Minimum Fax ristampa “Post-Punk 1978-1984” di Simon Reynolds

Uscito in Italia nel 2006 grazie a ISBN Edizioni, Post Punk 1978-1984 di Simon Reynolds viene ristampato ora da Minimum Fax, sempre con la traduzione di Michele Piumini. Il libro è uno spaccato avvincente su uno dei momenti più creativi della storia della musica, appunto il post-punk originario, con capitoli dedicati a moltissimi protagonisti del periodo come PIL, Pop Group, Slits, Pere Ubu, Devo, Gang Of Four, Talking Heads, Wire, Fall, Joy Division, ma anche a correnti musicali come la no wave e il synth pop. Il tutto inserito in una ricostruzione storico-sociale puntigliosa e, come di consueto quando si parla di Reynolds, indispensabile.

Di seguito trovate la presentazione del libro pubblicata sul sito internet di Minimum Fax e le copertine della prima e dell’attuale edizione di Post Punk 1978-1984. Sulle nostre pagine potete recuperare le recensioni di altri libri di Reynolds, come Shock and Awe e Hip-Hop-Rock, oltre a un approfondimento sul celebre Retromania.

«Il post punk non è un «genere» come tanti, non è la diligente coda del punk, a cavallo tra due decenni, quando la rivoluzione è finita e i giochi sono fatti; è, al contrario, la musica e il tempo in cui tutto diventa possibile. I confini cadono, i divieti sono ignorati, le regole vengono sovvertite in una sperimentazione continua, selvaggia e colta insieme. Il post punk non è retromaniaco – per usare la categoria critica che lo stesso Simon Reynolds ha creato e che si è imposta come definizione della nostra epoca – ma è il «suono» del presente e delle sue possibilità infinite. Per questo motivo, a distanza di quarant’anni, ancora appassiona e influenza. La musica degli inglesi Joy Division, P.I.L., Gang of Four e Slits, degli americani Pere Ubu, Devo, Talking Heads e di altri gruppi noti e meno noti continua a essere fonte d’ispirazione per migliaia di artisti in tutto il mondo. Con Post Punk Simon Reynolds scrive il suo libro più personale e coinvolgente, mostrando l’erudizione enciclopedica, la raffinatezza d’analisi e l’abilità divulgativa che ne fanno il critico musicale più importante della nostra epoca. I suoni e le emozioni, le speranze e l’euforia escono fuori da ogni pagina e ci invitano all’ascolto amorevole di una musica e di un tempo che non può essere ripetuto ma solo reinventato».

 

18 Aprile 2018 di Fabrizio Zampighi
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