Four Flies Records, l’etichetta italiana che recupera le vecchie colonne sonore

La label italiana che riscopre le soundtrack perdute.

Non ci crederete ma esiste una startup dedita al recupero di colonne sonore. Noi italiani siamo sempre stati apprezzati nel mondo per le musiche da film, ed è inutile adesso citare di nuovo tutta la carrellata di grandi compositori di soundtrack che abbiamo esportato nel corso degli anni. Molte di quelle creazioni, però, sono andate perdute o lasciate a marcire sugli scaffali di qualche scantinato.

Adesso però la Four Flies Records, etichetta discografica creata da Pierpaolo De Sanctis e specializzata nella pubblicazione di musiche prodotte per il cinema negli anni ’70 e ’80, promette di riportare alla luce un mondo che altrimenti sarebbe rimasto nel dimenticatoio. Il nome della casa discografica rappresenta un evidente omaggio al capolavoro di Dario Argento Quattro mosche di velluto grigio e simboleggia la mission della Four Flies Records. «Questo film per molti anni ha rappresentato una rarità — ha spiegato De Sanctis in un’intervista al Corriere della Sera — Quando ero adolescente l’unico modo di guardarlo era tramite una VHS a bassissima qualità che passava di mano in mano. Durante una retrospettiva sul cinema di Argento, alla quale ho partecipato come organizzatore, anche lo stesso regista ha detto che non sapeva perché la sua opera fosse praticamente scomparsa. In seguito, siamo riusciti a ricostruire che il film era “bloccato” per una questione di diritti risoltasi soltanto sei anni fa».

Tutti i lavori dell’etichetta non sono ristampe, ma materiale mai pubblicato prima. Il modus operandi della label è qualcosa di molto simile all’archeologia musicale. Molti master delle colonne sonore sono stati smarriti e la loro ricerca richiede un vero e proprio lavoro d’investigazione. «Se l’editore non possiede il master – continua De Sanctis – cerco di rintracciare il compositore. Se neanche quest’ultimo ha a disposizione gli originali, allora tento di percorrere le tracce che queste colonne sonore hanno lasciato nel tempo. Talvolta ho trovato quello che cercavo in alcuni scatoloni abbandonati nel buio di una cantina».

Quando vengono ritrovati – si legge sempre sul Corsera – i master spesso versano in cattive condizioni, e vengono quindi “ripuliti” in uno studio di Pescara prima di passare al quartier generale della Four Flies Records a Roma per un ulteriore lavoro di editing a livello sonoro. Dal 2015, l’etichetta ha pubblicato 34 LP, 8 45 giri e tre 12 pollici. Un catalogo che ha permesso di riscoprire un immenso patrimonio musicale italiano a base di sperimentazioni, commistioni tra jazz e blues e arrangiamenti che anticipano di quasi dieci anni generi come il noise. Una proposta apprezzata anche da molti DJ anglofoni che spesso hanno utilizzato i dischi dell’etichetta per arricchire i propri set.

Tracklist