La news è stata ripresa anche dal quotidiano britannico Guardian: il Cocoricò, celebre discoteca della riviera romagnola tappa obbligata per buona parte della cultura musicale elettronica mondiale, rimarrà chiuso per 4 mesi a partire da oggi, 3 agosto 2015, su richiesta del questore di Rimini, Maurizio Improta. La decisione, presa sulla base dell’articolo 100 del Testo unico di pubblica sicurezza, arriva dopo la tragica morte del sedicenne di Città di Castello, Lamberto Lucaccioni, ucciso il 19 luglio da un’overdose di ecstasy assunta, a quanto pare, mentre era all’interno del club.
«Ferma restando confermata la stima, mia personale e dei miei assistiti, verso le istituzioni tutte e, in particolare, in questo caso, verso il Signor Questore di Rimini – ha commentato l’avvocato Alessandro Catrani, legale del Gruppo Cocoricò – siamo sinceramente “sorpresi” per l’entità enorme della sanzione adottata, giunta fra l’altro al termine di un lungo linciaggio mediatico senza precedenti, e stiamo leggendo attentamente le motivazioni del provvedimento, appena notificatoci, per poi predisporre ogni più utile attività defensionale da esercitare nelle opportune sedi».
Il Fatto Quotidiano sottolinea che non è la prima volta che il locale di Riccione si trova in mezzo a problematiche legate all’assunzione di stupefacenti e alla microcriminalità: già nel 2013 il Cocoricò era stato sanzionato con una chiusura obbligata.
