Massimo Volume: le prime impressioni di Clementi su Cattive Abitudini

Il 15 ottobre prossimo, per una sempre più intraprendente Tempesta Records, si materializzerà finalmente Cattive Abitudini, il tanto atteso ritorno in studio dei Massimo Volume.

A un decennio buono dalle sperimentazioni esotiche di Club Privé, e dopo due anni di acclamata tournée in giro per l'Italia, il quartetto riparte da un suono teso e vibrante. A raccontarcelo è Emidio Clementi che solo ora, a un mese di distanza dalla fine delle registrazioni, riesce finalmente ad ascoltare il disco con un minimo di obiettività.

Ho dovuto attendere che i suoni si sedimentassero e il pavimento smettesse di scricchiolare sotto il peso dei dubbi. Adesso posso dire che Cattive abitudini è né più né meno il disco che avrei voluto fare. I pezzi hanno conservato la freschezza delle prime esecuzioni. Cattive Abitudini non è un lavoro meditato come gli altri, più che in passato ci siamo fidati delle nostre intuizioni.

I Massimo volume riprendono l'esperienza di Stanze – album che hanno interamente eseguito dal vivo la scorsa primavera al Covo di Bologna – rielaborandola verso nuove direzioni in un album che è al 100% figlio dell'esistenzialismo clementiano, delle elaborazioni chitarristiche di Egle Sommacal e Stefano Pilia e del versatile drumming di Vittoria Burattini.

Sempre a ottobre vedrà la luce anche la definitiva storicizzazione del fenomeno MV: la biografia in vita del gruppo bolognese vedrà la luce per Arcana. Titolo: Tutto qui – La storia dei Massimo Volume. Autore: Andrea Pomini. Chi segue Soul Food, il blog di Pomini, avrà avuto modo di leggere delle brevi e succose anteprime…

Tracklist