Film

George Clooney

The Midnight Sky

23 Dicembre 2020 Stati Uniti drammatico fantascienza

Disponibile su Netflix dal 23 dicembre 2020, The Midnight Sky è il settimo film da regista di George Clooney ed è la trasposizione cinematografica del romanzo La Distanza tra le Stelle (Good Morning, Midnight) scritto da Lily Brooks-Dalton. 

In un futuro prossimo l’aria della Terra è diventata irrespirabile. Mentre ciò che resta dell’umanità ha deciso di nascondersi nei rifugi sotterranei creati appositamente per sfuggire alla superficie, l’astronomo Augustine Lofthouse (George Clooney), consapevole del poco tempo rimastogli a causa di un tumore, ha scelto la solitudine di una stazione scientifica del Polo Nord (l’ultimo posto ancora abitabile); in realtà non è solo, perché una bambina di nome Iris (Caoilinn Springall) si è nascosta nella stazione durante l’evacuazione. Nel mentre la nave spaziale Aether, di ritorno da una missione su un inedito satellite di Giove (verificare la presenza di un’atmosfera adatta alla vita umana), comincia ad avere problemi lungo la rotta. Quando scopre dell’astronave, Augustine farà di tutto per mettersi in contatto con l’equipaggio e dissuaderli dal tornare.

Dopo la mezza delusione di Suburbicon (2017), il cui fallimento registico sta lì a dimostrazione di come sia praticamente impossibile cercare di imitare i fratelli Coen (pur essendo una loro sceneggiatura riesumata), George Clooney ha trovato il coraggio di affrontare un’altra missione rischiosa, decidendo di cimentarsi per la prima volta nel difficilissimo racconto fantascientifico. Comunque il divo non è estraneo al genere, basti pensare ai suoi personaggi in film come il folle remake di Solaris di Steven Soderbergh (2002) o il capolavoro tecnico Gravity di Alfonso Cuaròn (2013). 

Sicuramente di queste esperienze The Midnight Sky coglie l’aspetto più filosofico, riflessivo e personale, portando la piccolezza del privato (i figli degli uomini come unica speranza per il genere umano) alla stessa importanza della grandezza di un cielo stellato (che cosa si trova oltre lo spazio conosciuto?). Infatti la cosa più interessante è la quasi assenza della spettacolarità tipica del blockbusters hollywoodiano, a favore di tempi allungati che servono più alle relazioni interpersonali che alla trama post-apocalittica. E se è vero che il privato è sempre politico, allora possiamo inserire quest’ultimo film sulla scia dei precedenti, con Good Night and Good Luck (2005) a capitanarli tutti.

Il problema è che, alla fine dei conti, The Midnight Sky si trascina stanco verso i risolutori minuti finali, zoppicando in una serie di noiosissimi vuoti narrativi (colmi invece di cliché e senso di déjà-vù) che ne depotenziano drasticamente sia gli obbiettivi educativi ed emotivi (voleva essere un La Strada di Cormac McCarthy in versione innevata?) sia le performance degli attori coinvolti (anonimi Felicity Jones e David Oyelowo). Sinceramente, ad oggi, si fatica ancora a comprendere quale sia la direzione che George Clooney ha intrapreso in veste di regista.

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