Stranger Things 3. “A lezione di horror anni ’80 con Dario Argento”

Dario Argento è stato invitato da Netflix a parlare del suo cinema dell’orrore degli anni ’80, con la scusa della terza stagione di Stranger Things. Il micro documentario di circa quattro minuti vede l’iconico regista di Suspiria e Profondo Rosso andare a ruota libera su temi a lui cari. Così dopo una breve introduzione alla materia in cui paga pegno a maestri come John Carpenter, Tobe Hooper e George Romero, il regista romano va via dritto a raccontare come l’avrebbe girata lui la serie tv creata dai fratelli Duffer: «Se l’avessi girata io negli anni ’80 – dice con piglio fermo – avrei messo più sangue, avrei fatto comporre musica con punti drammatici seguiti da colpi di scena, del tipo quelli che ti fanno saltare sulla sedia».

E se non c’erano molti dubbi su questo, l’aspetto comunque interessante del format spiccio di promozione per Stranger Things architettato da Netflix – fate conto un misto tra una videointervista e una ancora più mini masterclass – è che secondo Argento «i momenti fondamentali del cinema degli anni ’80 sono stati momenti musicali. Sicuramente la musica più diffusa in quel periodo era il pop, ma anche l’hard rock e il metal. La musica in quegli anni nel mio cinema compare tantissimo. Quello che trovo interessante è accostare la musica pop anche alla sinfonica e alla classica. Questa specie di cocktail era il metodo migliore di raccontare i film degli anni ’80». Chapeau.

11 Luglio 2019 di Edoardo Bridda
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