Laurent Garnier

Nato il 1° febbraio 1966 a Boulogne-Billancourt (già Boulogne-sur-Seine), popoloso sobborgo di Parigi, Laurent Garnier ha fin da subito sentito il richiamo della musica e del dancefloor. “Quando avevo 10 anni la mia cameretta sembrava un nightclub. C’erano luci stroboscopiche, una disco ball e una consolle da DJ. Accendevo l’equipaggiamento ogni notte. Sognavo solo una cosa: far ballare la gente” (dal suo libro “Electrochoc”, scritto con D.Brun-Lambert e pubblicato nel 2003 – ora è disponibile anche la versione in inglese). A 14 anni crea Radio Teenager, un programma radiofonico pirata on air sulle onde corte. Trasferitosi in UK nel 1984 (prima a Londra, come cameriere per l’ambasciata francese, poi dal 1986 a Manchester), vive in diretta lo sviluppo della scena dance inglese, in transito dall’house all’acid. A seguito della conoscenza di Mike Pickering, resident DJ dell’Haçienda, il 7 ottobre 1987 debutta ai piatti del club simbolo del fenomeno Madchester con il nome di DJ Pedro. L’esperienza non è lunga (nell’agosto del 1988 rientra in Francia per svolgere il servizio militare, durante il quale si esibisce come DJ a Parigi in club come il Palace o La Loco, suonando French Kiss di Lil’ Louis anche cinque volte a sera), ma è fondamentale punto di partenza di una carriera fenomenale, che lo identifica come uno dei principali traghettatori dei suoni di Detroit e Chicago in Europa.

Nel 1991 esce per la mancuniana Creed Records il suo primo 12”: Who Cares è firmato French Connection, nome dietro al quale c’è lui e l’inglese Ian Bland. Il duo farà uscire un altro “maxi” nel dicembre del ’91 (Laurent Garnier & Mix Master Doody As French Connection), una delle prime pubblicazioni della Fnac Music Dance Division, neonata label della catena francese diretta da Eric Morand. Nel retro della cover, nell’elenco degli amici a cui viene tributato “respect”, oltre a Mike Pickering e altri DJ dell’Haçienda, a Dave Seaman di Mixmag, Paul Oakenfold, LFO e 808 State, viene citato anche David Guetta. Il periodo 1992-’93 vede Garnier animatore delle serate house più “in” di Parigi (Zoo al Boy, Wake Up al Rex) e di Digione (l’An-Fer), producer di alcuni EP pubblicati per Fnac MDD a suo nome (Join Hands Remixes, Stronger By Design, A Bout De Souffle, Planet House) o attraverso varie collaborazioni (Choice con Shazz e Ludovic “St.Germain” Navarre, Alaska con Nic Britton), e remixatore (significativamente, il primo lavoro è per The Reese Project di Kevin Saunderson). Un brano rappresentativo su tutti: Acid Eiffel, sognante cavalcata sintetica deep techno di oltre 13 minuti pubblicata nel Paris EP a nome Choice. Nel 1998 una selezione dei principali lavori di Garnier del periodo verrà pubblicata in doppio CD da Arcade (Early Works).

Nell’aprile del 1994 Garnier e Morand fondano, sulle ceneri della Fnac MDD, l’etichetta F Communications (“after E comes F”). La prima release è un EP firmato Dune (ovvero Laurent in coppia con il tedesco Pascal “F.E.O.S.” Dardoufas dei Resistance D): The Alliance rappresenta un interessante crossover tra techno mauriziana e ambient trance. Attraverso album come Shot In The Dark del Nostro e Boulevard di St.Germain, FCom diventa presto la più importante label elettronica francese (con parabola culminante in Flat Beat di Mr.Oizo, successo mondiale del 1999). E’ dalla scritta impressa su un bomber FCom (“We Give A French Touch To House”) che la stampa inglese prenderà il tag French Touch (che per Laurent non è altro che “una semplice etichetta apposta sulle produzioni francesi disco/house filtrate della fine degli anni novanta”). “All’epoca fare un album techno era completamente folle. Solo gli americani fino a quel momento ci avevano provato”: commenta così lo stesso Garnier la pubblicazione di Shot In The Dark, che effettivamente paga rigido dazio a Detroit e Chicago. Astral Dreams (della quale già circolavano remix da parte di Carl Cox e LFO) è la traccia più trascinante, acida e “sporca”. Datate 1994 sono anche molte testimonianze ufficiali dei suoi fenomenali DJ set: il secondo CD della serie X-Mix di Studio !K7 (Destination Planet Dream, accompagnato da una versione in VHS con pionieristici video in computer animation – qui è possibile vederlo presentare su MTV durante la Love Parade del ’94, in improbabili salopette, la sua Go To Sleep, già in A Bout De Souffle e inserita nella compilation), ben due Essential Mix per BBC Radio 1 (on air rispettivamente il 25 giugno e il 18 novembre), e il volume 19 dei MixMag Live!

