Arca, foto di Unax LaFuente (2021)

Weekend discografico. Ascolta gli album di Samuel, Bicep, Rhye, Arca, Linda Collins e altri

Intimità e nostalgie dancefloor tra le nuove uscite discografiche

Weekend all’insegna della catarsi e del raccoglimento, questo del 22-24 gennaio, e non potrebbe esser altrimenti visto il protrarsi della pandemia. Naturale dunque che alcune di queste musiche fungano da balsamo per l’anima in queste lunghe e grigie giornate di gennaio.

Ad allietare lo spirito pensano le folk song con piglio sognante del longevo duo britannico Still Corners formato da Tessa Murray e Greg Hughes. Il loro nuovo The Last Exit presenta come di consueto rimandi e contesti di lignaggio Mazzy Star, Cocteau Twins e Fleetwood Mac, ma anche un trattamento sulle chitarre che ci ha ricordato Animals dei Pink Floyd, che proprio ieri ha festeggiato l’anniversario dall’uscita. Disco delicato il loro, arricchito da misurate parti elettroniche, proprio come lo è quello dei Rhye (Mike Milosh, Robin Hannibal), che tornano felpatissimi e falsetto muniti in Home. Anche lo scozzese James Yorkston e la sua Second Hand Orchestra rientrano in questo mood caldo e coccoloso. The Wide, Wider Riverrecensito da Marco Boscolo – è un ottimo esempio di come la dimensione della piccola orchestra fornisca alle sue canzoni lo spazio ideale per la fioritura.

Spostandoci su un discorso più propriamente indie, la declinazione 50s è quella preferita dalle atmosfere à la Modern Lovers dei Kiwi Jr. di Cooler Returns, mentre quella elettronica vede un disco di sicuro interesse in Your Favorite Band dei Miss Massive Snowflake di Shan De Leon, che continua a mostrare grande abilità nel maneggiare la materia con distintiva e riconoscibile personalità. De Leon è uno che i bowieani apprezzeranno, così come i Linda Collins su Urtovox faranno la gioia di chi apprezza le commistioni sonore di ambito post-post-(post)rock. Il loro Tied è un lavoro che s’apprezza soprattutto per la ricchezza e la cura dei dettagli.

È un weekend in cui si fa sentire anche una certa nostalgia da dancefloor. Samuel dei Subsonica dice la sua in Brigata Bianca (recensione di Luca Roncoroni) e i Bicep la dicono ancor meglio nel loro Isles (recensione di Luigi Lupo).

Dall’Italia segnaliamo l’indole visionaria, attraversata da psichedelia, prog, post-rock e folk senza soluzione di continuità dei Leptons di La ricerca della quiete, le sedici canzoni acustiche di Giancarlo Frigieri – il cui Sant’Elena è stato recensito da Stefano Solventi – e i field-recordings del Luca Forcucci di De Rerum Natura.

Last but not least, è tornata Arca con Madre, un interessante progetto di musica da camera di stampo gotico, una personale Ave Maria, nonché un’accorata preghiera su un manto di cinematici e boschivi archi già incontrati in ambito classica contemporanea e post-classica in genere. E a proposito di musica da camera e esperimenti avant classici, torna il maestro Biosphere con Angel’s Flight.

Lato singoli: è uscito Mold di Jonsi, Cattive Stelle di Francesca Michielin con feat. di Vasco Brondi (di cui si è occupato Roncoroni), gli Weezer sono tornati con il primo singolo dall’orchestrale nuovo album, Billie Eilish e Rosalìa hanno unito le forze in Lo va’ a olvidar e pure la coppia formata da Madlib e Four Tet ha condiviso Dirtknock, un nuovo singolo dall’imminente Sound Ancestors che campiona una traccia degli immortali Young Marable Giants.

Tracklist