Giorgio Canali
Giorgio Canali, foto di Roberta Mucchio, 2020

Weekend discografico. Ascolta gli album di Dargen D’Amico, Achille Lauro, Giorgio Canali, Sigur Rós e altri

Tutte le uscite principali del weekend, tra cui svettano Giorgio Canali, Dargen D'Amico e naturalmente i Sigur Ros

Parrebbe che la pandemia abbia stimolato gli artisti nella produzione di lavori che rimandassero a realtà alternative, mondi paralleli e spazi immaginari, ma poi vai a vedere meglio e quei lavori che sembrano perfetti per questi tempi, sono stati pensati e prodotti prima dell’emergenza sanitaria. Uno di questi è Bir Tawil, disco che segna il ritorno di Dargen D’Amico al rap game, e alla grande pure. Quel titolo, come spieghiamo nel relativo post, sta a indicare un luogo che geograficamente sta tra Egitto e Sudan, un lembo di terra che nessuno reclama e che idealmente esprime il luogo dal quale il cantauto-rapper ha sperimentato in libertà basi e testi di questo che ha tutto l’aspetto di un doppio album (1 ora e 15 minuti di durata).

Sempre dall’Italia arriva il cantautore bolognese Gregorio Sanchez, che intitola il suo album di debutto Dall’altra parte del mondo. La sua è una raccolta che, attingendo ai canzonieri di Bon Iver e Kings of Convenience, ne restituisce una prova intima e domestica caratterizzata da atmosfere soffuse, in morbidezza. Sempre lungo il fil rouge dell’escapismo c’è The Island, un disco in zona 90s downtempo di Godblesscomputers pubblicato da La Tempesta International, e Achille Lauro, che chiude la trilogia dei ritorni al futuro con un rewind al 1920. Si tratta di un side project registrato dal vivo con l’accompagnamento di un’orchestra.

Allargando l’orizzonte sull’internazionale, ma solo per immergerci in rarità musicali provenienti da i quattro angoli del globo spaziando tra i generi e gli stili più disparati, abbiamo il Late Night Tales dei texani Khruangbin, che tornano a pochi mesi dall’uscita del terzo album Mordechai. Sempre rimanendo nel Sud degli Stati Uniti, il weekend ci porta un nuovo album dei CalexicoSeasonal Shift – che inaugura inevitabilmente il filotto di pubblicazioni natalizie. Del disco ci parla con piglio critico Marco Boscolo in sede di recensione.

Parentesi disco-natalizia: Lost Christmas è la compilation a tema con protagonisti Field Music (con il primo estratto Home For Christmas), The Go! Team, Haley (ex Haley Bonar) e altri, mentre Christmastide EP un lavoro di brani originali scritti da Tori Amos per le festività. Se di Natale e regali da metter sotto l’albero vogliamo parlare, i consigli vanno per Odin’s Raven Magic, ovvero l’album dal vivo dei Sigur Rós (recensione di Elena Raugei) e il Greatest Hits dei White Stripes.

Ma il weekend in barba a strenne e luminarie è anche rock, e chi meglio di Giorgio Canali per portarne alta la bandiera? Venti è un doppio album dalla poetica intimista ma schietta, registrato a distanza in vari luoghi durante il primo lockdown. Della recensione su queste pagine si è occupato Massimo Onza così come anche di quella di un’altra formazione immarcescibile, gli Half Japanese. Il loro Crazy Hearts nelle sue parole è un nuovo convincente lavoro, uno psichedelico viaggio interspaziale fatto di coloratissimo indie rock fatto di giri storti, pop stralunato, ethos DIY e spirito art-punk. E a proposito di indie eccoti Tim Melina Theo Bobby, l’album di commiato dei Joan Of Arc, un addio in tono minore, scrive Valerio di Marco in sede di recensione, per una band che non ha mai ingranato davvero.

Tra le uscite del weekend segnaliamo anche il live album degli Arctic Monkeys, Live at the Royal Albert Hall, i cui proventi andranno in beneficenza; il mini-album con le Lockdown Sessions di Laura Marling; il secondo appuntamento dell’anno per i Son Lux con il loro Tomorrows II.

Dal lato singoli, c’è PJ Harvey con Angelene in attesa della nuova ristampa di Is This Desire?; Bill Callahan con Dead Rider (Bonnie “Prince” Billy) per Our Anniversary; Ariel Pink con Short Man’s Syndrome.

Tracklist