Pioneer DDJ-200: il controller veramente Smart di Pioneer
Pioneer e il nuovo concetto di integrazione tra dispositivi mobili e Djing

Leader nell’ambito del djing con strumenti che sono diventati veri e propri standard come le serie CDJ e DDJ, Pioneer è stata tra le prime case produttrici a considerare gli ambienti smartphone e tablet come comode alternative ai laptop. Chi per hobby o per lavoro si cimenti con il djing sa benissimo cosa significhi portare a spasso per i locali strumentazione (controller, giradischi e cdj) molto spesso pesantissima, con flightcase enormi che ovviamente obbligano a fare i conti con il nemico per eccellenza di musicisti e dj: il bagagliaio dell’auto.

I più recenti e prestigiosi controller di casa Pioneer come il DDJ-1000 e DDJ-800 permettono di avere funzionalità da professionisti in poco spazio, garantendo comunque con la loro versatilità la possibilità di interfacciarsi anche con giradischi e cdj ma funzionando in maniera impeccabile in modalità stand alone. Da sempre attenta anche al mercato amateur ed entry level (pensiamo alla serie WeGo), Pioneer ha deciso di spingere sull’acceleratore sull’integrazione tra controller e dispositivi portatili come smartphone e tablet, andando a battagliare per la conquista di una fetta di mercato fino a qualche tempo fa appannaggio di competitor storici della casa di Tokyo, Numark su tutte.

Il DDJ-200 è il grimaldello per entrare in quell’ambito.

Controller Entry Level dal minimo peso (1,2 kg scarsi) e dal minimo ingombro (37 cm per 20, quindi sta tranquillamente in una borsa), il DDJ-200 è un oggetto ottimale per muovere i primi passi nel mondo del djing. Questo ovviamente non significa che chi è abituato a ben altri standard non possa cimentarsi, anzi: la buona qualità dei materiali – i potenziometri e i fader sono veramente ben fatti –, gli otto pad a disposizione per gestire hot cue ed effetti e i jog a pressione per lo scratch (ma anche per il bending) permettono di riproporre in ambiente casalingo tutte le features dei fratelli maggiori. Caratteristica interessante, è quella di poter utilizzare il DDJ-200 con ben quattro app, come WeDj, Djay e edjing Mix (quest’ultimo disponibile anche per dispositivi android) e il software principale di Pioneer Rekordbox, quest’ultimo per Mac e Pc.

La connessione Bluetooth a bassa latenza (la stessa, per intenderci, che permette alla chiacchieratissima APP Immuni di lavorare e raccogliere i dati) permette di agganciarsi ai dispositivi mobili e di riprodurre l’audio direttamente dagli speakers rendendo l’esperienza veramente portatile. Il touch dei mobile permette inoltre di accedere a funzioni aggiuntive al controller, garantendo una buona quantità di effetti e di campioni. Il cavo split in dotazione garantisce, collegando un paio di cuffie e un paio di speaker e quindi usufruendo del pre-ascolto, di aggiungere un po’ più di gas all’esperienza, ampliando il range di possibilità di utilizzo del DDJ-200 anche al di fuori dell’ambito casalingo.

Menzione particolare meritano le cuffie HDJ-X5BT, molto spesso consigliate in accoppiata con il DDJ-200: versione Bluetooth delle cuffie sovraurali immesse sul mercato da Pioneer qualche anno fa, le HDJ-X5BT lavorano benissimo con il cavo in dotazione ma ancora meglio sotto bt. In molte cuffie di marchi ben più blasonati (in ambito Hi-FI) e che permettono l’utilizzo wired e wireless si riscontra un netto calo delle prestazioni nel passaggio tra cavo e bt: nelle HDJ-X5BT questo non accade quasi mai, garantendo una spinta adeguata sui bassi e alti e medi equilibrati.

In conclusione: per chi è in cerca di un controller per muovere i primi passi nel mondo dei mix senza spendere un occhio della testa, il DDJ-200 è un buonissimo punto di partenza: il prezzo concorrenziale, l’ingombro minimo e la possibilità di integrazione con tutte le più diffuse piattaforme mobili sul mercato garantiscono buoni risultati col minimo sforzo.

2 Luglio 2020
2 Luglio 2020
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