Film

Sam Levinson

Sam Levinson – Euphoria – Parte 2: Jules

24 Gennaio 2021 Stati Uniti drammatico

Seconda e ultima parte di un dittico cominciato con Parte 1: Rue, questo episodio intitolato Fuck Anyone Who’s Not a Sea Blob ne è l’ideale prosecuzione in quella precisa indagine psicologica e introspettiva che Sam Levinson ha voluto portare avanti sui due personaggi chiave di Euphoria. Se però nella serie madre tutto era filtrato essenzialmente dal punto di vista e dallo sguardo di Rue (Zendaya), stavolta con lo sdoppiamento del soggetto di indagine abbiamo i due lati di una medaglia che al termine della stagione principale sembravano aver preso una strada diametralmente opposta. Questo episodio focalizzato interamente sulla crisi e conseguente affermazione di identità di Jules, getta nuova luce sul personaggio, che in un primo momento poteva sembrare eccessivamente confidente e freddo nel suo stile di vita; scopriamo invece che è probabilmente il personaggio più stratificato e complesso della narrazione, quello sul quale poter evidenziare diverse zone d’ombra e risultare comunque parecchio irrisolto. Non opposto, ma complementare a Rue, per cui scopriamo provare sentimenti molto forti e che non aveva mai sperimentato prima: l’amore per una donna.

Cosa succede quando due persone incrociano un percorso sentimentale in un momento dell’esistenza inopportuno per entrambe? Per Rue, che si trova nel pieno di un preciso cammino di disintossicazione, e per Jules, che ancora non ha una netta consapevolezza del suo non essere binaria. Parte 1 e Parte 2 ci mostrano la necessità dei due personaggi di prendersi una pausa l’uno dall’altro, per ricongiungersi magari in un secondo momento molto più rilassato.

Politicamente, poi, si tratta di una dichiarazione di intenti fortissima in termini di rappresentazione: nulla che non fosse già stato descritto ampiamente in una serie come Transparent, ma stavolta con il focus centrato sul pubblico adolescente e con un’attrice transgender come Hunter Schafer, che scrive in prima persona l’episodio in questione insieme a Levinson. Euphoria – Parte 2: Jules ha sicuramente un’impalcatura drammaturgica meno potente della prima parte (lì il dialogo con Ali era inebriante, qui dall’altro lato c’è una psicologa piuttosto monocorde, anche se il gioco di rimandi e le metafore si amplificano), ma risulta allo stesso modo denso di spunti sui quali poter argomentare temi per i tempi delicatissimi e di assoluta rilevanza (così come lo era quello sulla depressione e dell’abuso di sostanze tra i giovani in Rue).

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