Migliori album 2016. La classifica di Diego Ballani

Migliori album 2016. La classifica di Diego Ballani

Dopo aver chiuso la nostra classifica ufficiale del 2016 relativamente alla redazione e allo staff di sentireascoltare, vi presentiamo quelle dei singoli collaboratori, ognuna accompagnata da un testo di riflessioni e pensieri riguardo all’annata appena trascorsa. Di seguito quella di Diego Ballani.

Annus Horribilis per chi ha ancora a cuore le sorti del rock, o per quello che siamo soliti definire tale. E non solo per le scomparse di pezzi da novanta come Bowie, Prince, Emerson e Lake. Il 2016 può essere ricordato come l’anno in cui la musica per chitarre ha perso (temporaneamente?) il proprio appeal nei confronti delle nuove generazioni. Ovvero, coloro che in passato le chitarre le imbracciavano come mitra per esprimere il proprio senso di inadeguatezza. Più in generale, lo faceva notare Simon Reynolds in un recente articolo, per chi vi si avvicina oggi per la prima volta, la musica ha smesso di costituire un valore identitario, e solo il tempo ci dirà se i vari Beyoncé, Kanye West e Frank Ocean riusciranno a definire il proprio tempo come è accaduto alle rockstar del passato. A noi vecchi arnesi ancora legati al concetto di guitar pop, non resta che sedere sulla sponda del fiume e attendere tempi migliori. Magari prendendo il meglio di quello che passa oggi a livello più o meno sommerso.

La psichedelia, ad esempio, resta uno dei paradigmi più pervasivi degli ultimi tempi, nonché uno dei leitmotiv che hanno guidato i miei ascolti di quest’anno. Certo, c’è psichedelia e psichedelia. Il 2016 ci ha consegnato splendidi deliqui per voci femminili: parlo innanzitutto degli Unloved (cinedelìa lynchana firmata David Holmes), il bell’album di Charlie Hilton (la suadente voce dei Blouse) e il personalissimo memoir dell’ex Delgados, Emma Pollock. Fra le novità mi piace citare il pop aristocratico e retrofuturista (alla maniera degli Stereolab) dei giovani Pavo Pavo, e le ossessioni 80s di J Churcher, comprese fra Cars, Jesus And Mary Chain e suggestioni badalamentiane.
Poi le tante conferme.  Alcune arrivano da lontano, come i Motorpsycho, che sfornano il loro album più floydiano di sempre, o il solito Anton Newcombe che con Third World Pyramid realizza una sintesi fra i Brian Jonestown Massacre di oggi e di ieri. Altre sono costituite da band giunte più o meno velocemente a maturazione. È il caso dei “60s oriented” Cool Ghouls e degli Allah-Las, della dance pop onirica dei Jagwar Ma e dello shoegaze ad alta intensità dei Nothing. Ma anche i Toy, che per la prima volta si affrancano dal motorik beat dei precedenti album per approdare ad uno psych-pop d’autore, i Preoccupations (autori di un industrial pop ad alto tasso di visionarietà) e gli His Clancyness, che introiettano le influenze di Kurt Vile e The War On Drugs per poi esprimerle in un (indie)pop personale e affascinante.

A tutti i fan di un modo più propriamente “britannico” di approcciare il guitar pop, l’anno che volge al termine ha fatto conoscere il talento melodico di Oscar. I Sulk hanno dimostrato di saper fare gli Stone Roses meglio degli Stone Roses stessi, mentre la vera rivelazione è stata rappresentata dei DMA’s, australiani che sembrano nati per lenire le pene di tutti i supporter degli Oasis. Per quanto riguarda le sonorità più urgenti e mercuriali, i Tyvek continuano a differenziare il proprio sound pur mantenendo velocità medie da capogiro; i britannici Telegram, dopo alcuni singoli che lasciavano ben sperare, sono finalmente arrivati ad un album che mescola glam, punk e kraut con risultati a tratti entusiasmanti; mentre i Parquet Courts hanno dimostrato di essere gli unici in grado di mettere tutti d’accordo, con un rock che unisce muscoli e intelletto, e costituisce un ideale punto di partenza per poter sperare in un futuro fatto di chitarre e nevrosi urbane.

In conclusione, questo è stato il mio anno in musica:

1.  Parquet Courts Human Performance
2. MotorpsychoHere Be Monster
3. Cool GhoulsAnimal Races
4. DMA’sHills End
5. NothingTired of Tomorrow
6. SulkNo Illusions
7. His ClancynessIsolation Culture
8. Jagwar MaEvery Now & Then 
9. OscarCut And Paste
10. J ChurcherBorderland State
11. Brian Jonestown MassacreThird World Pyramid
12. PreoccupationsPreoccupations
13. Charlie HiltonPalana
14. Allah-LasCalico Review
15. UnlovedGuilty of Love
16. TyvekOrigin of What
17. TelegramOperator
18. Emma PollockIn Search of Harperfield
19. ToyClear Shot
20. Pavo PavoYoung Narrator in the Breakers

Tracklist