Un Americano in Nuova Zelanda

È la storia di un americano in Nuova Zelanda, ma anche dei suoi viaggi in tutto il mondo. Ryan Mc Phun, californiano di origine, è uno di quelli con le suole perennemente consumate dalle terre di tutto il mondo. Tutto in lui, l’apparenza, il modo di suonare, e la musica, ovviamente, parla un linguaggio spiccatamente ’00, sebbene per lui non si possa parlare di suoni da cameretta, ma di uno spazio sempre variabile, a volte aperto, a volte chiuso, diffuso nei club di mezzo mondo e nei territori circostanti.

Ryan, ora, è un cittadino neozelandese. Arrivato a Auckland nel 2003, dopo aver girato Africa, Asia e Americhe, trova temporaneamente posto in due band locali, The Brunettes e The Tokey Tones. Basta un anno e nasce un nuovo progetto: il nome provvisorio è Ryan McPhun & The Ruby Suns, presto mutato in The Ruby Suns, e vede insieme Ryan e il neozelandese Amee Robinson. L’esordio, self-titled, registrato nel 2005, licenziato prima dalla locale Lil’ Chief (nel 2005), poi dalla Memphis Industries (l’anno dopo), inizia a percorrere, con un surf-pop aggiornato alla generazione post-Beck, la strada della portabilità cosmopolita, ancora però legata alla tradizione (nella forma di un bizzarro obolo ai Beach Boys, come della chitarra imbracciata nel video di Sleep In The Garden).

Di lì a breve ciò che prevarrà saranno gli strumenti che stanno in una valigia da viaggio (tastiere su tutti), accompagnati da quelli trovati per strada, tra le fronde o sulle spiagge dei quattro lati del mondo. Sea Lion (Memphis Industries / Sub Pop 2008) è un capolavoro di divulgazione pop, calligrafia eclettica, coacervo di generi: un pachiderma pregevole e leggero, un disco che non stufa mai, dallo pseudo shoegaze di There Are Birds, al folkrore di Tane Mahuta, alla chiusa synth-pop di Morning Sun. Se ne accorge la Microsoft, che sceglie Oh, Mojave come colonna sonora della campagna pubblicitaria del Mojave Experiment, legata al lancio di Vista – sebbene la band sostenga Creative Freedom, sorta di creative-commons neozelandese.

La freschezza di Sea Lion si riversa in live stravaganti, meno limpidi, più sfumati, glo-fi, diremmo oggi. Un primo passo per la ricucitura live/studio è l’EP Kenya Dig It (2009). Ma, nel piccolo studio preso in affitto a Auckland, Ryan lavora ancora a lungo per trovare un suono che prenda parola per il mondo, dopo averlo fatto parlare. Fight Softly (Memphis / Sub Pop / Lil’ Chief 2010) è la voce dei Ruby Suns, con accento proprio, una pelle meticciata ma unica.

26 Marzo 2010
26 Marzo 2010
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