Meglio il Garnier deejay o il Garnier produttore? Se con i due dischi pubblicati nel 1995 per FCom, lo spigoloso Deuxième EP di Alaska e le sinuose curve sexy dell’EP Club Traxx (sei tracce per oltre 43 minuti: praticamente un album) il producer dimostra una continua progressiva presa di coscienza dei propri mezzi, con il doppio CD del 1996 Laboratoire Mix il DJ conferma il suo status di maestro: la mezz’ora finale è esemplare nel suo flusso presente-passato-Europa-America, con l’acid olandese di Essit Musique, la Nervous Acid newyorkese di Bobby Konders (1990), l’Acid Eiffel dei suoi Choice, Beyond The Dance di Rhythim is Rhythim (Derrick May, 1989) e la conclusione epica con Icct Hedral di Aphex Twin orchestrata da Philip Glass. Nel 1996 viene anche il momento del primo “best of”: Raw Works, pubblicato dall’americana Never Records, si concentra soprattutto su Shot In The Dark e Club Traxx.

30, l’album pubblicato nell’aprile 1997, è un disco molto importante per Garnier, per il quale ha dedicato il trentesimo anno della sua vita (ecco il titolo), e nel quale esprime le prime velleità di trascendere la club music. Alcune sperimentazioni risultano azzeccate, altre (per esempio il molle trip hop di Formax o l’etno-dub di Theme From Larry’S) sensibilmente meno. Pezzi memorabili: la sfrigolante techno di Crispy Bacon (già pubblicata come singolo qualche settimana prima, con il lato B occupato da un memorabile remix di Jeff Mills), l’house giocosa di The Hoe, l’acida Flashback, l’ipermanipolata I Funk Up. L’asticella della techno in Francia si era nel frattempo alzata: nel 1996 erano già usciti Pansoul dei Motorbass e i primi EP di I:Cube, e ancora prima i Daft Punk avevano pubblicato i primi 12” The New Wave e Da Funk. Malgrado ciò 30 si aggiudica nel febbraio 1998 la prima Victoire de la Musique (il premio corrispondente al César per il cinema) istituita per il miglior album francese di “musica elettronica, groove o dance”. Nel settembre del 1998, con l’esibizione all’Olympia trasmessa in diretta dalla televisione di stato (qui è possibile ascoltare il concerto) e il main stage alla prima Techno Parade di Parigi, di fronte a 100.000 persone, Laurent Garnier ottiene una popolarità stellare. Nel frattempo nel luglio del 1998 era uscito il maxi-single Coloured City, con la traccia omonima che vede il Nostro esibirsi in un improbabile vocal feature (“I was in ecstasieeeeeee”), la sinuosa linea di basso di Jackin’ Zone e la versione “morsicata” da The Black Dog di Crispy Bacon, che nelle fauci di Ken Downie viene rallentata, portata fuori dal recinto house e fatta passeggiare in territori brumosi e industrial.

