«L’artista sconosciuta più famosa al mondo», metti una sera a Milano per Yoko Ono

Metti una sera come tante, in un martedì di una settimana come tante e in un febbraio di una Milano non troppo fredda, in Santeria Paladini, accompagnati da M¥SS KETA, Bonetti, Lucia Manca, Effe Punto, Egokid, I Camillas, lemandorle. No, l’occasione non è affatto la celebrazione del perfetto stile naïf milanese – anche se tra il pubblico è impossibile non notare la presenza di una certa Rachele Bastreghi – ma la presentazione di suONO, compilation ideata e curata da Matteo B. Bianchi, che all’occorrenza ha invitato un folto ed eterogeneo gruppo di artisti italiani a cimentarsi personalmente con una delle figure più enigmatiche di tutto il mondo dell’arte contemporanea, quel mistero vivente, o come amava definirla John Lennon, «l’artista sconosciuta più famosa al mondo».

Stiamo ovviamente parlando di Yoko Ono, che come giustamente sottolinea Bianchi all’inizio della serata, è un’artista la cui opera – specialmente quella discografica – rimane ancora un mistero per molti, così come la sua figura, demonizzata ingiustamente dall’infamia d’essere stata la causa dello scioglimento dei Beatles (famigerata bugia, la cui artificiosità potete verificare nella nostra bellissima e dettagliata monografia sui Fab Four). Prima ancora che come musicista, la Ono nasce come artista concettuale e performativa, habitat che la terrà impegnata attivamente fino alla metà degli anni Sessanta, quando poi sarà la volta della sperimentazione visiva, con 16 cortometraggi girati tra il 1964 e il 1972. Il suo primo album è datato 1970, ed è Yoko Ono/Plastic Ono Band, assolutamente da non confondere con il ben più noto John Lennon/Plastic Ono Band, ma la sua è una discografia che parte sì dai primi anni Settanta, ma arriva direttamente – all’insaputa di moltissimi – fino ai nostri giorni, tanto che la sua ultima pubblicazione (Warzone) risale allo scorso ottobre.

M¥SS KETA, Lemandorle e Matteo B. Bianchi

Con M¥SS KETA nell’insolita e inedita veste di madrina e presentatrice della serata, conosciamo meglio la figura di Matteo B. Bianchi, che, dopo aver pubblicato lo scorso anno il saggio Yoko Ono. Dichiarazioni d’amore per una donna circondata d’odio, ha sentito il bisogno impellente di diffondere questo amore per mezzo della musica stessa, servendosi di brillanti collaboratori e nomi tanto insoliti quanto azzeccati per il genere dell’operazione. Nasce così suONO (produzione Labellascheggia), raccolta di dieci brani della “signora Lennon” reinterpretati da svariati artisti, alcuni dei quali presenti alla serata in Santeria.

Tra loro, 2/6 di Egokid (decimati dall’influenza stagionale), che sul palco hanno modo di eseguire la loro versione di Death of Samantha (da Approximately Infinite Universe) – e di cui successivamente vedremo in anteprima anche il relativo videoclip ufficiale diretto da Protopapa del collettivo Eurocrash; Lucia Manca, che con voce angelica rielabora Toyboat (nella versione in studio è presente il contributo di Populous) da Season of Glass; lemandorle – anzi, a dire il vero una sola – intento a spiegare il processo che lo ha portato a scegliere un brano come Every Man Has a Woman Who Loves Him (da Double Fantasy), perfettamente riproposta in chiave personalissima (e tutt’altro che solare, come ripete lui stesso); Effe Punto con la decadente Take Me to the Land of Hell (tratta dall’omonimo album del 2013); Bonetti, che esegue delicatamente I Remember Everything (da Blueprint for a Sunrise), per poi concludere sulla schizzatissima versione di Mrs. Lennon (da Fly) eseguita sul palco da Vittorio Ondedei de I Camillas.

Un paio d’ore gustosissime quindi, per conoscere o approfondire Yoko Ono e le sue mille sfaccettature discografiche, dal noise alla sperimentazione, dal pop alla psichedelia, per uno dei volti artistici più completi oggi in attività. La speranza è quindi quella di recuperare attraverso un primo ascolto di suONO (che potete acquistare in formato fisico o ascoltare direttamente in calce all’articolo grazie al widget di Spotify) tutta la discografia di Yoko Ono, pronta da rispolverare. Solo per palati fini. [Foto: Davide Cantire]

14 Febbraio 2019
14 Febbraio 2019
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