Sangue, kraut e oriente

Dopo l’uscita della cassetta su Yerevan Tapes volevo suonare alcuni dei brani di GGR dal vivo, ma non avevo alcuna voglia di tirare su un progetto solista con loop station varie ecc. Così ho semplicemente contattato persone con cui mi trovavo bene dal punto di vista umano oltre che musicale, ed abbiamo cominciato a suonare riarrangiando alcuni dei miei brani. Ora i brani li scriviamo tutti insieme, e ci troviamo spesso a provare o anche solo a farci delle nottate di musica improvvisata in fattanza.

Questa la circostanziata introduzione con cui Stefano Isaia (già Movie Star Junkies), in arte Gianni Giublena Rosacroce, riassume il passaggio dal suo alias in solo al supergruppo La Piramide Di Sangue, settetto proveniente da una delle città insieme più multietniche e più musicalmente attive d’Italia: “Condividiamo saperi senza fondare poteri” diceva qualcuno, e in alcune zone di Torino funziona proprio così. La musica della Piramide, indirettamente o no, è senza dubbio influenzata da tutto questo. Noi abbiamo colto l’aspetto musicale ma già in passato molti gruppi kraut hanno strizzato l’occhio al medioriente, Embryo e Agitation Free ad esempio.

Nelle musiche condensate in Tebe confluisce tutto un intero mondo condensato in uno sguardo (occidentale) puntato sulle suggestioni scaturite dall’alterità: sia essa mediterraneo-balcanica che, soprattutto, proveniente dal vicino e lontano oriente. C’è la lezione del kraut più off citato dallo stesso Isaia, ma anche molto altro. La riscoperta dell’ethio-jazz con la serie Ethiopiques col successo dei vari Mulatu Astatke e Getatchew Mekurya, il gusto etno-musicologo che vede in Brian Shimkovitz a.k.a. Awesome Tapes From Africa l’ultimo virgulto di una lunga tradizione “lomaxiana”, ma anche la svolta che ha portato personaggi del panorama metal e punk a innamorarsi dei suoni mistici del medioriente o della tradizione di mondi (in apparenza) lontani, come nel caso degli Om o degli olandesi The Ex; si respira ovunque voglia di addentrarsi e contaminarsi con musiche non più percepite come stramberie da radical-chic o figlie della finta pruderie new-age frikkettona d’inizi anni ’80, quanto come patrimonio comune di un sentire che risale alla notte dei tempi e che affratella uomini d’ogni dove.

Una ricerca di spiritualità, una specie di necessità di misticismo forse comprensibili in tempi di vuoto ideologico: La fascinazione per certe musiche viene da una passione comune per l’etno jazz, ma è più che altro la prima musica che son riuscito a suonare quando ho preso in mano il clarinetto. Suono il clarinetto da circa un anno e le prime cose che mi sono uscite erano sonorità molto mediorientali. ho preso qualche lezione per imparare le basi e l’impostazione poi ho chiesto al maestro se mi insegnava la scala araba e le scale in generale, per poter improvvisare.

Il clarinetto è uno strumento splendido,vorrei avere più tempo per migliorare ed esercitarmi ma per ora tiriamo fuori la musica che ci riesce, ognuno coi propri limiti ma anche, come diceva Hank Williams, “con sincerità”.

Di improvvisazione ce n’è abbastanza nei solchi di Tebe, ma è dal vivo che la formazione-monstre riesce a lasciarsi andare totalmente. Chi ha potuto assistere alla chiosa del NoFest di quest’anno, non potrà dimenticare la forza d’urto, il trasporto, quasi l’estasi che ha invaso i presenti. Dopotutto sette membri sono tanti e l’interplay raddoppiato – due le chitarre e altrettanti i bassi, con batteria, synth, feedback e ovviamente clarinetto a formare le bocche di fuoco – aiuta, così che il sound ne guadagna nei momenti più psichedelici e cinematici quanto in quelli dall’impatto più diretto e rock. A determinare le tre grosse traiettorie che si intersecano naturalmente nelle musiche della Piramide: musica da film (immaginari), psichedelia (weird)krauta, rock dai connotati etno e spruzzato di jazz. Percentuali difficili da assegnare tanta è la capacità di fusione messa in atto dalla band.

Arriviamo da esperienze musicali molto diverse, e credo che ognuno contribuisca al suono della band con il proprio bagaglio musicale e culturale…senza dubbio ci sono degli ascolti che hanno  messo d’accordo tutti, il kraut rock e soprattutto un certo tipo di jazz: Sun Ra, Don Cherry,Ahmed Abdul Malik, ma anche le colonne sonore di Carpenter, Badalamenti. Accingiamo a piene mani da tutto quello che la musica il cinema e il confronto con culture differenti può offrirci.

L’immaginario evocato è per forza di cose suggestivo, col suo rimandare ad un passato arcaico comune a tutte le religioni e a tutte le civiltà. Musica di un tempo prima del tempo, in definitiva, pregna di trascendenza, misticismo ed esoterismo e coi numerosi rimandi biblici e a oscuri testi sacri disseminati lungo tutto il lavoro a rafforzare il portato del progetto: Sicuramente c’è un lato mistico ed una passione per l’esoterismo in generale ma è anche una cosa molto ironica. È partita con GGR e con titoli come Il Primo E L’ultimo Fuoco e continua con La Piramide Di Sangue, che oltre ai titoli seri ne ha altri molto più “leggeri”. Pensa che Sandalo inizialmente doveva chiamarsi Sandalo Bloody Sandalo…L’apice di questa farsa esoterica l’avremo quando riusciremo finalmente a registrare con gli oAxAcA… saremo in 15 e abbiamo già il nome del progetto : LA MILIZIA DEL TEMPIO.

Ironia da vendere ma messa al servizio di una musica che è tremendamente seria. Con un suo perché e una elaborazione teorico-immaginifica di tutto rispetto. Certo, aspettarselo da Ajatollah Kebab (basso), Dedalo 666 (chitarra), Jena El-Fna (chitarra), Indaco Violento (feedback, loops), Walter Maghreb (basso, synth), Gianni Giublena Rosacroce (clarinetto) e Il Nipote Di Mubarak (batteria, percussioni) – questi i nomi dei loschi figuri della setta piemontese – è arduo, ma Tebe è lì a mostrarci la via per l’illuminazione. Basta allungare lo sguardo dall’alto della Mole verso Oriente.

30 Agosto 2012
30 Agosto 2012
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