice Borgia (manoscritto rituale e divinatorio mesoamericano, oggi custodito nella Biblioteca Apostolica Vaticana, ndSA), Kerry James Marshall (artista contemporaneo afro-americano che ha fatto della sua arte uno strumento di “responsabilità sociale”, ndSA), il musicista blues James “Son Ford” Thomas, il fumettista Robert Crumb, il fotografo Nobuyoshi Araki, la pittrice minimalista statunitense Agnes Martin.

In Girl With Basket of Fruit è confermata la centralità della dimensione psichica della tua composizione, le atmosfere disarmoniche e assordanti, i flussi stratificati di coscienza e il solito melting pot di generi a cui Xiu Xiu ci ha abituato fin dai primi anni 2000. Ma questa è la prospettiva dell’ascoltatore. Dal tuo punto di vista, cosa ti ha influenzato di più nella composizione, e cosa senti quando ascolti questo lavoro?

Beh, per me la prospettiva dell’ascoltatore, qualunque essa sia, è la verità. In nessun modo voglio che la mia prospettiva influenzi ciò che qualcuno potrebbe ottenere dall’ascoltare se stessi. Questo è un disco per le persone. Io l’ho ascoltato (ancora e ancora e ancora e ancora) mentre veniva realizzato, e non ho bisogno di riascoltarlo. Preferisco ascoltare i dischi degli altri.

In questo lavoro assistiamo alla nascita di una nuova formazione. Com’è stato lavorare con una nuova line up?

Il disco è stato realizzato con il solito team: Angela Seo, John Congleton e Greg Saunier, insieme a Daniel Brevil, Ches Smith, Eugene Robinson, Devin Hoff e Elliot Reed. Stavolta Angela ha avuto un ruolo più attivo nella produzione, più di quanto non abbia mai fatto: saremmo stati perduti senza di lei. La nuova serie di live con Thor Harris e Jorgan Geiger inizia con il prossimo tour. Sono molto entusiasta di lavorare con loro su questi pezzi. Non mi piace affatto stare in tour, ma con questa nuova line up non vedo l’ora di suonare dal vivo dopo anni! Sono musicisti incredibilmente creativi, dedicati e aperti.

Il cinema sembra molto importante nella tua esperienza artistica. Il nome Xiu Xiu proviene da un film di Joan Chen e avete anche pubblicato un tributo a Twin Peaks (Xiu Xiu Plays The Music Of Twin Peaks, 2017)

Beh sì! profondamente! Non essendo coinvolto nel fare film, posso solo essere un fan senza poter analizzare nulla a livello tecnico: posso solo assorbire ed esserne emozionato. Non provo invidia nei confronti di un grande film, solo soggezione, mentre invidio sempre i grandi dischi: DUMB BUT TRUE!

Quanto hai usato della tua esperienza da solista nella composizione del nuovo album degli Xiu Xiu? Ricordo che An Aggressive, Chain Smoking Alcoholic era dominato dalla sintesi modulare…

Sono stati realizzati nello stesso periodo: l’album degli Xiu Xiu di giorno e il disco solista durante la notte. Ho cercato di fare in modo che il disco solista fosse totalmente libero da riferimenti o pensieri o immediatezza, un tuffo completo nell’ID, senza nemmeno il supporto dei testi.

Fare musica sperimentale, il più delle volte, significa plasmare un concetto. È la ricerca di suoni, è lo studio, è l’analisi che sembrerebbe escludere la spontaneità. Tuttavia, nella tua sperimentazione, c’è visceralità, che è l’opposto del calcolo o della sintesi. Come definiresti la tua attitudine alla sperimentazione?

Correre con gli occhi chiusi e schiantarsi contro ciò che accade. Non ho mai avuto e spero di non avere mai un approccio accademico con la musica. Non che non ci sia musica accademica che non ami ascoltare, ma spero che il mio coinvolgimento in essa avvenga sempre liberamente, lontano dai livelli superiori del cervello.

 

 

 

19 Febbraio 2019
19 Febbraio 2019
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