Wayne Coyne
Wayne Coyne, foto di George Salisbury

Wayne Coyne. I 10 album che hanno cambiato la vita al frontman dei Flaming Lips

«La musica è incredibile. Procura un certo comfort metafisico che ti permette di essere isolato e solo mentre ti dice che non sei solo»

Lo scorso anno Wayne Coyne ha sognato di farci partecipare ad un concerto avvolti nella stessa bolla con la quale era solito camminare sulla folla durante i concerti con Flaming Lips. Quel sogno è poi diventato realtà e i primi due concerti che si sono svolti in questa modalità – che vi abbiamo raccontato – sono stati un successo. Lo Space Bubble Show è l’ultimo di numerosi esempi della creatività di un frontman visionario, caratteristica che si può dedurre anche dalla sua musica preferita, di cui ha detto qualche anno fa sulle pagine di Musicradar e a cui è sempre interessante tornare.

I 10 album che hanno avuto un peso fondamentale nella vita e ovviamente sulla formazione artistica di Wayne Coyne sono un elenco che si presta certamente a scovare le influenze, sia musicali che concettuali, nella produzione dei Lips, a partire proprio dai Beatles, di cui il cantante è fan sfegatato, ma non solo. Non stupisce che i Fab Four vi compaiono ben due volte, e, del resto, come dice lo stesso Coyne, «La scelta di un solo disco dei Beatles è quasi una missione folle».

Su tutto, invece di un album, troneggia un singolo, Strawberry Fields Forever, giudicato dal frontman la perfezione assoluta («profondamente profondo come un intero album o uno stato d’animo»), seguìto a ruota dall’indimenticabile The White Album, che «mostra tutto il talento irraggiungibile della band di Liverpool». I 90s sono ben rappresentati dagli album Debut di Björk («una cantante fantastica, fantastica e unica, e questo viene fuori da questo disco. Di sicuro non c’è nessuno che suona come lei») e da Check Your Head dei Beastie Boys.

Nel ’94 eravamo in tour con i Beastie Boys, che, a quel tempo erano visti come DJ o qualcosa del genere – registravano musica, la campionavano e ci rappavano sopra. Steven [Drozd] e io ci siamo accorti che avremmo proprio voluto ascoltare qualcosa del genere. Ci è sembrato che fosse proprio come la musica rock. Ci ha fatto sentire davvero bene
Wayne Coyne

Un decennio ricco di musica in cui compare anche la stravaganza rock avanguardista di un album come Feather Float delle OOIOO, band in cui milita Yoshimi dei leggendari noiser giapponesi Boredoms, nonché collaboratrice di Coyne e soci nel fantastico Yoshimi Battles the Pink Robots.

È stato prodotto nel 1999, ma si potrebbe ascoltare ora e pensare che sia nuovo di zecca; suona ancora come se venisse dal futuro. Che grande, bizzarra e inattesa entità
Wayne Coyne

Venendo agli anni ’70, spicca il debutto dei Black Sabbath («un disco che vale la pena ascoltare per la sua anima e non solo per il malefico spirito demoniaco per cui è ricordato»). Un album che per Coyne racconta anche la storia «di un tizio che era tanto determinato a fare musica, che è stato costretto a farla a modo suo», riferendosi al chitarrista dei Sabbath, Tony Iommi, per aver suonato nonostante l’infortunio che ne ha compromesso l’uso della mano destra. E non manca neppure il disco paradigmatico del crossover di tutti i tempi, ovvero Bitches Brew di Miles Davis («un album che ha superato tutti gli altri nel definire ciò che sono diventato»).

Coyne non si fa mancare neppure pubblicazioni più recenti, come Lonerism dei Tame Impala e Bloom dei Beach House, mentre per quanto riguarda le colonne sonore, il cantante non ha alcun dubbio a scegliere quella del film Planet Of The Apes («Il compositore e direttore d’orchestra Jerry Goldsmith ha creato una vera e propria scopata mentale»).

  • The Beatles – Strawberry Fields Forever
  • The Beatles – The Beatles
  • Bjork – Debut
  • Beastie Boys – Check Your Head
  • Black Sabbath – Black Sabbath
  • Miles Davis – Bitches Brew
  • Tame Impala – Lonerism
  • OOIOO – Feather Float
  • Planet Of The Apes – Original Motion Picture Soundtrack
  • Beach House – Bloom

Riguardo ai Flaming Lips, sulle nostre pagine potete leggere le recensioni degli album American Head e The Terror, entrambe firmate da Stefano Solventi, che ha anche curato uno speciale monografico dedicato al band.

Tracklist
  • 1 Will You Return / When You Come Down
  • 2 Watching the Lightbugs Glow
  • 3 Flowers Of Neptune 6
  • 4 Dinosaurs On The Mountain
  • 5 At The Movies On Quaaludes
  • 6 Mother I've Taken LSD
  • 7 Brother Eye
  • 8 You n Me Sellin' Weed
  • 9 Mother Please Don't Be Sad
  • 10 When We Die When We're High
  • 11 Assassins of Youth
  • 12 God and the Policeman (Feat. Kacey Musgraves)
  • 13 My Religion Is You
Flaming Lips
American Head