Boom dei festival UK e rockstar dinosauro

Mentre il successo dei festival britannici cresce trainato da Glastonbury – che ogni anno registra sempre e comunque il sold out a poche ore dall’apertura delle prevendite – e mentre il numero degli eventi festivalieri complessivi raggiunge quest’anno la cifra record di 250 contro gli 80 del 2004, il direttore del reparto economico di Spotify, Will Page, ha pubblicato su The Economist e IQ Magazine un interessante grafico intitolato Rock of Ages.

Il grafico, in buona sostanza, mostra come dal 1996 a oggi l’età media delle rockstar che hanno ricoperto il ruolo di headliner nei principali festival inglesi sia cresciuta costantemente e inesorabilmente, con l’ingresso della ventottenne Florence Welch (chiamata a sostituire l’infortunato Dave Grohl dei Foo Fighters) tra i big dell’ultima edizione di Glastonbury che non cambia l’assodato trend.

«La popolarità dei festival pone un problema all’industria discografica», scrive la rubrica Espresso sull’Economist «Il numero degli artisti che piacciono a grosse e variegate audience – dotati di un catalogo sufficiente per suonare per un’ora o più – non è cresciuto altrettanto considerevolemente».

Noi crediamo invece che il discorso sia legato alle scelte artistiche delle organizzazioni festivaliere, e che nei loro programmi abbia giocato un qualche ruolo anche quel fenomeno che il critico musicale Simon Reynolds definisce retromania.

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27 Giugno 2015 di Edoardo Bridda
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