Migliori album 2016. La classifica di Stefano Pifferi

Migliori album 2016. La classifica di Stefano Pifferi

Dopo aver chiuso la nostra classifica ufficiale del 2016 relativamente alla redazione e allo staff di sentireascoltare, vi presentiamo quelle dei singoli collaboratori, ognuna accompagnata da un testo di riflessioni e pensieri riguardo all’annata appena trascorsa. Di seguito quella di Stefano Pifferi.

In un anno inevitabilmente segnato dalla morte – due tra i dischi più impregnati di morte, Blackstar di Bowie e Skeleton Tree di Cave, finiti in quasi tutte le classifiche worldwide, hanno praticamente aperto e chiuso questo 2016 devastante per gli addii (Pauline Oliveros e Tony Conrad su tutti, per quel che mi riguarda, ma la lista, da Cohen a Prince, ad Alan Vega, è decisamente lunga e triste, seppur per larga parte preventivabile) – io ho scelto la luce. Certo, battute a parte, trovare una chiave di lettura mentre si affoga nell’oceano di dischi in uscita – facciamo un calcolo rapido di quanti dischi ci arrivano per posta elettronica ogni giorno? – in un tecno-evo che sembra sempre più afflitto da una sorta di “elefantiasi produttiva” scevra da ogni ipotesi di autocensura e sempre in modalità “bona la prima”, è cosa ardua, ma lamentarsi della scarsa qualità media è insano oltre che disonesto intellettualmente. Piuttosto ci si dovrebbe lamentare del ritmo forsennato con cui veniamo bombardati, con hype che durano lo spazio di un battito di ciglia e dischi a cui non diamo (nel senso che proprio non ne abbiamo materialmente) il tempo di fermentare, sedimentare, appiccicarsi dentro di noi come accadeva in una lontana era pre-musica liquida. Bei tempi quelli, vero? Però quando c’era da aspettare mesi prima di recuperare un qualsiasi disco, spesso sotto forma di cassetta duplicata da copia duplicata, con conseguente drastico calo della qualità audio o clamorosi tagli alla scaletta, non erano così “bei tempi”, vero?

Altrove una chiave di lettura trasversale a questo 2016 è stata data (più precisamente qui), con una certa lucidità di fondo e un grado di competenza trans-genere encomiabile, pertanto basta lamentele e via di analisi di questi 20 titoli che non sono in assoluto i più belli del 2016 – che poi vorrei proprio conoscerla la formula definitiva per “il disco dell’anno” – ma di sicuro sono quelli che mi hanno colpito, che ho ascoltato di più, sui quali sono tornato spesso post-recensione, che ho rincorso e comprato in formato fisico… insomma, che rappresentano un fermo-immagine sui miei ascolti dell’anno. A futura memoria o futura vergogna, staremo a vedere.

In questa top20 c’è tutta roba che, ognuna a suo modo, gira intorno a una sorta di psichedelia sfatta, visionaria, ancestrale, sognante, spesso dilatata e strumentale, a volte primitiva e ferina, non necessariamente “rock” quanto anche, spesso e  volentieri, di matrice elettronica. Roba accomunata da un approccio escapista e anti-realtà, direi quasi retromaniaco in un momento storico in cui realtà aumentata, iperrealtà, post-verità, accelerazionismo e hi-tech sembrano essere la chiave di lettura non solo del presente musicale, ma anche del futuro prossimo che viviamo ogni giorno. L’ecletronica à la Coil di Shackleton col nostro Ernesto Tomasini, la chitarra “lunare” di Alessandra Novaga e il suo monocromo rosa, l’avant post-world (belli gli ossimori eh?) dei Dwarfs Of East Agouza si dividono un podio ideale, ma la proustiana “recherche” del monumentale Roy Montgomery, i fantasmi che assillano il nostro quotidiano di Valerio Tricoli (ottimo anche insieme a Pilia e Rocchetti nell’inatteso 3/4HadBeenEliminated), le visioni post-T.A.G.C. di Lucy, il quartomondismo hasselliano ad alto tasso oppiaceo dell’outsider Botany, l’ancestrale richiamo pagano di Alfio Antico e quello degli OvO (agli antipodi ma paradossalmente vicinissimi in una lettura “primitivista” e viscerale) e gli ottimi prodotti da esportazione Luminance Ratio (crescita enorme ad ogni nuovo live o nuovo album) credo dicano di una top10 da abuso di droghe leggere e viaggi notturni a occhi chiusi. La seconda tranche non è da meno; oltre all’ottima e personale rivisitazione goreckiana di un Colin Stetson sempre più artista a tutto tondo e al perfetto incontro tra passato e futuro della serie FRKWYS (serie del decennio, ok?) con Suzanne Ciani in duetto con la “discepola” Kaitlyn Aurelia Smith, menzione d’onore per tre viaggi: quello “sfortunato” messo in scena dall’elettroacustica di Claudio Rocchetti, quello “immaginario” del Grog Vim dei mai troppo lodati Larsen e infine per quello “interiorizzato” di Silent Carnival, struggente, poetico, ieratico. Come a dire, italians do it better.

Infine ciò che resta fuori. Ovvero, quella “retromania” che si è riversata su di noi come una “superonda” (che da libro dell’estate è diventato libro dell’anno, ovviamente) e da cui è praticamente impossibile salvarsi in questi tempi di scavi, riscoperte, riedizioni e ristampe sapientemente messi in opera da etichette come Die Schachtel, RVNG Intl, Intervallo, Black Sweat, Dagored, Spettro, Superior Viaduct. Roba che, con buona pace del portafogli, ha rappresentato una larghissima fetta di ascolti di questo 2016, tra recuperi da ignoranza e scoperte da lucciconi agli occhi. Insomma, interessante questo 2016 a doppio binario, quasi volesse ricordarci, in primis, l’onnipresenza e l’ottima mira della morte e, in secondo luogo, che la musica resta affascinante, misteriosa, coinvolgente, sorprendente, stimolante, sia che la si affronti verso il passato che verso il futuro.

  1. Shackleton & Ernesto TomasiniDevotional Songs
  2. Alessandra NovagaMovimenti Lunari
  3. The Dwarfs Of East AgouzaBes
  4. Valerio TricoliClonic Earth
  5. Roy MontgomeryR M H Q
  6. LucySelf Mythology
  7. OvOCreatura
  8. BotanyDeepak Verbera
  9. Alfio AnticoAntico
  10. Luminance RatioHoney Ant Dreaming
  11. Colin StetsonSorrow. A Reimagining Of Gorecki’s 3rd Symphony
  12. Claudio RocchettiMemoria Istruttiva
  13. Oneida & Rhys ChathamWhat’s Your Sign?
  14. Silent CarnivalDrowning At Low Tide
  15. LarsenOf Grog Vim
  16. SwansThe Glowing Man
  17. Autechreelseq 1-5
  18. Eli KeszlerLast Sign Of Speed
  19. Tim HeckerLove Streams
  20. Kaitlyn Aurelia Smith & Suzanne CianiSunergy
Tracklist