Nel giugno del 2000 (anticipato nell’ottobre 1999 dal singolo The Sound Of The Big Babou) vede la luce (sempre per FCom) Unreasonable Behaviour: per Garnier è l’album della maturità, l’espressione più compiuta della sua ricerca verso un concetto di elettronica più ampio, senza perdere di vista la pista da ballo. Il disco risente delle sonorità jazzate e chill out di moda nel periodo e contiene esplicite dichiarazioni d’intenti (“we should never forget that, deep underground, the roots of techno have grown from other kinds”): lo pseudo contrabbasso di City Sphere ma soprattutto il sassofono di The Man With The Red Face indicano la strada. L’album trasuda eleganza (anche nelle situazioni più acide e sporche come Big Babou, Forgotten Thoughts o Dangerous Drive) e sapienza produttiva (vedi la sincopata Cycles D’Oppositions, in grado di tenere insieme suoni saturati e pad celestiali). Alla fine il tributo a New York, Detroit e Chicago (“with much respect”) è letterale.

Le uscite del Garnier musicista continuano a diradarsi. Nel maggio del 2002 viene pubblicato il cofanetto Unreasonable Live, contenente un DVD  e un 12” tratti dallo show del settembre 2000 all’Elysée Montmartre, mentre ad aprile esce il singolo Sambou / Psychedelik Shack. Nel maggio 2003 è il momento di un nuovo, convincente, 12” firmato Alaska: Returning Back To Sirius / At Night. In compenso, mentre prosegue la residenza al Rex di Parigi (portata avanti fino al 2005) e continuano i DJ tour internazionali, si sviluppano i progetti paralleli: nel 2003 il francese crea una web radio, Pedro’s Broadcasting Basement, tuttora attiva, confermando la passione di sempre per il mezzo radiofonico. In ottobre esce il cofanetto Excess Luggage, contenente nella versione completa cinque mix (che coprono il periodo dal 1998 alle recenti playlist pubblicate online), tra cui uno registrato nel 2000 al Sonar.

(Interludio: il rapporto di Garnier con il mitico festival di musica elettronica di Barcellona comincia proprio dalla prima edizione del 1994, per proseguire spesso e volentieri nel tempo – ricordiamo nel 2005 lo show Cinemix, sonorizzazione live di immagini documentaristiche tratte dalla collezione dell’Albert Kahn Museum – fino ad incrociare nel 2013 le celebrazioni della ventesima edizione con il venticinquennale della sua carriera attraverso un emozionante show di chiusura).

Da segnalare nel 2004 sul fronte discografico lo speciale EP pubblicato per celebrare la duecentesima release della FCom (che chiuderà i battenti nel 2008) firmato Marl Chingus (ovvero Garnier in collaborazione con Llorca), contenente la piacevolissima deep house di 6 Month Earlier (nel 2006 verrà scelta come traccia d’apertura per la doppia compilation Retrospective, ottimo e abbondante bignamino del periodo Fcom del Nostro, comprensivo di rarità, remix e versioni alternative) e l’obliqua selezione effettuata per la compilation della serie Life:Styles (Van Morrison, Can, Serge Gainsbourg, Miles Davis…); mentre sul versante DJ show spicca il tour europeo “Music: Expect The Unexpected” in b2b con Jeff Mills (qui è possibile ascoltare quasi tre ore in cui i due spiattellano decenni di musica prevalentemente black – ma con anche Doors, Cure, Cabaret Voltaire e italo-disco – da Nina Simone a Derrick May.

Agli inizi del 2005 viene pubblicato il quarto album ufficiale: The Cloud Making Machine è un’ulteriore, ambiziosa, altalenante, scorribanda elettronica. Le velleità di concept album reggono poco nella realtà dei fatti. Troppa carne al fuoco per essere un album realmente a fuoco: spooky ambient (9.01-9:06, Act 1 Minotaure ex.), nu e old jazz (Barbiturik Blues), world music e impressionismo à la Satie (Huis Clos), fusion rap (First Reaction)… Controlling The House è il solo momento dance. Con l’LP, che vede in consolle di regia Scan X (Stéphane Dri, pioniere french techno in scuderia prima di FNAC e poi di FCom e sempre più partner tecnico del Nostro), si cementa la collaborazione con Bugge Wesseltoft, tastierista norvegese esperto di contaminazioni (con il quale Garnier si era significativamente già esibito nel 2003 al Montreux Jazz Festival), per proseguire nel 2006, quando Laurent si imbarca in un tour con Wesseltoft, Philippe Nadaud (il sassofonista di The Man With The Red Face) e Benjamin Rippert, testimoniato dall’album Public Outburst (2007, FCom): nu jazz con intarsi elettronici, atmosfere eleganti e massima padronanza dei mezzi.

