Film

Daniele Luchetti

Lacci

1 Ottobre 2020 Italia drammatico

Napoli, anni Ottanta. Aldo (Luigi Lo Cascio) e Vanda (Alba Rohrwacher) si sono sposati giovani all’inizio degli anni Sessanta, colti dall’entusiasmo per l’indipendenza proprio di quei tempi.  Hanno due bambini piccoli, Anna e Sandro, dei quali si occupa solo Vanda quando Aldo si trova a Roma per portare avanti il suo programma radiofonico di cultura. Un giorno l’uomo rivela alla moglie di averla tradita: la donna in questione è la giovane e vitale Livia (Linda Caridi), sua collega, con cui inizia una relazione extraconiugale. Mentre Vanda non riesce a capacitarsi della decisione di Aldo, quest’ultimo porta avanti la sua fuga d’amore apparentemente senza rimorsi.

Niente è piú radicale dell’abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta.
Domenico Starnone, Lacci

Film d’apertura (e fuori-concorso) della 77° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Lacci di Daniele Luchetti arriva ad un anno da Momenti di trascurabile felicità e sarà nelle sale italiane dal 30 settembre 2020. La sceneggiatura è stata curata dallo scrittore dell’omonimo romanzo Domenico Starnone con l’aiuto di Francesco Piccolo, autore dei tre volumi dedicati ai Momenti Trascurabili. Proprio per questo motivo Luchetti riesce a mantenere la struttura ad incastro del libro e i suoi dialoghi fulminanti, precisi come frecce. Infatti, il film segue contemporaneamente il “passato” di Aldo e Vanda (Lo Cascio e Rohrwacher) e il loro “presente”, vivo sullo schermo grazie ai formidabili Silvio Orlando e Laura Morante; inoltre, per interpretare le versioni adulti dei due figli, il regista romano ha pensato ai volti di Adriano Giannini e Giovanna Mezzogiorno.

A parte qualche scelta legata ad alcuni vuoti di suono, che nascondono dei precisi passaggi di senso per far rispecchiare lo spettatore nell’incomprensione di Vanda e dei figli (indiscussi protagonisti della storia), da un punto di vista registico Lacci non ha niente da dire ed è un peccato perché sarebbe stato molto interessante vedere una cura particolare per gli spazi abitati dai personaggi, come per esempio ha fatto brillantemente Emma Dante ne Le sorelle Macaluso (sempre presentato al Lido). Anche se quasi tutto il film si svolge nell’ambiente domestico, cosa che qualche anno fa ha permesso anche una trasposizione teatrale del romanzo, non vuol dire che non si possa dare maggior respiro a un dramma borghese che al cinema rischia di accalcarsi e accartocciarsi solo sulle spalle del cast, di cui (tra l’altro) spiccano unicamente le commoventi interpretazioni tragicomiche di Orlando e Morante. 

Filmografia
Trailer
Voti
Vota
Amazon