Jazz:Re:Found 2015. Intervista al direttore artistico, Denis Longhi, e un aggiornamento nella line up

Jazz:Re:Found quest’anno fa sul serio più che mai. Anticipata da due serate con protagonisti act del calibro di Dam Funk (il 9 ottobre) e la Cinematic Orchestra (il 20 novembre), l’edizione 2015 si svolge per la prima volta a Torino e presenta una line-up ancora non del tutto svelata ma già ricca di alcuni dei più affermati producer all’interno del panorama elettronico più attento alle contaminazioni e alle tradizioni, come Roy Ayers, Theo Parrish, Moodyman, Carl Craig, a cui si aggiungono una serie di producer più giovani ma già con molti anni di esperienza alle spalle come Thundercat, Populous e Gold Panda.

Per il dettaglio completo del programma finora reso noto vi rimandiamo alla pagina dedicata all’ottava edizione del festival, dove troverete anche il nome di Dj Premier, ultimo artista aggiunto al cartellone – per la giornata di sabato 5 dicembre – che abbiamo il piacere di annunciare in anteprima, con tanto di breve introduzione all’ascolto delle sue migliori produzioni.

Il festival avrà luogo da giovedì 3 dicembre a lunedì 7 dicembre 2015; di seguito trovate una interessante chiacchierata con Denis Longhi, direttore artistico e ideatore del festival.

Come è nato Jazz:Re:Found e secondo quali presupposti e ideali‭?

È sostanzialmente il risultato di un’intera vita spesa a cercare e collezionare dischi,‭ ‬produrre musica tentando di scimmiottare gli inarrivabili maestri del jazz e del soul,‭ ‬poi quella‭ «‬dannata» inclinazione verso la danza.‭ ‬La cassa in quattro e poi in tre/quarti,‭ ‬le gambette che ballano e saltano,‭ ‬le magiche suggestioni dell‭’‬After Hour italiano e della Londra dei primi anni‭ ‘‬90,‭ ‬il trip hop targato Lamb o Massive Attack e le incursioni nei territori più adulti con Guru Jazzmatazz o l’inarrestabile Jamiroquai.‭ ‬E poi i Festival per l’Europa,‭ ‬Sonar di inizio millennio,‭ ‬Big Chill,‭ ‬Worldwilde,‭ ‬fino a sbarcare in California per farsi sorprendere da Coachella ancora quando non era frequentato da Di Caprio.‭ ‬È stato‭ impossibile frenare il desiderio di portare un piccolo pezzo di tutta quella meraviglia,‭ ‬di tutta quell’insaziabile energia davanti agli occhi delle persone che ami,‭ ‬che stimi,‭ ‬e che avresti voluto partecipi di tutte quelle indelebili esperienze.‭ ‬Questo è successo a Vercelli,‭ ‬in un territorio dove la curiosità è molta,‭ ‬ma il passo per soddisfarla è sempre molto complicato‭!

Cosa contraddistingue questa prima edizione torinese del festival‭?‬

“‬Non è mai semplice lasciare casa,‭ ‬soprattutto quando sei nato e cresciuto nella surreale e ovattata provincia.‭ ‬Il distacco però‭ ‬è una necessaria crescita e le trasformazioni sono logiche conseguenze dell‭’‬evoluzione.‭ ‬Così anche Jazz:re:found,‭ ‬lascia amici e campi inondati d‭’‬acqua,‭ ‬per un magico viaggio verso la città,‭ ‬alla ricerca di nuovi suoni e colori,‭ ‬nella speranza che il proprio entusiasmo possa essere contagioso anche sotto la Mole‭”‬.‭ ‬Questo è un estratto da una delle prime interviste rilasciate la primavera scorsa,‭ ‬sembra quasi tratto da un lamento di Cesare Pavese.

In realtà,‭ ‬diciamo che era necessario,‭ ‬Vercelli ha dato moltissimo,‭ ‬ma ha anche tolto‭ ‬altrettanto a Jazz:re:found.‭ ‬È il solito paradosso della‭ ‬piccola‭ ‬provincia,‭ ‬inutile ripeterlo per l’ennesima volta e polemizzare.‭ ‬Il concept della comunicazione‭ ‬di JRF‭ ‬2015‭ ‬credo spieghi e soddisfi bene il senso di questo viaggio,‭ ‬è una prova di maturità,‭ ‬è la necessita di confrontarsi‭ ‬realmente,‭ ‬senza farsi‭ ‬coccolare o tenere per mano.‭ ‬La fuori c’è una famiglia più grande,‭ ‬spesso messa ai margini‭ ‬inconsapevolmente,‭ ‬ma sono moltissimi i‭ «‬music lover»,‭ ‬i fan,‭ ‬i curiosi,‭ ‬i clubber,‭ ‬gli addetti ai lavori e non,‭ ‬che amano e si riconoscono in questo progetto e in questo modello di espressione musicale,‭ ‬ma anche in una vera e propria attitudine e consapevolezza quasi fosse una vera‭ «‬community».

