Migliori album 2019. La classifica di Daniele Rigoli

Esperimenti ambient, techno, house, immaginari e immaginazioni pre post-club. Una sorta di raccordo personale di ascolti più o meno brevi e distratti nella maggior parte dei casi

Ceci n’est pas… Questa non è una classifica e nemmeno una panoramica di fine decennio (tanto, si sa, «it’s nothing special»). Semplicemente, una sorta di raccordo per il meglio della mia sconnessa serie di ascolti, più o meno brevi e distratti nella maggior parte dei casi. Soprattutto per noia da hype, mi sono praticamente perso tutto ciò che era (im)possibile perdersi (mi sembra di capire, tuttavia, che il nuovo di FKA twigs sia un capolavoro e che i Chemical Bros. siano tornati in pompa magna), evitando come la peste bnm vari, i famigerati giri HD e ciò che d’ora in poi pare dovremmo chiamare conceptronica. E visto che ci siamo, consiglio di ascoltare un bel dibattito sul nuovo tag reynoldsiano.

Mi sono confrontato con pochissimi album, preferendo invece assestarmi – tra esperimenti ambient, techno, house, immaginari e immaginazioni pre e post-club (anche subacquei) – su EP, 12″ e più in generale su materia dalla breve distanza, che dalla notte dei tempi rappresenta forse il formato più adatto per tastare il polso di ciò che definiamo dance music e, più astrattamente, elettronica. Nella musica non ho cercato altre storie o narrazioni ideali che non fossero le mie, mentre mi perdevo vivacemente tra terrain vague e non luoghi tipici della metropoli, in quelle nervose e routinarie camminate che esigono colonne sonore studiate a tavolino.

Tracklist
  • 1 Surya
  • 2 Budh
  • 3 Shukr
  • 4 Prithvi
  • 5 Mangal
  • 6 Brihaspati
  • 7 Shani
  • 8 Arun
  • 9 Varun
  • 10 Yam
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