Juliette-Greco, foto di Pierre Guillaud (1979)

Morta Juliette Gréco, musa degli esistenzialisti, icona della musica francese

Scomparsa Juliette Lafeychine, in arte Juliette Gréco. L'icona della musica francese si è spenta ieri all’età di 93 anni.

Attraverso un dispaccio di France Press apprendiamo la triste notizia della scomparsa di Juliette Lafeychine, in arte Juliette Gréco. L’icona della musica francese si è spenta ieri all’età di 93 anni. A comunicarlo è la stessa famiglia della cantante. Il decesso è avvenuto il 23 settembre presso «l’amatissima casa di Ramatuelle», residenza in cui si trovava circondata dai propri cari.

Nata a Montepellier, nel dipartimento dell’Hérault (nell’Occitania francese) nel 1927, ma cresciuta dai nonni assieme alla sorella Charlotte a Bordeaux, Gréco si trasferì nel 1946 nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés a Parigi. All’epoca il suo principale mezzo espressivo era la danza ma nella Capitale le cose cambiarono in fretta. Frequentò e poi si esibì al cabaret Le Tabou. Qui iniziò la vita bohemienne e presto le sue strade si incrociarono con quelle del movimento esistenzialista. Grazie alla sua personalità e ad una voce scura e profonda, diventò musa di Jean-Paul SartreAlbert Camus, con il primo, assieme a Raymond Queneau, a firmarne i primi successi. Sono anni fuori dal comune, contraddistinti, come li descrive la famiglia, da un misto di «passione, lotta, amore e intense risate».

Nel 1949 la Lafeychine, che a quel punto era interprete dei brani di maggior successo dell’epoca scritti da gente come Jacques Prévert, Boris Vian e Charles Aznavour (ai quali s’aggiungeranno, negli anni Sessanta, Serge Gainsbourg, Léo Ferré, Jacques Brel o Georges Brassens), intraprese una breve ma intensa relazione sentimentale con Miles Davis arrivato a Parigi quell’anno con la band per una serie di concerti al Paris Jazz Festival. In seguito si dedicò al cinema e come attrice esordì con Les frères Bouquinquant, per la regia di Louis Daquin (1947). Il successo, anche in Italia, arrivò sul piccolo schermo con il famoso sceneggiato televisivo Belfagor, trasmesso dalla Rai negli anni ’60, la cui prima messa in onda francese contò su un’audience di 10 milioni di telespettatori. Tra le sue interpretazioni menzioniamo inoltre i film Orfeo di Jean Cocteau (1959), Labbra proibite di Jean-Pierre Melville (1953) e Eliana e gli uomini (Elena et les hommes), nei panni di se stessa, per la regia di Jean Renoir (1956).

Iniziata nel 1950 con Si tu t’imagines (con i testi di Raymond Queneau e le musiche di Joseph Kosma) la discografia di Juliette Gréco conta su una trentina di album, l’ultimo dei quali datato 2015 (Merci).

Tracklist