Motorpsycho: viaggio verso la faccia oscura del Sole
Motorpsycho - Journey To The Dark Side of The Sun

Approfittando della recente uscita di Behind The Sun, ventiseiesimo lavoro in studio (!), abbiamo raggiunto telefonicamente Hans Magnus Ryan, padre fondatore e colonna dei Motorpsycho. Una chiacchierata in cui abbiamo affrontato di tutto, dalle collaborazioni con Ståle Storløkken e Reine Fiske, alla cover di Theme de Yo-Yo realizzata con i Jaga Jazzist (apparsa su In The Fishtank) – che gli ha garantito la stima di uno dei suoi autori, Roscoe Mitchell – passando per la spinosa faccenda della qualità audio e di quella che viene definita Loudness War. Un’intervista diversa dal solito, insomma, che ci ha permesso di conoscere l’uomo oltre al musicista che tutti abbiamo modo di apprezzare. Affabile e dalla risata contagiosa, Snah ha risposto cordialmente a tutte le nostre domande dimostrandosi, oltre che un grande musicista, anche un buon conoscitore del mondo vintage hi-fi.

Venticinque anni di carriera e un numero incredibile di pubblicazioni e di concerti: una lampante dimostrazione di prolificità e passione per il vostro lavoro. Qual è il vostro segreto?

Molto semplicemente: la musica. La musica è energia, forza motrice di tutte le nostre azioni quotidiane, una potenza senza limiti. Siamo dipendenti da questa sostanza chimica che è la musica. Per noi fare musica è come espletare funzioni fisiologiche: è come mangiare, respirare e fare all’amore. È diventata per noi la cosa più naturale da fare. Ci siamo dedicati totalmente a quella cosa che consideriamo alla stregua di una divinità, e se ti metti a sua piena disposizione, l’ispirazione e la prolificità possono davvero essere senza limiti.

Solo un anno separa Behind The Sun da Still Life With Eggplant, e anche nel vostro ultimo lavoro si possono facilmente individuare sonorità e citazioni del progressive rock, soprattutto inglese, anni Settanta. Quanto è stato importante per voi questo genere musicale che non sempre ha riscosso il favore della critica di settore?

Non ci siamo prefissati nessun genere o stile musicale, ma abbiamo cercato di suonare sempre al meglio delle nostre capacità. Siamo partiti come una band ispirata tantissimo dai lavori degli Hawkwind e, nonostante il progressive rock sia una delle nostre influenze maggiori, non abbiamo forzato la mano per suonare questo tipo di musica. È semplicemente arrivata, senza pressioni e in maniera naturale, come se fosse scontato per noi suonare prog. Behind the Sun è semplicemente stato uno step successivo nel nostro percorso, iniziato anni fa con Little Lucid Moments. È un peccato che questo genere musicale che noi tanto apprezziamo, abbia subito uno stop evolutivo a fine anni Settanta; naturalmente l’esplosione del punk ha avuto grande responsabilità, ma quando l’attenzione del pubblico e dei media di settore venne a mancare, purtroppo, si spense la fiamma che teneva in vita il prog-rock.

Free-jazz, post-rock, math-rock e country: la vostra è una musica totale, capace di muoversi liberamente e senza steccati, sfuggendo alle sopracitate etichette. Come nasce? 

Il nostro processo compositivo è in realtà molto volubile, non ha schemi e ci basiamo molto sulle emozioni che un riff o un testo ci comunica. Bent porta in studio la maggior parte dei riff e dei testi e a volte può capitare che queste bozze siano talmente accurate e definite da venire registrate al primo colpo, quasi senza modificarle. Altre volte il processo è più elaborato, e ci possono volere addirittura anni prima di chiudere un pezzo. Penso a Gullible’s Travails, che ha mutato innumerevoli forme prima di essere registrato e pubblicato su Heavy Metal Fruit. È un processo lunghissimo, a volte totalmente pazzo, ma ti permette anche di vedere come lavoravamo anni fa e come ci siamo evoluti. Sono due processi creativi molto diversi.

motorpsycho-2014-3

I Motorpsycho hanno sempre dimostrato di essere una grande famiglia, come anche documentato dal video su The Tussler Society. Com’è stato suonare con uno “straniero” come Reine Fiske?