Nella carriera di Garnier l’eclettismo e la curiosità sono elementi costanti, che portano il francese a firmare soundtrack per film e spettacoli di danza contemporanea, e sonorizzazioni per esibizioni d’arte: alcuni esempi sono stati pubblicati nel 2009 in occasione dell’album Tales Of A Kleptomaniac, prima come download aggiuntivi e poi in CD nella versione deluxe; esiste anche un CD (del 2010, inserito nel programma di sala del balletto) contenente lo score di “Suivront Mille Ans De Calme”, per la coreografia di Angelin Preljocaj. Dal lato DJing, nel 2006 esce il doppio saggio The Kings of Techno, in coppia con Carl Craig: un CD mix a testa per confrontare la prospettiva storica europea con quella detroitiana. Tales Of A Kleptomaniac esce nel maggio 2009 per la belga [PIAS] Recordings. E’ un disco che “viaggia su troppi mondi” (M. Braggion) ma che esprime in pieno il Garnier-pensiero, nella sua incoerenza stilistica da accumulatore seriale di stimoli sonori: sample trapiantati dalla disco dei salsouliani Skyy (No Musik, No Life), french hop con MC e beatbox (Freeverse part 1 e 2), richiami jazz con l’apporto di Rippert, Nadaud e Philippe Anicaux, soundtrack soft porno anni ’70 (Pay TV), drum and bass, dub reggae, etno ambient… In questo mare, la tribal house allo zenzero di Gnanmankoudji e la classic techno di Back To My Roots (già pubblicata in versione Afrodiziac nel 2008 in un EP per la berlinese Innervisions di Dixon e Âme) rischiano di annegare. Il CD compilation The Roots Of Tales Of A Kleptomaniac allegato a fini promozionali al numero di maggio 2009 della rivista Tsugi evidenzia le passioni nu soul, funk, rap e afrodisco del periodo (miscelate con l’elettronica di Guy Gerber, il dubstep di Martyn e l’ambient cinematica di Lulu Rouge).

Il 2010, oltre all’uscita del terzo EP firmato Alaska (per la Crosstown Records di Damian Lazarus: It’s Just Music / Stargazing è techno dritta e un po’ deludente), vede la partenza del progetto live L.B.S. (acronimo di Laurent + i fidi Benjamin Rippert e Scan X, o anche di Live Booth Sessions o di Loud Bass & Samples), che porta a compimento i concetti di contaminazione degli ultimi anni (un DVD documenta il concerto alla Salle Pleyel). Nel 2012 esce per la frenchtouchiana Ed Banger un nuovo EP, Timelessfeaturing L.B.S. Crew”, che avrebbe dovuto preannunciare un album poi non concretizzato per la label di Pedro Winter. Obiettivo: “far ballare e saltare”, con “variazioni sul tema fisso del quattro” (M. Braggion): Jacques In The Boxapre al suono da dancefloor in maniera sorniona, non sputtanandosi ma nemmeno spaccando con un inno da urlo”, le due versioni di Our Futur (in due versioni) completano un pregevole ritorno ai basics.

Recenti segni della caratura mediatica del personaggio: nell’ottobre 2013 viene pubblicata la graphic novel Rêves syncopés, fumetto nel quale Garnier è protagonista; nell’estate del 2014 presenta per il canale TV francese Arte la serie di documentari “Summer of the 90s”. E della sua inarrestabilità: nel giugno 2013 collabora con Sébastien Devaud (Agoria) alla riapertura del club Le Sucre a Lione; con il French Dressing Mix, CD allegato al numero di luglio 2013 a DJ Magazine, si concentra sulla scena contemporanea transalpina; nell’estate 2014 organizza insieme alla moglie il festival Yeah! nella sua Provenza. Nel 2014 sviluppa e porta a compimento il Projet Garnier: cinque EP per cinque label di cinque diversi paesi: il progetto viene poi compattato ne La Home Box, album che, pubblicato nel maggio del 2015, segna il ritorno a casa F ComUna forza della natura.

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