“Toy Story 4”. Vi raccontiamo i primi 20 minuti del film e l’incontro con il produttore Jonas Rivera

Toy Story 4 è il titolo con cui la Pixar condirà il suo 2019 e di certo non è un prodotto qualsiasi (come quasi nessuno legato alla casa portata alla gloria da John Lasseter). Con l’uscita prevista per il prossimo 26 giugno, la casa d’animazione si è imbarcata in un lungo tour internazionale per presentare al meglio alla stampa la sua proposta, e questo ha toccato anche l’Italia con l’evento organizzato per l’occasione a Milano. A rappresentare lo studio c’era Jonas Rivera, produttore che iniziò la sua attività proprio come assistente di produzione nel lontano 1995 per un film destinato a cambiare la storia dell’animazione, proprio Toy Story («Sono entrato in Pixar proprio all’epoca del primo film, in qualità di stagista nuovo arrivato. Pulivo i pavimenti, facevo i caffè. Mi sono dato da fare e, film dopo film, sono arrivato dove sono ora»). Da lì avrebbe scalato le gerarchie interne fino ad arrivare a produrre capolavori contemporanei come Up e Inside Out, con cui ha conquistato l’Oscar al miglior film d’animazione nel 2016.

La saga cinematografica di Toy Story ha un posto speciale nel cuore degli spettatori, così come nella mente dei suoi creatori e produttori, e questo Rivera lo mette bene in chiaro fin dalle battute iniziali del suo intervento; il produttore ha tenuto a precisare che se si è arrivati a concepire un quarto capitolo non è stato per ragioni che riguardano solo il mero guadagno o le potenzialità commerciali del titolo, ma innanzitutto perché si era trovata una nuova storia da raccontare all’altezza dei capitoli precedenti. Per la Pixar il franchise di Toy Story è come l’Everest, tutti sentono la responsabilità di dover dare il massimo quando ci si approccia a un nuovo capitolo: «Non avremmo mai potuto fare un quarto capitolo solo per il gusto di aggiungere qualcosa. Woody però – uno che non ha mai sbagliato niente e si è comportato correttamente per tutta la sua vita – ha cominciato a sentire un senso d’insoddisfazione e angoscia. Siamo partiti da lì, tentando d’indagare la mente del giocattolo più rappresentativo di questa saga».

Attenzione: non procedete con la lettura di questo articolo se non volete incorrere in spoiler su Toy Story 4

Dopo una breve presentazione, Jonas Rivera ha introdotto alla stampa i primi 20 minuti di Toy Story 4. Si tratta della sequenza d’apertura del film non ancora ultimata del tutto, in quanto la pellicola è ancora in fase di post-produzione, quindi qualche dettaglio delle immagini, non perfettamente in alta risoluzione, verrà perfezionato per il prodotto finito.

La pellicola si apre con un flashback dal passato di Woody, quando è ancora di proprietà di Andy. Il cowboy, doppiato nell’originale da Tom Hanks, è impegnato in una missione di salvataggio volta a recuperare RC, la macchinina telecomandata dimenticata da Andy per strada a causa di un violento temporale che ha costretto il ragazzino a correre in casa. Nonostante il livello non ultimato della pellicola, il risultato è eccezionale e il livello di fotorealismo a cui è arrivata la Pixar compie un altro balzo in avanti, così come il livello di spettacolarizzazione di ogni sequenza, estremamente dettagliata e volta a impressionare. La sequenza di salvataggio, che va a buon fine, non è altro che una grande premessa a un fatto catartico nella vita di Woody, ovvero l’addio a Bo Peep, la pastorella/abat-jour della sorella di Andy, che verrà venduta (causando di fatto l’assenza del personaggio da Toy Story 3); Woody cerca disperatamente di salvare la sua adorata, ma Bo Peep è ormai rassegnata a non far più parte della famiglia di Andy e propone a Woody di fuggire insieme a lei. Woody, però, al di là di tutto rimarrà sempre il giocattolo di Andy a cui giurerà eterna fedeltà e dirà addio a Bo Peep in una sequenza che non può non richiamare alla memoria i classici hollywoodiani anni Quaranta come Casablanca.

Dopo l’addio, partono i titoli di testa che ci riportano al presente, dopo aver assistito a una sequenza che fa un po’ il riassunto di quanto accaduto nel finale del film precedente, con il passaggio di consegne tra un ormai cresciuto Andy e la piccola Bonnie (e che scorre sulle note del celebre tema musicale di Randy NewmanYou’ve Got a Friend in Me). Woody e tutto il gruppo, composto da Buzz, Jessie, Slinky, Rex, Ham, Mr. Potato e tutti gli altri, vive ormai la nuova vita quotidiana in compagnia della bambina, la quale però relega lo sceriffo nell’armadio (la stelletta da sceriffo è appuntata sul petto di Jessie!), minando di fatto quella sicurezza acquisita in tutti questi anni. Woody, però, non ci sta e l’occasione di conquistare la fiducia della nuova piccola padroncina si presenta con l’arrivo del primo giorno d’asilo. Woody, nonostante i genitori le vietino di portarsi giocattoli, entra di nascosto nello zainetto di Bonnie e l’accompagna durante questo fatidico giorno; la bambina tuttavia è ignorata dai compagni di classe e trattata da ultima arrivata. Bonnie viene inconsapevolmente aiutata da Woody, il quale si getta in un cestino dei rifiuti per recuperarle il materiale necessario alle attività della giornata, incentrata sulla creazione artistica. La bambina, dallo scarso materiale a disposizione, ricaverà il nuovo personaggio: Forky!