Reine Fiske, nonostante non sia un nostro collaboratore di lunghissima data (collabora con i Motorpsycho solo da Still Life With Eggplant), per me come un fratello. Non abbiamo bisogno di parlare, né di spiegare, quando suoniamo assieme, non un consiglio tecnico, basta solo uno sguardo. Si è creata tra noi una sintonia incredibile, tanto che sembra che lui faccia parte dei Motorpsycho da sempre. Ci siamo conosciuti anni fa, fine anni Novanta credo, ad un nostro concerto a Stoccolma. Non ci disse di essere un chitarrista, né di un essere un musicista: in realtà era il chitarrista dei Dungen (prog-rock band svedese) e me ne accorsi solo tempo dopo guardando alcune foto della band. Non ci disse nulla perché non voleva tirarsela oppure vantarsi di essere un chitarrista famoso in Svezia. È stato incredibile il suo apporto durante le sessioni di registrazione di Behind The Sun e, nonostante il suo stile chitarristico sia così lontano dal mio, Reine completa il nostro sound dandoci più profondità e spessore. Spero proprio che la liason artistica con lui duri molto a lungo.

Ho apprezzato il vostro atteggiamento nei confronti dello spinoso argomento della Loudness War. Quali possono essere le soluzioni per cercare di superare questa situazione?

Noi ci stiamo confrontanto con questo problema da anni ormai e credo che i più grandi responsabili di questa situazione siano le etichette discografiche e le stazioni radio che comprimono il suono per renderlo più alto possibile, a discapito naturalmente della qualità sonora del prodotto finale. Si è persa la pluridimensionalità e la dinamicità del suono e credo che i danni maggiori siano quelli che si compiono in sede di mixaggio e di mastering, in cui i produttori utilizzano plug-in per stravolgere il suono e per rendere, naturalmente secondo il loro punto di vista, il prodotto più professionale. È un grande problema questo, la gente comune per comodità ascolta gli mp3 con una qualità tremenda, super compressa, e ha perso il contatto con la vera qualità del suono. Spero che in futuro si possa arrivare a un livello di compressione il più possibile fedele al formato originale. C’è tanto da lavorare ancora e noi metteremo sempre il massimo impegno per cercare di dare il nostro contributo…

In Italia i ragazzi ascoltano la musica dalle casse dei propri smartphone…

Ah sì? Non è il caso del nostro Paese, per fortuna. In Norvegia c’è più attenzione verso la qualità e ultimamente moltissimi giovani stanno acquistando giradischi e vinili. Sono cose che fanno ben sperare per il futuro.

Cosa hai ascoltato ultimamente e quanto questi ascolti hanno influenzato Behind The Sun

Behind the Sun raccoglie tracce scritte negli ultimi cinque anni e accantonate momentaneamente durante le registrazioni di The Death Defiyng Unicorn, sessioni che hanno occupato ben due anni delle nostre vite. The Death Defying Unicorn era diventato il nostro dogma, la nostra più grande ambizione. Nonostante tutto, dalle sue sessions uscirono altre venticinque tracce, alcune finite su Still Life e altre sul nostro ultimo disco. Naturalmente in un lasso di tempo così lungo gli ascolti personali sono cambiati. Ho ascoltato un po’ di tutto, sinceramente, dagli impressionisti francesi come Debussy e Ravel, Satie, a tantissima ambient music. Parallelamente ho scoperto, soprattutto negli ultimi sei mesi, i Grateful Dead, di cui ho letteralmente divorato Sunshine Daydream. Lo mettevo nell’autoradio e lo ascoltavo per ore mentre guidavo: meraviglioso. Devo dire che le sessioni di The Death Defiyng Unicorn sono state molto stimolanti e fruttuose, lavorare con Ståle Storløkken, un vero maestro della musica contemporanea, è stato molto importante per noi e credo che ci abbia aiutato a crescere. Credo e spero che questa crescita musicale e personale si senta in Behind The Sun.

I dischi che ti hanno cambiato la vita?

Una domanda da un milione di dollari. Sicuramente Universal Consciousness di Alice Coltrane , Third dei Soft Machine, Yessongs degli Yes, On Stage dei Rainbow – che credo sia il disco che ho ascoltato di più nella mia vita – e una raccolta di Elvis Presley che avevo registrato su cassetta e di cui non ricordo più il titolo…

23 Marzo 2014

A twenty-five year long career and a huge number of releases and concerts across all Europe, you certainly are very prolific and passionate about your work, and that’s a blatant demonstration of it. What is your secret? 

