Guy Pearce in "Memento"

“Memento” compie 20 anni. È l’unico grande capolavoro di Christopher Nolan?

"Memento", un film divenuto da subito cult e che allargò il pubblico di riferimento di Christopher Nolan.

Ti ho già parlato del mio disturbo?

Il 19 gennaio 2001 usciva nelle sale italiane Memento, un film divenuto da subito cult e che allargò il pubblico di riferimento di Christopher Nolan, fino a quel momento un giovane e promettente regista di talento che aveva fatto parlare di sé nel circuito indipendente grazie al successo sotterraneo di Following.

Memento, che venne presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel settembre 2000, è la pellicola che fa compiere il balzo a Nolan, che da quel momento vedrà bussare alla porta un colosso come Warner Bros. che prima gli proporrà il remake di un film norvegese (Insomnia, 2002) e dopo gli darà le chiavi di ingresso per il mondo di Batman con il compito non facile di resuscitarlo (Batman Begins, 2005). Tuttavia, il successo di Memento – basato su un racconto del fratello Jonathan Nolan intitolato Memento Mori e pubblicato dopo l’uscita del film – è non solo riconosciuto dal pubblico (al box-office ottenne un discreto incasso di 40 milioni di dollari circa) ma soprattutto dalla critica, rimasta affascinata dal preziosissimo montaggio in grado di restituire allo spettatore il procedimento di una mente malata e distrutta come quella del protagonista, uno splendido Guy Pearce.

Ogni scena è interrotta ogni 15 minuti e seguita da un’altra cronologicamente opposta, fino ad arrivare alla parte centrale del film che dovrebbe coincidere con la scena finale (se montata in ordine temporale). Un esercizio stilistico che irrompe nel senso diegetico della storia: siamo tutti ancorati alla successione temporale degli eventi e quando questa viene meno anche il senso ultimo delle nostre azioni sparisce, tant’è che lo stesso protagonista, Leonard Shelby, non sa nemmeno quanto tempo sia passato dal trauma subito.

L’ossessione che scivola nella follia, il concetto di tempo e affetti, di perdita e controllo: tutti temi che poi verranno approfonditi maggiormente nelle opere successive di Nolan (The Prestige, Il Cavaliere Oscuro, Inception) e che già erano state abbozzati nei primi acerbi lavori e rimarranno ancora centrali nei prossimi (non ne dubitiamo), ma probabilmente non torneranno con la stessa potenza con cui vennero elaborati e proposti al pubblico in questo “memorabile” Memento.

Su queste pagine potete leggere la recensione dell’ultimo film di Nolan, Tenet, nonché una disamina sull’atteggiamento di critica e pubblico verso il suo cinema.

Tracklist