Il nuovo giocattolo, però, ha delle forti crisi di identità basate sul fatto di essere sostanzialmente spazzatura e non un “balocco per bambini”, quindi Woody dovrà convincerlo in tutti i modi di essere di fondamentale importanza per Bonnie in questo delicato passaggio nella sua infanzia. Nella sequenza successiva, Forky verrà introdotto al resto del gruppo di giocattoli, ma le crisi depressive rimarranno e saranno difficili da risolvere, con il nuovo arrivato che cerca di buttarsi di nuovo nel cestino dei rifiuti e Woody costretto a recuperarlo.

Le altre sequenze

Dopo aver parlato dei nuovi personaggi che compariranno nel corso della pellicola, Rivera ha introdotto alcune sequenze non ancora del tutto finite, con le immagini in alcuni casi sostituite dagli storyboard per garantire la narrazione degli eventi. In una di queste, definita dal produttore l’Eldorado degli easter egg, veniamo indirizzati insieme a Woody e Forky all’interno di un negozio di antiquariato, alla ricerca di una vecchia conoscenza: Bo Peep. Qui incontreranno Gaby Gaby, una bambola vintage risalente proprio come Woody agli anni Cinquanta (e doppiata da Christina Hendricks) che costringerà i due a fare un giro del negozio nella sua carrozzina, con le citazioni cinematografiche che si sprecano a dir poco (da Viale del Tramonto a La bambola assassina e Shining).

In un’altra sequenza, Woody si nasconde dai passanti in un parco giochi e qui viene salvato proprio da Bo Peep, che si presenta nella sua nuova e avventurosa veste, con tanto di look completamente aggiornato. Quella che un tempo era una dolce pastorella, adesso è segnata da anni di vita solitaria in cui ha dovuto arrangiarsi ed è ormai una figura di spicco tra il gruppo di giocattoli senza padrone che abita nel parco giochi. La nuova Bo si muove a bordo di una macchinina elettrica ricoperta da una sorta di finta pelle di puzzola, per evitare di essere avvicinata dai bambini, e ha una nuova collega: Giggle McAlly, il più piccolo giocattolo mai apparso in Toy Story. Woody riuscirà quindi a convincere Bo ad aiutarlo nella propria ricerca per salvare Forky e riportarlo da Bonnie, ma per questo avranno bisogno anche dell’aiuto di Duke Kaboom (con la voce di Keanu Reeves), un’action figure canadese completa di moto che ha il vizio di mettersi costantemente in mostra nelle sue pose plastiche sopra il mezzo. La sequenza mostra anche il sottile scavo psicologico sul personaggio in questione: in un flashback del suo passato lo vediamo regalato a un bambino per Natale, ma questi si rende subito conto che le movenze viste in pubblicità non corrispondono all’effetto reale e Duke viene quasi subito scartato (un passaggio che ricorda da vicino la presa di coscienza di Buzz Lightyear nella casa di Sid nel primo film).

Nell’ultima sequenza mostrataci, veniamo a conoscienza del viaggio parallelo di Buzz alla ricerca proprio di Woody; questi finisce infatti in un Luna Park nel quale si imbatterà negli scorbutici Ducky e Bunny, due peluche uniti per le zampe tramite una cucitura. I tre si incontrano nella parete di un tiro al bersaglio in attesa di essere vinti da uno dei piccoli partecipanti al gioco, con i due peluche che fanno di tutto per indispettire lo Space Ranger, il quale però risponderà per le rime (in una scena già mostrata nel trailer).

L’incontro con Jonas Rivera

Prima della chiacchierata tra stampa e produttore, viene ricordato in un momento più che toccante il compianto Fabrizio Frizzi, voce storica di Woody, scomparso nel marzo 2018 e sostituito al doppiaggio da Angelo Maggi. Proprio in riferimento a una delle sequenze mostrate – quella al negozio di antiquariato con tutti i suoi riferimenti al noir e all’horror – c’è chi chiede se il tono sia pericolosamente lontano rispetto al target della pellicola, ovvero i più piccoli, ma Rivera non è affatto preoccupato dalla cosa: «In realtà facciamo i film per noi stessi e noi amiamo ogni genere di film; naturalmente il nostro obiettivo è quello di coinvolgere i bambini, ma il nostro lavoro è fare un film per tutti. Onestamente, uso come cavie i miei figli, che hanno 7, 10 e 13 anni. E i bambini ci hanno sempre sorpreso come risposta a questo genere di film, sono in grado di capire i vari livelli di lettura, successe anche con Inside Out, capivano il film meglio degli adulti. Quindi dobbiamo assicurarci che funzioni su più livelli».

Le domande sono poi virate sul restyling del personaggio di Bo Peep: «Abbiamo avuto una sorta di “team Bo”, un gruppo di artiste e animatrici che si è occupato del personaggio, che letteralmente ha tenuto tutti gli uomini fuori dalla circolazione. Volevamo un personaggio forte e vero, che risultasse autentico». In chiusura, Rivera ha risposto anche alle polemiche avanzate dagli animalisti nei confronti del gancio per le pecore in mano a Bo Peep anche in questa nuova avventura: «Se succede questo vuol dire che la gente ci crede, crede nei personaggi, ma noi ovviamente facciamo del nostro meglio per non offendere nessuno. E stiamo pur sempre parlando di giocattoli». Toy Story 4, diretto da Josh Cooley, arriverà nelle sale americane il 21 giugno 2019 e in quelle italiane il 26 giugno.

2 Maggio 2019
2 Maggio 2019
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