Miley Cyrus, still dal concerto “ Save Our Stages Fest” (2020)

Weekend discografico. Ascolta gli album di Smashing Pumpkins, Miley Cyrus, Richie Hawtin e altri

Miley Cyrus e Smashing Pumpkins vanno alla conquista delle radio fm con i nuovi album. Bad Karma per entrambi. Non fa meglio Richie Hawtin ma per fortuna abbiamo Donato Dozzy in fregola avant-d'n'b

I giochi sono praticamente fatti e pure la nostra classifica di fine anno è in fase avanzata di compilazione. Chi pianifica di uscire alla fine di novembre con un album è perché ha una consolidata fama alle spalle e spera di poter massimizzare l’acquisto del proprio lavoro altezza black friday o comunque per le festività natalizie. Di solito, specialmente lato statunitense, e salvo eccezioni (vedi il caso di Beyoncé e del suo visual album di qualche anno fa), a pubblicare dischi in questo periodo sono artisti nazional-popolari ben radicati nell’immaginario collettivo, in particolare coloro che non hanno obblighi di tour, i quali richiederebbero la proverbiale uscita in primavera, oppure dalla fine dell’estate in poi. Le note stagionalità dell’industria musicale.

Quest’anno la faccenda è ancora diversa. Molti di loro, causa pandemia, hanno rimandato direttamente al 2021 (o evitato di annunciare) l’uscita di lavori che sarebbero dovuti arrivare già lo scorso settembre. E del resto ognuno a seconda dell’investimento che deve fare, e del rischio che comporta, calibra le proprie scelte, e quelle che hanno fatto Miley Cyrus e Smashing Pumpkins vanno nella direzione di un prodotto che media fanbase e radiofonia, tagliato su un immaginario nostalgico pensato per far breccia su una molteplicità di persone e generazioni. La Cyrus aveva in precedenza strombazzato un album ispirato persino alla discografia dei Metallica (oltre ad aver dichiarato di essere al lavoro su un intero album di cover della band) e, a conti fatti, se della alt rock band c’è qualcosa, questo va rintracciato nel periodo di massima esposizione/aspirazione mainstream di James Hetfield e co., quello che coincide con Load e Reload. Plastic Hearts è in sostanza il sogno bagnato del camionista sulla Route 66 diretto a Los Angeles, sintonizzato sulla stazione 80s radio più cafona della Città degli Angeli. La cosa del resto era già evidente nel singolo Prisoner in coppia con la popstar-da-avere Dua-Lipa, che puntava sulla contestualizzazione visiva espressa nel videoclip più che sulla canzone stessa, un banale soft rock macchiato disco che è poi il menù proposto dalla cantante in queste 13 tracce per 50 minuti, con il suo potente registro prestato al karaokismo più sguaiato, vuoi su basi chitarristiche meglio ancora su quelle synth-etiche. Da queste parti anche condite con un gusto per il ritornello a prova di autoscontro (vedi il – pessimo – brano con Billy Idol).

Parafrasando ciò che canta lei assieme all’icona rock Joan Jett, qui abbiamo del Bad Karma che gira, che poi è quello che sembrano avere i Pumpkins di Corgan, anche loro in piena fregola 80s FM già dalla title track del disco, Cyr. Un puntamento sull’arcinoto synth pop un po’ sci-fi e un po’ retrofuturista che negli ultimi dieci anni ci è stato rifilato in ogni dove. Ne avevano bisogno? Probabilmente per aspirare a un rilancio sulle radio USA questa era la via, chissà. Di entrambe le uscite vi parleranno meglio Luca Roncoroni e Valerio di Marco, e sul resto è presto detto: non convince affatto, anzi sa di dj tool, Time Warps, il ritorno dance di Richie Hawtin di cui ci parla Daniele Rigoli, e non convince TOI, il pop italiano, queer consapevole, di Maru su Bravo Dischi. Giudizio tendenzialmente buono per Latlog, il terzo album (il secondo in lingua italiana) del trio acustic rock (dal piglio psych) Campos, band pisana che mescola questi begli intarsi di chitarra a sonnacchiose melodie e interventi elettronici. Ce ne dirà presto Beatrice Pagni.

Sull’elettronica HD segnaliamo You’re Trouble di Sin Maldita, ovvero il nuovo moniker dietro il quale si nasconde Tim Roth, aka 1k Flowers, già all’attivo con gli Amnesia Scanner, disco dall’immaginario cyber pop-tronico assimilabile al duo finnico. E AIDOL, ovvero la colonna sonora di Lawrence Lek, artista che ha curato la parte visuale degli ultimi progetti di Kode9. Sempre lato elettronico abbiamo un Donato Dozzy che si dà alla drum’n’bass e ne ottiene una versione avant- tale in The Tao. Decisamente consigliato l’ascolto del nuovo album dei Tunes Of Negation di Shackleton, Like The Stars Forever And Ever, una nuova avventura sonora che lega la musica rituale alla psichedelia, i corrieri cosmici al minimalismo. Un viaggio iniziatico in piena regola. Pura ayahuasca musicale. Pare interessante anche Ascent of the Ascended, il nuovo EP di Tim Burgess (frontman dei Charlatans) che arriva a circa sei mesi dal valido album I Love The New Sky.

Lato singoli: esce un nuovo mix aggiornato al 2020 di All Things Must Pass in occasione del 50° anniversario del solo album di George Harrison, cui abbiamo dedicato la puntuale recensione Classic; in streaming anche Do You Think I Really Care dei Rolling Stones; PP-UP connubio tra Sol Miranda e gli Sparks; All You’re Dreaming of, singolo natalizio e tipicamente lennoniano di Liam Gallagher; September, duetto tra Zucchero e Sting; La musica del futuro, nuovo singolo del duo electro-pop salentino Respiro.

Per le altre uscite del fine settimana – e ce ne sono ancora parecchie – vi rimandiamo alla sezione nuove uscite.

Tracklist