Film

Clea DuVall

Clea DuVall – Non ti presento i miei

25 Novembre 2020 Stati Uniti commedia

Incontrare per la prima volta i genitori della tua ragazza è sempre maledettamente difficile. Ma programmare di fare la proposta di matrimonio all’annuale cena di famiglia natalizia – almeno fino a quando non realizzi che quella famiglia non ha idea che tu sia gay – è ancora più difficile. Quando Abby (Kristen Stewart) scopre che Harper (Mackenzie Davis) ha tenuto nascosta la sua relazione con lei alla sua famiglia e che ignora anche il suo orientamento sessuale, comincia a mettere in dubbio la persona che fino a poco prima pensava di conoscere a menadito. Happiest Season (tradotto in italiano come Non mi presenti i tuoi, con l’evidente rimando alla commedia con protagonisti Ben Stiller e Robert De Niro) è una commedia romantica pensata per le festività natalizie e che cattura al suo interno tutto lo spettro di emozioni che l’accettazione famigliare si porta dietro. Essere se stessi, ma senza rovinare il Natale. Missione impossibile?

Prodotto da TriStar Pictures e distribuito direttamente sulla piattaforma digitale Hulu, Non mi presenti i tuoi (ci risparmiamo ogni battutina sulla traduzione di questo titolo, anche se la banalità la si può rintracciare anche nell’originale) è una classica commedia per famiglie il cui intento evidente è quello di costruire una corpus cinematografico che abbia a cuore le reali esperienze di vita vissuta dai non-eterosessuali, ricalcando così il modello hollywoodiano della cena in famiglia con la nuova coppia protagonista, che da Indovina chi viene a cena? a Ti presento i miei, condisce a cadenza annuale le festività natalizie americane e non solo. L’obiettivo è appunto quello di donare un’aura di immediata classicità e immediatezza, aggiornando un modello prima d’ora rivolto alla cosiddetta “famiglia tradizionale”, e sostanzialmente il film ci riesce.

Peccato, però, che la pellicola in sé sia tutt’altro che memorabile, costruita com’è su stereotipi già ampiamente digeriti dal pubblico nel corso degli ultimi cinque decenni, sostenuti da una serie quasi sfiancante di macchiette e figure bidimensionali in cui è però evidente la funzione diegetica nei confronti dello spettatore e risolti nel consueto buonismo americano. Dopo una serie di prove considerevoli, Kristen Stewart è qui ai minimi storici (e praticamente dotata di una sola espressione), mentre Mackenzie Davis prova almeno qualche guizzo. Non sorprende se a rubare la scena sono i personaggi secondari, su tutti la Riley di Aubrey Plaza e la Jane di Mary Holland (anche co-sceneggiatrice), quest’ultimo forse il personaggio più credibile all’interno del campionario proposto.

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