Black Lips e la nuova provocazione. Farsi produrre da Mark Ronson

Avete sentito bene, Mark Ronson è il produttore del nuovo album dei Black Lips e per chi non fosse già caduto dalla sedia ricordiamo che il britannico chiamato dietro al vetro dai ragazzacci garage Sixties è lo stesso che ha fatto i lifting soul-pop a gente come Christina Aguilera, Lily Allen, Robbie Williams, Justin Timberlake e specialmente Amy Winehouse (e ricordiamo anche i recenti Duran Duran e il prossimo Culture Club).

Lo scorso dicembre, un eccitato Mark dichiarava a Rolling Stone di essere un fan di lunga data della band e che assolutamente non voleva fare casini (tradotto da fuck Up Everything). E del resto, dietro la stranezza dell'operazione, c'è una scelta tutto fuorché casuale o semplicemente sensazionalistica: pare che i Lips vogliano ottenere un suono in grande e frescamente Seventies. "Non abbiamo mai lavorato con un producer prima d'ora. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio per tenere un sound crudo senza toglierci la possibilità di sperimentare nuovi suoni e produzioni… …ci stiamo espandendo e crescendo nello stesso tempo", ha dichiarato Cole Alexander in un recente comunicato stampa.

Cosa ne sarà di loro lo scopriremo il prossimo 7 giugno quando il sesto full-length del combo, Arabia Mountain, verrà pubblicato per la sodale Vice Records in USA e attraverso il canale Cooperative Music nel resto del mondo. Le registrazioni sono avvenute tra Brooklyn e Atlanta negli ultimi mesi del 2010 e oltre a Ronson, dietro al desk troviamo anche Lockett Pundt dei Deerhunter

Tracklist