Teho Teardo, foto di Claudia Pajeweski

“Einsturzende Neubaten. Ascolta con dolore”. In anteprima un estratto del testo di Teho Teardo

Il live trevigiano degli Einstürzende Neubauten che ha cambiato la vita a Teho Teardo

Non è solo il rapporto amicale e professionale con Blixa Bargeld, con cui ha condiviso un paio di bellissimi album (Still Smiling e Nerissimo), a legare Teho Teardo agli Einstürzende Neubauten ma qualcosa di molto più vecchio e probabilmente più “formativo”. Non a caso, lo potete leggere qui di seguito, nel suo intervento in Ascolta con dolore, il libro che ripercorre e ricostruisce il primo selvaggio, iconoclasta, devastante decennio della band berlinese scritto da Klaus Maeck e in pubblicazione italiana per Shake Edizioni: un ricordo molto vivido, che viene rievocato addirittura dal lontano 1988.

Più precisamente, è un live trevigiano del settembre del 1988 a essere ricordato – ed ellitticamente ricollegato a una data proprio con Bargeld e proprio a Treviso purtroppo saltata per l’emergenza covid – a testimonianza dell’impatto che un live così diverso, così iconoclasta, così materialmente di rottura (nello specifico, di pietre e scintille) potesse avere su un poco più che ventenne. Nelle parole di Teardo, che già all’epoca trafficava con l’industrial a nome M.T.T. (vedi split e collaborazioni con NWW e Ramleh), dal basso della prospettiva dello spettatore, si percepisce già tutto l’impatto della band berlinese; non solo nei risvolti futuri nello specifico di Teardo, ma latamente di molti ascoltatori spesso trasformatisi in musicisti, e proprio relativamente a cosa potesse nascere al di fuori del solito asse rock USA-UK: «[…] quella sera – scrive Teardo – intravedo l’Europa che avrei voluto: con una probabile forma di identità musicale che non deve nulla ad America o Inghilterra».

Beh, ci aveva visto lungo, così come ci avevano visto lungo gli EN a fregarsene sia del rock, sia della strumentazione classica, sia delle forme canoniche dei concerti (chiedete all’ICA londinese e al palco devastato dal martello pneumatico) e delle mossette da educande, imponendo quella idea così rozzamente e fieramente (post)punk, quasi da “geniali dilettanti”, di fare musica in una maniera veramente personale e unica.

 


 

Cosa può fare la memoria
di Teho Teardo

Treviso, 18 settembre 1988. Chiedo in prestito a mia madre la Fiat 126 bianca con portapacchi, passo a prendere il mio amico Bidi e partiamo per Treviso. In macchina ho il registratore mono a cassette di mia nonna con cui ascoltiamo Halber Mensch sfrecciando a cinquanta all’ora tra i capannoni tra Friuli e Veneto. Passiamo il Piave, fiume sacro alla patria, la campagna veneta e i suoi campi di soia infestati dalle cimici puzzolenti.

Ho ventun’anni ancora per poche ore, la notte stessa del concerto dei Neubauten ne avrei compiuti ventidue perché i concerti cominciano sempre troppo tardi ed è già il giorno dopo quando terminano. Al palazzetto dello sport ci guardiamo attorno, da Pordenone siamo sempre i soliti quattro, c’è pure il contingente triestino, tutti in alta uniforme, un’apparizione che attira l’attenzione delle altre tribù convenute.

In quegli anni a Pordenone il clima cultural musicale era difficile: se nominavi gli Einstürzende a qualcuno dell’intelligentia locale venivi deriso. Buio totale e Der Kuss apre il concerto, F.M. Einheit si avvicina al bordo del palco, proprio di fronte a me, indossa una cintura che in realtà è una cintura di sicurezza di un aereo, si inginocchia, tiene un pezzo enorme di roccia appoggiato al femore.

Improvvisamente, come un fabbro infuriato, lo colpisce violentemente con il martello e quello diventa il ritmo del brano. Il suono amplificato è un’esplosione a volume altissimo mentre in faccia mi arrivano frammenti di pietra e scintille.  Gli altri cominciano a suonare, Blixa infila una cassetta in un registratore ed io ho paura, ho il viso sudato e pieno di frammenti di roccia che si appiccicano alla pelle.

Non avrei mai più provato paura a un concerto, né prima né dopo quella sera. Ma lì mi spavento sul serio per il rumore assordante che si ripropone in un ciclo costante, lento, pesante. Lo spazio tra un colpo e l’altro è il luogo dove mi sento smarrito in attesa della mazzata successiva. Però quella sera intravedo l’Europa che avrei voluto: con una probabile forma di identità musicale che non deve nulla ad America o Inghilterra, un posto dove non servono passaporti o inutili confini, da Pordenone a Berlino e più in là. Se lo possono fare i tedeschi forse ci possiamo provare anche noi.

In quei giorni sentivo che il mio destino sarebbe stato la musica, ma intorno a me tutto sosteneva il contrario, perfino la quasi totalità di coloro con cui suonavo.  Vedere in azione i Neubauten mi ha fatto sperare ci fosse una possibilità di perseguire una via mia, nonostante non sapessi ancora quale fosse. Per tutto il concerto resto lì, scosso, appeso ad un suono di basso che non ho mai ascoltato così potente e definito. Di tutto il concerto ricordo soprattutto quel basso che mi pareva potesse alzare una montagna solo per poter guardare cosa c’era sotto.

Negli anni successivi mi capita spesso di confrontare qualsiasi suono di basso con quello mitologico di Chung che nella mia memoria si ingigantiva come un’illusione. Qualche anno fa, dopo un nostro concerto al Berghain a Berlino, in camerino viene a salutarci proprio Mark Chung. Finalmente lo incontro di persona e gli posso dire che il suo era il suono ideale per me. Lui sorride e mi spiega che non è mai stato un gran bassista e di non avere ricordi di un suono così potente, anzi…

Blixa ci sente, mi guarda e sorride. Io lo so come sorride in certi momenti.

Ma cosa può fare la memoria?

Treviso, 2020
Nel maggio 2020* avrei dovuto suonare con Blixa al Teatro Comunale di Treviso, l’uomo che con i suoi compari nel 1988 mi spaventò sul palco, lo stesso uomo che un bel po’ di anni dopo ha giocato con i miei bambini, se li è caricati in spalla durante le vacanze, i viaggi, i tour ed un bel po’ di musica realizzata assieme. Ho la stessa gioia di quando ero in quella Fiat 126, quella me la ricordo bene ed è ancora valida.

* Il concerto fu poi annullato per il Covid.

Tracklist