Il senso di Hendrik per il beat

Fresco di tour in supporto agli Animal Collective, viene da Amburgo ed ha elargito ritmo e visioni nei club giusti d’Europa. Ora sta per pubblicare un disco nuovo su un’etichetta ad ampio raggio come Rough Trade e il profilo dell’ultimo eroe del dancefloor intellettuale si completa: Hendrik Weber, ovvero Pantha Du Prince; fotografia scattata un attimo prima che le cose cambino, perché lo scenario è sul punto di aprirsi ad un pubblico più ampio. Lo si avverte in una maniera non dissimile da quel senso di inquietudine che gli animali percepiscono prima di una tempesta e che sta alla base del nuovo lavoro Black Noise, dato in anteprima in questi giorni con The Splendour EP, il primo estratto dall’album che vive della collaborazione con Tyler Pope già noto come membro di !!! e LCD Soundsystem.

I segnali del cambiamento, o per meglio dire, dell’evoluzione, sono già tutti lì, nel modo tutto suo di far convivere techno calda ed energica stile Detroit, con il minimal beat berlinese di etichette come Kompakt e ancora un senso arioso ed etereo che tradisce il gusto per lo shoegaze riletto da Morr Music. The Splendour è una tempesta di ghiaccio che danza su un ritmo caldo e corposo alla Carl Craig e con uno gusto per la metratura dei samples che deve più di qualcosa a Monolake. Una sintesi che odora di coolness lontano un miglio a cui si aggiunge una campagna stampa a base di foto in distese innevate come un Malboro Man in terra islandese. Eppure a pensarci bene le premesse dell’attività di Weber non erano delle più rosee se si considera il debutto per i tipi della Dial Records, sotto lo pseudonimo di Gluchen 4 con un lavoro intitolato Das Schweigen der Sirenen, che sposava sperimentalismi concret-noise con una marea di idee confuse e mal gestite.

Un bel passo falso, ricalibrato rapidamente sotto la maschera di Pantha Du Prince, lungo le coordinate a lui più consone di un dancefloor levigato sul suono dei maestri britannici dell’etereo e spinto da una motore minimal techno che si alimenta ad una tradizione aurea. E’ la direzione giusta: Pantha Du Prince spinge al movimento coordinato di piedi e testa, di suggestione ed energia. Arriva così Diamond Daze, debutto con il moniker attuale, che nonostante il generale senso di acerbo già desta l’attenzione del settore. Premessa al successo riconosciuto, che arriva con il secondo album, This Bliss, pubblicato sempre per i tipi della Dial.