The Importance Of Being (more than) a DJ

Ha compiuto a Settembre 10 anni di gloriosa attività, il Circus Club di Liverpool, e non vogliamo immaginare cosa devono essere stati i festeggiamenti con dietro la consolle Sasha, Seth Troxler, Maceo Plex, David Squillace e Lewis Boardman. Ovviamente c’era anche lui, Yousef, il fondatore del club, il responsabile del prestigio degli eventi Circus, che negli anni passati hanno ospitato nomi come Laurent Garnier, Luciano, Richie Hawtin, Ricardo Villalobos, Sven Vath, Carl Cox e avviato le carriere DJ degli allora giovanissimi Jamie Jones, Seth Troxler e Loco Dice. Era dietro alla consolle, preso come sempre a offrire al pubblico il più elettrizzante evento house di cui è capace, ma alemo una volta la sua mente sarà andata al suo nuovo album A Product Of Your Environment, al suo sottile smarcamento dalla dimensione club e alle recenti, nuove ambizioni di producer.

Una differenza che si nota, se rapportata al primo A Collection Of Scars And Situations. Se quello era l’album fatto per il suo pubblico, che raccoglieva pezzi già noti ai frequentatori del club, il nuovo album ha voglia di offrire anche una differente prospettiva d’ascolto. Accanto a hit da dancefloor come Think Twice o In Fear Of Dusk, che restano comunque il marchio di fedeltà del producer britannico, compaiono anche pezzi più lenti e densi di suggestioni esotiche come What Is Revolution o una prova di coraggio dall’ambizione pop come I See, arricchita dalla sezione cantata di Chari Taft. Anche Yousef, insomma, vuole un orizzonte più ampio del solo ambiente club, ambizione che prima o poi coinvolge tutti i DJ dotati di capacità di producing.

L’obiettivo, come dice lui stesso, è invogliare la gente ad ascoltare ed apprezzare l’album anche in cuffia, una mossa importante anche quando non riesce alla perfezione, volta ad evolvere un rapporto consolidato DJ-pubblico oltre la pista e trasformarlo in un legame più profondo e affezionato. È per questo che Yousef appare così entusiasta nell’intervista che segue: sta scoprendo di essere qualcosa in più che solo un DJ, e vedere che sono in molti ad accorgersene significa che sta andando nella giusta direzione.

Ciao Yousef, parlaci dello spirito di A Product Of Your Environment e di come si differenzi rispetto all’album precedente.

Il nuovo album era pensato come produzione in studio fin dall’inizio, mentre l’altro alla fine era una serie di tracce precedenti messe insieme. A Product Of Your Evnironment vuole raccontare una storia, essere ascoltato dall’inizio alla fine. Ha molti momenti club ma è più che una serie di tracce da dancefloor, ho voluto mettermi alla prova lato house e techno, coinvolgendo anche elementi live.

Possiamo dire che il nuovo album ha un maggiore appeal d’ascolto? Penso a tracce come What Is Revolution o I See…

Sì, l’idea era quella, farmi conoscere anche come producer e artista, non solo come DJ. Sono sempre un DJ prima di tutto, ma so bene che tanti album fatti dai DJ si finisce per non ascoltarli mai fino alla fine. Mi sono sforzato di fare un lavoro che vale il tempo speso dall’ascoltatore, e poi magari dopo l’ascolto il DJ può tirar fuori le tracce più forti per il club. Il progetto è in equilibrio tra l’ascolto in casa o in macchina e i momenti in pista. Pezzi come Feel The Same Thing, For The Terraces, In Fear Of Dusk son già finite nei set di Marco Carola, Loco Dice, Carl Cox, Magda, Nic Fanciulli e altri.

Cosa si aspetta la gente da un album del leader del Circus? Ti senti forzato a far musica che rifletta le notti nel club, o sei libero di provare quello che vuoi?

Al Circus c’è sempre house e techno di qualità, chiamiamo i migliori DJ ma li incoraggiamo anche a prendere iniziativa e mettere nuova musica. Come DJ e come capo del Circus ovviamente voglio sempre spaccare nel dancefloor, ma stavolta ho voluto spingermi oltre. Molti dei pezzi dell’album sono già degli inni al Circus, intendiamoci, ma l’album è pensato come qualcosa in più della semplice dimensione club, ho voluto una maggiore libertà.

In quest’album ho sentito suoni meno urbani. Qualcosa di più jazzy, esotico, come serate estive ballando in spiaggia. È il tuo modo di evadere?

Grazie. Ascolto ogni tipo di musica e ho viaggato molto quindi sono aperto a ogni influenza. Mi piace pensare che la musica porti l’ascoltatore alla deriva e lo spinga ad ascoltare le melodie e i testi (che scrivo anch’io da me). Ogni traccia è una storia che ho voluto raccontare.

Quest’album mette in mostra tutte le potenzialità della house: la melodia, l’immaginazione, il movimento, l’orientamento pop, il clubbing… esiste uno stile più flessibile di questo?

Grazie di nuovo, son contento che tu abbia compreso cosa ho tentato di fare. È stato un progetto molto personale, per me. I pezzi sono mixati in modo da suonare gentili all’orecchio e forti nel club. Concordo, la house è molto flessibile. Dicono che la house è musica di sensazione e se sono riuscito a infondere sensazioni alla gente, allora posso ritenermi soddisfatto.

Il tuo club ha celebrato da poco dieci anni di attività. Com’è stata la festa?

Sì, è stato un viaggio folle. Dagli inizi umili al diventare club UK dell’anno a ospitare il 500esimo Essential mix party di BBC Radio. Ormai abbiamo chiamato chiunque, Hawtin, Cox, Villalobos, Carola, offerto a DJ come Loco Dice e David Squillace i loro primi concerti in UK, ospitato gente sconosciuta come Seth Troxler e Jamie Jones nei loro primi set di riscaldamento tanti anni fa. Cerchiamo sempre di fare il party più divertente possibile. Il sabato del nostro decimo compleanno è stato incredibile, Seth, Sasha, Davide, Maceo Plex e ovviamente anch’io. È bellissimo aver raggiunto dieci anni.

Quali sono i tuoi producer preferiti al momento?

Ci son molti stili che apprezzo, Maceo Plex, Davide Squillace, Nicole Mouderber, Just Be, Tom Flynn, Lewis Boardman, Dj Sneak, Hot Since 82, Butch, etichette come Cadenza, Desolat, Intec, Ellum Audio e Cecille. Chiunque produca un buon sound, la cui music sia interessante, abbia sentimento, spacchi in pista e sia più originale possibile.

Prossimi obiettivi?

Sto già lavorando ad alcune tracce per clubbing. Più tagliate del mio album, studiate per far ballare e stare bene. Ne ho già pronte 5, le farò uscire dopo l’album. Continuo a organizzare eventi Circus a Liverpool, Londra e New York e penso ancora di allargare il raggio d’azione (forse Italia?). L’etichetta Circus è presa a bloccare nuovi talenti. Sono sempre al lavoro e in viaggio. Ora comincia anche il tour dell’album, America, Sud America, Asia, Australia e un’infinità di concerti in Europa.

Il DJing è la mia passione, e così anche far musica.

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