Jazz:re:found è sicuramente poco‭ ‬«Pop‭»‬,‭ ‬molto più legato alla scena del clubbing‭ ‬e della ricerca, che a quello dell’edonismo e dell’intrattenimento.‭ ‬Crediamo Torino sia il luogo giusto per raccogliere ed accogliere un pubblico‭ «‬super-conscious‭»‬,‭ ‬che vede in questa città ancora un simbolo importante nella genesi dei movimenti culturali,‭ ‬delle avanguardie,‭ ‬e della sostenibilità di reti sociali e professionali sane,‭ ‬ancora distanti dall‭’‬essere fagocitate dall‭’‬aziendalismo e dall‭’‬arrivismo‭…‬Noi vercellesi,‭ ‬siamo cresciuti esattamente in mezzo‭ (‬78km da Torino e da Milano‭) ‬a due capoluoghi non solo regionali,‭ ‬ma anche culturali e politici,‭ ‬e chi ha avuto la curiosità e la voglia di immergersi in entrambe le realtà,‭ ‬non può che avere assorbito e capitalizzato un patrimonio enorme che mediato con le giuste valutazioni regala molta completezza.

Ci parli della line up, delle difficoltà e delle soddisfazioni maggiori che vi siete presi‭?‬

‭‬Difficoltà‭? “Trovare un amico ricco che ti presti‭ ‬soldi per anticipare e confermare gli‭ ‬Headliner prima degli altri‭…‬.questo‭ ‬tra l‭’‬altro‭ ‬dal mio punto di vista è‭ ‬davvero‭ ‬un problema‭ ‬irrisolvibile,‭ ‬lo staff di produzione di Jazz.re:found è composto da‭ ‬un gruppo di‭ ‬freak‭ ‬scapigliati‭ ‬della middle-class che possono solo fare grandi capitomboli con la banche”. Scherzi a parte,‭ ‬la sostenibilità economica della pre-produzione è ad oggi una delle componenti di‭ ‬maggiore‭ ‬difficoltà‭ ‬nell’immaginare la realizzazione di un‭ ‬evento di questo tipo.‭ ‬Oltretutto il mondo dei Festival e della Club Culture ha assunto negli ultimi‭ ‬3‭‬/‭4‭ ‬anni un ruolo economico rilevante nel mondo dell’intrattenimento,‭ ‬inflazionando e generando anomalie di mercato imprevedibili.

Il concetto‭ «‬moda e lifestyle» ha raggiunto e invaso‭, ‬nel bene e nel male,‭ ‬il modello di fare musica e clubbing,‭ ‬ne deriva il fatto che la‭ ‬concorrenza è diventata esponenziale,‭ ‬i cachet artistici in un mercato in cui l‭’‬offerta è al rialzo,‭ ‬sono triplicati o quadruplicati‭ ‬e le realtà sane e indipendenti come la nostra o le molte altre‭ «‬veterane‭»‬ nella penisola soffrono moltissimo. C’è un forte misunderstanding di fondo‭ ‬nella‭ «‬Music Industry‭»‬; tra imprenditoria culturale e aziendalismo,‭ ‬il prodotto finale‭ ‬agli occhi del pubblico è sempre e comunque un‭ ‬«Festival‭»‬,‭ ‬ma ciò che muove la progettualità,‭ ‬le energie,‭ ‬le volontà e gli entusiasmi è sicuramente e quasi sempre molto diverso se non addirittura agli antipodi.‭ ‬L‭’‬enorme‭ ‬difficoltà nel sostenere progetti in cui la matrice culturale e artistica è così evidente,‭ ‬corrisponde spesso però‭ ‬ad altrettanta‭ ‬masochista bellezza nel vederli realizzati.‭ ‬È tutta una questione di sacrificio,‭ ‬il mondo‭ ‬non si divide in buoni e cattivi,‭ ‬ma‭ ‬in chi‭ ‬ama ottenere gratificazioni dal sacrificio e da chi ama ottenerne senza.‭ ‬Quella di Jazz:re:found è stata una corsa tutta in salita,‭ ‬fatta di sudore e muscoli,‭ ‬sofferenze e sfide perse,‭ ‬ma alla fine,‭ ‬guardandosi indietro, di una bellezza infinita.‭

