Dave Grohl e il pubblico ai concerti: “Insieme siamo una cattedrale sonora”

Concerti "veri": Dave Grohl morde il freno e cita Freddie Mercury e Bruce Springsteen.

In questi tempi di pandemia, a Dave Grohl – come a tutti noi – i concerti mancano davvero, e in una serie di dichiarazioni riportate da Repubblica, il frontman dei Foo Fighters ha parlato di cosa significhi per gli amanti del rock ritrovarsi tutti insieme sotto un palco a cantare e sgolarsi l’uno al fianco dell’altro. Lui che di tali connessioni è spettatore privilegiato, stando sul palco, ma di cui si ritiene anche protagonista alla pari dei suoi fan.

«Non per vantarmi – ha scherzato l’ex Nirvana – ma io vi vedo. Vedo i vostri segni e le vostre magliette vintage. Sento le vostre risate e le vostre urla, le lacrime. Vi ho visto sbadigliare (sì, voi) e svenire ubriachi. Vi ho visto sfidare uragani, ballare sotto 40 gradi o al gelo. Ho anche visto alcuni di voi invecchiare e diventare genitori, venire ai concerti con le cuffie protettive Day-Glo e i bambini che vi rimbalzano sulle spalle». Ma senza quell’uditorio composito, «urlante e sudato», Grohl sa che non andrebbe lontano: «Le mie canzoni sono solo suoni – ha riconosciuto – Ma insieme, siamo strumenti in una cattedrale sonora, che costruiamo notte dopo notte. E che sicuramente costruiremo di nuovo».

Del resto è l’empatia tra band e pubblico a fare la differenza e Grohl lo sa bene, avendo citato forse l’esempio massimo in questo senso nella storia del rock: «Immagina di essere allo stadio di Wembley nel 1985 mentre Freddie Mercury sale sul palco per il concerto di beneficenza Live Aid – ha detto Grohl – Una delle esibizioni dal vivo più incredibili di tutti i tempi (racchiusa in 22 minuti). Non è stata la magia musicale dei Queen a fare la storia quel giorno, ma il legame di Freddie con il pubblico che ha trasformato quello stadio di calcio fatiscente in una cattedrale sonora. In pieno giorno ha reso 72 mila persone uno strumento, si è unito a loro in un armonioso, maestoso, unisono».

E visto che si parla di connessioni, Grohl ha citato anche un altro luminoso esempio di artista per cui il feeling con il pubblico è tutto, parlando di un episodio capitato direttamente a lui: «Una notte, prima di un concerto dei Foo Fighters a Vancouver, il mio tour manager viene e mi avverte che il ‘Boss’, Bruce Springsteen, è presente. Congelato dalla paura mi chiedo come avrei potuto esibirmi di fronte a quel leggendario showman, famoso per i suoi epici concerti di quattro ore. Non sarei stato all’altezza. Alla fine viene fuori che era lì per la band di apertura (umiliazione devastante). Prima del concerto però, abbiamo chiacchierato un po’ e mi è stato nuovamente chiaro il motivo per cui milioni di persone si identificano con lui: perchè è reale». «Tre ore dopo – prosegue il racconto – mentre sono nello spogliatoio ancora bagnato fradicio di sudore, bussano alla porta. È Bruce che vuole salutare. Ha visto tutto il set poi, ci ringrazia con generosità e commenta la performance, in particolare il rapporto con il nostro pubblico. Qualcosa che ovviamente conosce bene. Gli chiedo da dove ha visto lo spettacolo mi risponde, in mezzo alla folla. Certo che l’ha fatto. Stava cercando anche lui quella connessione. Pochi giorni dopo, ho ricevuto una lettera di Bruce scritta a mano che diceva: “Quando guardi le persone dovresti rispecchiarti in loro, proprio come loro dovrebbero vedersi in te”».

Già, ma quando sarà possibile tornare a rispecchiarci vicendevolmente, ad abbracciarci? Non sappiamo quando la musica tornerà dal vivo e i corpi ricominceranno a muoversi, incastrarsi a esplodere di vita, ma Grohl si dice sicuro: «So che lo faremo di nuovo, perché dobbiamo. Non è una scelta. Siamo umani. Abbiamo bisogno di momenti che ci rassicurino sul fatto che non siamo soli. Che siamo compresi. Che siamo imperfetti. E, soprattutto, che abbiamo bisogno l’uno dell’altro».

Come si sa, il tour dei Foo Fighters è stato rimandato al 2021, pertanto anche l’esibizione all’I-DAYS Milano 2020, prevista per il 14 giugno, è stata rinviata a data da destinarsi. Nel frattempo la band è ben salda nei cuori dei fan e pure sulle tute degli infermieri dei reparti Covid-19 degli Ospedali italiani. Di recente, ad uno di loro – TJ Riley del Medical Center del Bronx – Grohl ha dedicato Everlong, eseguita in diretta TV in versione acustica. Sempre di recente, un altro classico dei Foos – Time Like These – è stato reinterpretato con numerosi ospiti a scopo benefico. Lo scorso anno i Foo Fighters hanno condiviso un EP con tre brani live che risalgono agli anni ’95/2000. L’ultimo album pubblicato dalla formazione americana è il Concrete & Gold del 2017 (recensito su queste pagine da Riccardo Zagaglia). In una bella intervista rilasciata al Guardian, Dave Grohl ha inoltre ripercorso i suoi esordi con i Nirvana.

Tracklist
  • 1 T-Shirt
  • 2 Run
  • 3 Make It Right
  • 4 The Sky Is a Neighborhood
  • 5 La Dee Da
  • 6 Dirty Water
  • 7 Arrows
  • 8 Happy Ever After (Zero Hour)
  • 9 Sunday Rain
  • 10 The Line
  • 11 Concrete and Gold
Foo Fighters
Concrete and Gold