Adolescenze ritrovate

A unire Alessandra Gismondi, Corrado Nuccini ed Emanuele Reverberi in un nuovo progetto discografico non è la voglia di scoprire, ma di riscoprire. Seguendo i binari di una formazione musicale comune passata per anni di ascolti e sbocciata di recente in una collaborazione per una cover/tributo a Leonard Cohen. “Vessel” recita la ragione sociale, perché di viaggio si tratta. Pianificato e con tanto di data di (presunta) scadenza, da concludere entro il 2010 con tre EP ognuno dedicato a un tema preciso. In quel Tales Of A Memento Island che trovate in spazio recensioni si parla della “memoria”, mentre i prossimi due verteranno sulla “passione” e sulla “rinascita”. Un fil rouge utile a dare credibilità alla produzione del gruppo ma anche a giustificare scelte stilistiche fortemente contestualizzate.

“Coverizzare” senza (o quasi) cover, verrebbe da dire, almeno in questa prima stazione del viaggio. Con gli anni Ottanta e i Novanta che si mescolano all’indie-shoegaze dell’accoppiata Pitch /Schonwald e a un elettro-cantautorato malinconico spruzzato di Velvet Underground. Anche perché se di riscoperta si deve trattare, tanto vale giocare con l’anagrafe e ritrovarsi ventenni: “Gli anni Ottanta hanno rappresentato forti cambiamenti di sonorità e sono stati un forte punto di riferimento. Gli anni 90 sono stati espressione della nostra vita creativa perché li abbiamo vissuti fisicamente sia come pubblico che come musicisti on stage. Abbiamo semplicemente omaggiato un’epoca, esplorando territori diversi, avvicinandoci alla musica d’autore e cantautoriale, mescolando il background delle singole esperienze musicali”.

Un misto di nostalgia canaglia e di creatività, sommate alla velocità con cui gli ultimi dieci anni hanno azzerato tutte le sicurezze che l’Era del CD sembrava aver prodotto. E con loro due decenni dalla personalità stilistica tutto sommato monolitica, se confrontati con un’attualità in cui la contaminazione tra i generi e la mancanza di definizioni certe sono la regola. Nella diatriba tra “evoluzionismo” e “citazionismo” i Vessel si schierano apertamente a favore del secondo cercando nel contempo i giusti referenti: over trenta, o magari nuove leve con la voglia di andare oltre quell’ascolto distratto, veloce e costantemente “sulla notizia” che il caleidoscopio della rete spesso offre loro. Il tutto con uno stile pacato, fedele ai modelli, ma capace anche di trascendere il mero reprise puntando sul carisma e l’esperienza dei musicisti.

Alla fine la sensazione di deja vù è forte per chi ha vissuto quegli anni e in Memento List si ritrova citati Folk Implosion, Built To Spill, Meat Puppets, Charlatans, Teenage Fanclub, Jeff Buckley, Sebadoh. Come forte è l’impressione che i Vessel abbiano iniziato il loro percorso con la giusta convinzione.

30 Marzo 2010
30 Marzo 2010
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