‬Più che di‭ ‬«lineup‭»‬ è bello parlare di contesti,‭ ‬lo stesso‭ ‬immaginario della comunicazione‭ ‬di JRF‭ ‬2015‭ ‬del‭ ‬«Grand Turin Hotel‭»‬ (scimmiottando Wes Anderson con Grand Budapest Hotel‭)‬,‭ ‬ci regala‭ ‬quasi la‭ ‬sensazione o‭ ‬l’illusione‭ ‬di accogliere dei cari ospiti,‭ ‬più che delle‭ ‬«star‭»‬ o‭ ‬dei‭ ‬«performer‭»‬ viziati. Amici oltre che artisti,‭ ‬rappresentanti di un concetto musicale ben definito,‭ ‬più che figurine che veicolano masse in spazi sconfinati‭;‬ è questo un‭ ‬po’ il senso di Jazz:re:found,‭ ‬ed anche il sapore delle venues in cui verranno proposti concerti e set con i dischetti,‭ ‬cerca di essere quello di un happening,‭ ‬in cui una grande famiglia allargata cerca ancora di riconoscersi.‭ ‬Per questo oltre al jazzfunk‭ ‬rappresentativo‭ ‬di Roy Ayers o alla marcetta piena di energia black di Moodymann o Theo Parrish, abbiamo anche Dj Premier,‭ ‬un personaggio,‭ ‬oltre che un artista,‭ ‬capace di creare un modello di aggregazione e condivisione‭ ‬in pista davvero raro ai giorni nostri‭!

State già pensando al futuro‭? ‬Quali progetti avete in mente‭?

Il futuro di Jazz:re:found si incrocia con quello di‭ ‬Elita,‭ ‬roBOt,‭ ‬Spring Attitude,‭ ‬Dancity‭ ‬e‭ ‬Locus. Nel‭ ‬2015‭ ‬abbiamo costituito,‭ ‬dopo un edificante incontro promosso da Elita presso‭ «‬Medimex‭»‬ a Bari,‭ ‬ IQMF‭ ‬+++‭ ‬ (Italian Quality‭ ‬Music‭ ‬Festival‭)‬,‭ ‬un ente o meglio un network che cerca di difendere ed ampliare il concetto di‭ «‬marchio di qualità» legato alla produzione di musica e festival in Italia. È‭ ‬un tema fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo di queste realtà,‭ ‬fare rete,‭ ‬avere una voce unica e credibile,‭ ‬potersi fare riconoscere,‭ ‬valorizzando le specificità della musica attuale,‭ ‬del territorio e del pubblico,‭ ‬diffondendo best practice e conoscenza non solo dal punto di vista artistico,‭ ‬ma anche manageriale.

Portare avanti un progetto di questo tipo diventa il valore aggiunto intrinseco al futuro di Jazz:re:found e di un po’‭ ‬tutti i Festival che in Italia approcciano la musica in questo senso. Per quanto riguarda le attività del‭ ‬2016,‭ ‬oltre a confermare e consolidare la presenza a Torino,‭ ‬dove ci immaginiamo di potere essere accolti come a‭ «‬casa ed in famiglia‭»‬,‭ ‬i progetti mirano ad una visione piuttosto‭ «‬escapism‭» ‬rispetto agli anni precedenti.‭ ‬Il monferrato‭ (‬Moleto‭) ‬ed un fantastico gruppetto di isole nel sud italia sono l’ispirazione e la suggestione migliore per costruire e immaginare una sana invasione musicale in cui sarà complice lo zampino di JRF. Infine l’ottimo rapporto‭ ‬costruito nel tempo‭ ‬con‭ ‬Elita,‭ ‬farà si che anche‭ ‬Milano possa diventare un dolce approdo dove‭ ‬condividere progetti e passione non solo per la‭ «‬Black Music»,‭ ‬ma per tutto ciò che di più illuminante esce dal mondo della musica.

3 novembre 2015 di Edoardo Bridda
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Jazz:Re:Found 2015

Dal 3 dicembre al 7 dicembre 2015

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