Africa Express. L’organizzazione patrocinata da Damon Albarn risponde alle accuse di trattamento iniquo dei musicisti

Africa Express. Via social media il progetto di Damon Albarn risponde alla accuse di trattamento iniquo dei musicisti

Dalla pagina Facebook ufficiale, Africa Express, ovvero l’organizzazione dietro all’omonimo progetto patrocinato da Damon Albarn, ha risposto alle accuse di sfruttamento dei musicisti africani mosse ieri, 5 febbraio, dalla dj e producer di origini pachistane di stanza a Londra Nabihah Iqbal. Attraverso una concatenazione di tweet, la musicista, che la scorsa settimana ha preso parte al progetto in Sud Africa collaborando con artisti locali e attivando con loro una proficua collaborazione, racconta di aver ricevuto ex post un contratto (che allega) in cui si stipula che i diritti della musica da lei composta, dietro compensazione di 1 pound simbolico, vanno a Africa Express a titolo definitivo, mentre per quanto riguarda le royalties deduce un «ti pagheremo se ci va di farlo». L’artista, che chiede la revisione del contratto per lei e gli altri artisti coinvolti, non è la prima a impugnare il documento. Nelle ore precedenti anche il belga Petit Noir, anch’egli presente alle session, aveva pubblicato via Facebook un post (ora cancellato) intitolato «21st century colonisation is alive» allegandolo per primo.

L’organizzazione non ha tardato a rispondere, ribadendo il suo impegno decennale e specificando la natura no profit che la contraddistingue. «Paghiamo viaggio, vitto e altri costi ai musicisti occidentali che si uniscono a noi nei viaggi e chiediamo loro di prestare attività a titolo di volontariato. Possono inoltre contribuire ai nostri costi se lo desiderano, [ma] noi non li paghiamo. I nostri contratti sono negoziati, discussi e accordati, non imposti unilateralmente». Per quanto riguarda i musicisti locali la nota specifica: «li trattiamo differentemente a seconda di differenti circostanze… …li paghiamo, e ci assicuriamo che tutti i profitti dei dischi che produciamo – al netto dei costi – vadano agli artisti e alla promozione della musica africana».

La polemica si riferisce all’ultimo viaggio dell’Africa Express svoltosi a inizio mese a Johannesburg e culminato con una performance al Tennis Club della metropoli il 2 febbraio, un concerto che ha visto la presenza anche di Nick Zinner dei Yeah Yeah Yeahs, Spoek Mathambo, Gruff Rhys, Zolani Mahola, Remi Kabaka, Ghetts e i sopracitati musicisti.  Di seguito il carteggio dei post. Su SA trovate le recensioni di due dei 4 album pubblicati dal collettivo: In C  e Maison Des Juenes.

Africa Express invites musicians from the UK, Europe and the US to collaborate with African and Middle Eastern artists…

Posted by Africa Express on Monday, February 5, 2018

Tracklist