Riccardo Zanotti, Pinguini Tattici Nucleari, still dal clip de “La Storia Infinita” (2020)

“Ahia” è il libro di Riccardo Zanotti e il nuovo EP dei Pinguini Tattici Nucleari

Riccardo Zanotti ha annunciato il suo esordio nella narrativa con "Ahia", edito da Mondadori e in uscita il 3 novembre

Riccardo Zanotti ha annunciato il suo esordio nella narrativa con Ahia, edito da Mondadori e in uscita il 3 novembre prossimo. Inoltre, sarà anche il titolo del nuovo EP dei suoi Pinguini Tattici Nucleari che arriverà in streaming il 4 dicembre successivo.

Ahia è una parola affascinante. Nessuno te la insegna. Non è che un giorno, quando sei bambino, tua mamma arriva e ti dice: “è qualcosa che devi esclamare quando ti fai male”. Non te ne parla il maestro a scuola, non te la svelano gli amici al campetto. Tutti veniamo al mondo con un determinato numero di Ahia dentro, nel codice genetico, innati. Ognuno di essi corrisponde a una volta in cui permettiamo al mondo di farci del male. Ahia prima che essere parola, è una reazione, o ancora meglio una smorfia, quasi un gioco. Non ha etimologia, perché non ha storia: è semplicemente qualcosa che esiste e che diamo per scontato, come il cielo sopra la testa e la terra sotto ai piedi. Nella sua semplicità, Ahia descrive un’infinità di emozioni e sentimenti, ed è per questo che ho voluto chiamare così sia il mio libro che l’ultimo nostro lavoro discografico: per ricordarci che siamo bambini che non devono avere paura di cadere e sbucciarsi le ginocchia. Riccardo Zanotti

Avevamo lasciato i Pinguini Tattici Nucleari con Fuori dall’hype, recensito su queste pagine da Tommaso Iannini. Di seguito, invece, la sinossi del romanzo.

«L’intricata stradina di montagna si svelava lentamente, curva dopo curva, senza mai mostrarsi nella sua interezza. La gente del posto diceva che quella era una valle ferita ma discreta. D’improvviso la villa apparve nella sera. Il ragazzo fermò l’auto e osservò il suo riflesso nello specchietto. Gli tremavano le mani. Era il momento della verità. Quel complesso meccanismo di leve, molle e insicurezze chiamato Giovanni Cerioni si fece coraggio e si diresse verso il cancello.

Ci sono istanti capaci di rivoluzionarti la vita, perché ti disarcionano dalla sobria routine a cui sei abituato e ti scaraventano in luoghi in cui non saresti mai andato (e che stranamente ti parlano più di quelli che ti hanno visto crescere). Per Giovanni, ingegnere ventisettenne alto e curvo abituato a tenere sempre lo sguardo basso per controllare che i piedi siano ben ancorati al terreno – perché si sa che la più grande paura degli ingegneri è quella di volare via -, uno di quegli istanti è quando l’esuberante madre Milly, poco prima di spirare, gli regala l’ultimo grande dramma: il nome di suo padre. Un altro, altrettanto fondamentale, è quando lui decide di andare a cercarlo, quel padre che non ha mai conosciuto, per esaudire l’ultimo desiderio (o ordine?) della mamma: “Chiedi a quello stronzo di venire al funerale”.

Ma ancora Giovanni non lo sa, mentre il suo dito inciampa sul campanello della villa dell’uomo, che, una volta varcato quel cancello, nulla per lui sarà più come prima. Perché mettendo piede nella casa – e nella vita – del padre, una vecchia gloria in cerca di oblio, entrerà anche nel suo mondo, fatto di sensi di colpa e segreti incartapecoriti, mezze verità, spacciatori improbabili, musica, animali impagliati, preti facili al vizio, bestemmie, nasi che raccontano di destini perfetti, gatti che ogni tanto si credono leoni, e nebbia. Una nebbia per alcuni invadente e pericolosa in cui è facile perdersi, ma che per chi, come Giovanni, ha puntellato la propria esistenza di tranquille certezze, diventa ossigeno che sa di libertà…»

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