Chicago: arrestato R. Kelly per pedopornografia

Non è certo nuovo a problemi con la giustizia l’autore e produttore americano R. Kelly, noto per la hit I Believe I Can Fly. Libero su cauzione per un precedente caso di abusi sessuali su quattro donne, tre delle quali erano minorenni all’epoca dei sospetti abusi sessuali, il 52enne è stato arrestato la sera dell’11 luglio 2019 mentre portava a passeggio il cane nei pressi della propria abitazione, vicino alla Trump Tower di Downtown Chicago.

La notizia è stata diffusa in prima battuta da un un tweet del giornalista del Chicago Tribune Jason Meisner. Sarebbero ben tredici le accuse, tra cui adescamento di minori, pedopornografia e ostruzione alla giustizia.

R. Kelly è stato oggetto di un documentario di sei ore (Surviving R. Kelly) andato in onda dal 3 al 5 gennaio 2019 per l’emittente americana Lifetime (in Italia da lunedì 18 marzo alle 22.00 su Crime+Investigation, canale 119 del pacchetto Sky), nel quale venivano presentate le storie delle vittime del cantante, che le costringeva a sottomettersi al suo volere. Kelly ha sempre smentito la versione presentata nello show.

Ad alimentare il dibattito e le indagini sul performer è stato inoltre il giornalista e critico musicale statunitense Jim DeRogatis, che il 4 giugno 2019 ha pubblicato il libro-inchiesta Soulless: The Case Against R. Kelly. A seguito della condotta del presunto molestatore, le multinazionali musicali avevano rimosso dai loro cataloghi la musica dell’artista.  

12 Luglio 2019 di Marco Braggion
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