Simply: The music. The music is energy, it is like light, a chemical solution. We are addicted to this substance, the music. It’s really easy for us, It’s like breathing, eating, making love. It’s a fact of life, If you have this attitude to serve music than there can be no borders. Music is endless.

In Behind The Sun and Still Life With Eggplant, recorded only one year apart from each other, it is possible to find many echoes and references from seventies’ prog rock, and in particular English prog. How significant has it been for you, even if it didn’t always receive the critics’ approval?  

I think we started out playing at the top of our capabilities. We just learned from this stuff, we try to learn from all this kind of music. We started to play to try to emulate bands like Hawkwind, we make music without borders and no pressure and it’s natural for us arrive in the prog area. Behind the Sun is simply a step in our journey  in prog music that began years ago with Little Lucid Moments. It’s such a shame that this kind of music stopped developing in the late seventies, this kind of music stopped developing of course for the punk revolution and then a change in the attention of the market and the audiance. It’s a language that we choose to speak.

Free-jazz, Post-Rock, Prog Rock and Country. Your music does not have limits and is free to walk throught  all the musical genre spectrum making it pretty difficult to be tagged. Tell me about how your creative energies take form in becoming a track.

Sometime it’s really snappy. Sometimes Bent, the main writer and lyricist in the band came with sketches for what we have to do. Sometimes the idea, the feelings, the sentimentals are so accurate that we don’t have to refine too much. Sometimes Motorpsycho takes years to develop a track or an idea. Take for example Gullible’s Travails from Heavy Metal Fruit, we have different versions of this song but that time we focused on some other stuff and then, after years, we came back to those sketches and worked on it. In the end, after many yeas, we were able to finish it. 

The members from Motorpsycho have always proved to feel like being a big family, as documented on The Tussler Society. What was it like to play with a ‘stranger’ such as Reine Fiske?

Reine Fiske is like a brother. We don’t have to speak much, we don’t have to explain nothing to him. It’s really really cool have him in the band. It’s incredible. We’ve know him since the late ninenties, we met in Stockholm at a motorpsycho gig, he didn’t say anything about playing guitar, he didn’t say anything to us that he plays in Dungen. Then I saw a photo of Dungen and I realized: Goddamit! He is the guitarist from Dungen! It’s insane. He didn’t tell me! He’s so precious, he is completely different. I Hope that we can go down a long road  with Reine, we’re just very lucky to have him in the band.

I really appreciate your approach on the thorny problem known as Loudness War. Do you reckon we will manage to overcome this excessive recording level madness?

It’s a problem created by the radio which compresses the music to make the sound louder and more intense than ever. You lose the the dimensions in the music, you lose the peak and the lows, you lose the whole picture of the sound. It’s a big problem, there are so many really nasty examples. We try to keep the levels down in studio. Most of the damage is actually in the mixing process and in the mastering process, there are so many devices you can use to make sound professional. People are using mp3 format, that offer crappy, crappy quality. I hope in the future the conversion process will be so good that it won’t be a problem anymore.  

In Italy, there are a lot of young people who listen to music from smartphones…

Really? In Norway we buy a lot of vinyl and there’s a lot of young people that now are buying vinyl and turntables. It’s a good sign.

What are you listening to mostly lately? 

Behind the sun is a collection of songs written in the last 4/5 years and also during the make of The Death Defying Unicorn. Working on The Death Defying Unicorn, for us is like a dogma. I’ve been listening to a bit of everything, I really love the French impressionist like Debussy, Ravel and Satie and ambient music. Over the last six months I’ve been into Grateful Dead’s music, The Sunshine Daydream live set in Oregon  from ’72. Really really nice, I Listen in the car, so nice. 

The records that changed your life..?

That is the million-dollar question. 

One of them is certainly Alice Coltrane’s Universal Consciousness, it’s awesome. I can also mention Soft Machine’s Third, Yessongs from Yes, Rainbow On Stage, I think that it’s the most played record in my life, ever, and than an Elvis Presley Greatest Hits that I recorded on cassette, I don’ t remember the real name. 

23 Marzo 2014
Leggi tutto
Precedente
Gang of Ducks Vaghe Stelle - Gang of Ducks
Successivo
Beck al cubo Beck - Beck al cubo

etichetta

recensione

recensione

recensione

recensione

recensione

recensione

recensione

recensione

Altre notizie suggerite