Film

Lisa Langseth

Love & Anarchy – Stagione 1

4 Novembre 2020 Svezia commedia

In streaming dal 4 novembre 2020, Love & Anarchy (Kärlek & Anarki) è una serie televisiva ideata, scritta e diretta da Lisa Langseth. È la seconda produzione originale svedese targata Netflix.

Stoccolma. Sofie Rydman (Ida Engvoll) è una consulente aziendale specializzata in strategie per il futuro. Figlia di un anarchico brontolone che odia il capitalismo (Lars Väringer), madre di due bambini chiamati Isabel (Elsa Agelman Reilnand) e Frank e moglie di un regista pubblicitario che vorrebbe imitare «il primo Ruben Östlund» (Johannes Kuhnke), Sofie è incatenata in una vita monotona che la porta a scaricare la tensione solo con la masturbazione. La serie inizia nel momento in cui la protagonista viene assunta dalla casa editrice Lund & Lagerstedt per velocizzarne il processo di digitalizzazione e l’ingresso sulle piattaforme social. Una sera, pensando di essere rimasta sola in ufficio, si concede un momento con sé stessa al computer ma viene scoperta – e fotografata – da Max (Björn Mosten), un giovane informatico che lavora per la casa editrice a tempo determinato. Dopo essersi accertata l’assenza di una qualche forma di ricatto, Sofie decide di avviare un gioco di sfide e flirt con Max, accettando il rischio di mettere in pericolo sfera privata e lavorativa.

Love & Anarchy è la dimostrazione di come, almeno per la prima metà della stagione, si possa creare una commedia super leggera senza dimenticarsi di inserire un minimo di intelligenza. Infatti a parte qualche evidente caduta di scrittura e recitazione, che rendono alcune sequenze macchinose o poco plausibili, la serie di Lisa Langseth sembra essere riuscita a coniugare le esigenze più superficiali di una piattaforma di streaming come Netflix (il binge watching, il prodotto di largo consumo, il titolo banale ma facilmente memorizzabile) con spunti di riflessione più acuti che derivano da grandi problematiche odierne.

Poi quando la stagione si incanala nel percorso di risoluzione, dall’episodio in cui la relazione clandestina si fa più sfacciata (ma non “piccante” come ci si aspetterebbe), Love & Anarchy non riesce a reggere il peso e l’importanza delle sue tematiche fondanti e si lascia andare ad una semi-risoluzione poco creativa, totalmente in linea con prodotti Netflix deludenti come Emily in Paris. In più non aiuta l’involuzione improvvisa, e quindi forzata (forse per esigenze produttive), del personaggio di Johannes Kuhnke in marito maschilista e violento psicologicamente; l’attore è stato il marito codardo dello straordinario Forza Maggiore diretto dal sopracitato Östlund e lì sì che si disintegravano le logiche familiari borghesi.

Comunque finché vediamo svilupparsi il gioco comico/erotico tra Sofie e Max, stratagemma degli equivoci usato per far riacquistare alla protagonista confidenza con sé stessa, il proprio corpo e la propria femminilità, troviamo in ogni episodio piccole domande e piccole risposte appartenenti sia al mondo dell’industria culturale (cartaceo e digitale, la vita privata separata dalla produzione artistica, testo originale e adattamento, contenuti scandalosi o politicamente corretti…) sia al ruolo della donna in ambiente domestico e lavorativo. Tutto sta nello spettatore, un minimo attento, coglierne l’importanza e magari cercarne altrove un vero approfondimento.

Filmografia
Trailer
Voti
Vota
Amazon

I più visti