Il weekend sperimentale di Romaeuropa 2019: dal “pianista più veloce al mondo” al duetto tra classica e elettronica

In palio con Sentireascoltare 6 biglietti per gli eventi di sabato e domenica a Romaeuropa Festival 2019

(la foto in copertina è di Amelia Troubridge)

Dal “pianista più veloce al mondo” al produttore che ha lanciato, tra gli altri, Ramones e Blondie, fino a un suggestivo duetto tra elettronica e classica. Personalità e sensibilità differenti si incontrano all’insegna della sperimentazione nel weekend di Romaeuropa Festival 2019, la rassegna in programma a Roma fino al 24 novembre.

Il piano frenetico e l’elettronica immersiva

Sabato, sul palco della Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, saliranno Lubomyr Melnyk e Craig Leon. Con Sentireascoltare, puoi partecipare al contest per vincere 6 biglietti per la data: le modalità sono indicate nella pagina dedicata al concerto.

Classe 1948, l’ucraino Lubomyr Melnyk, è stato definito “il profeta del piano” ed è considerato l’inventore della continous music, che oggi vanta numerosi eredi tra cui Nils Frahm. Basandosi sul principio di una corrente di suono costante e continua, senza interruzioni, il musicista crea pattern di note rapidissimi, complessi e virtuosi: si parla di una media di 14 note al secondo, con picchi di 19, rapidità che gli ha fatto guadagnare l’appellativo di “pianista più veloce al mondo”. Il suo linguaggio pianistico è a dir poco singolare non solo per la velocità, ma anche per il suo modo di suonare che gli permette di creare un flusso ininterrotto di note (l’uso continuo del pedale di risonanza produce armonici e risonanze). Fallen Trees festeggia il suo settantesimo compleanno e vede Melnyk comporre e interpretare brani vibranti ed energici tra la neoclassica e la più rigida impostazione classica, che manifestano il suo amore per l’ecologia.

Craig Leonintervistato su Sentireascoltare dal nostro Alessandro Pogliani – è un personaggio fondamentale nella storia della musica. Come A&R della Sire Records, nella seconda metà degli anni Settanta l’americano è stato uno dei responsabili della popolarizzazione della nuova musica che si suonava a New York al CBGB’s o al Max’s Kansas City. Il suo nome è legato a quello di Ramones, Suicide, Richard Hell, Blondie… Negli anni Ottanta la sua carriera di producer prosegue nel Regno Unito (Flesh For Lulu, Doctor & The Medics, The Go-Betweens, The Fall…), per poi passare alla musica classica: nel 1999 è stato l’unico produttore nella storia ad avere contemporaneamente un singolo pop (Maria, dei Blondie) e un album di classica (Libera Me, di Izzy) al numero 1 delle chart inglesi.

A suo nome, Craig Leon ha pubblicato nel 1981 (per la Takoma di John Fahey) Nommos, un affascinante album elettronico strumentale in bilico tra minimal e world music, kosmische e proto-techno, completato nel 1982 da Visiting. Troppo avanti nel tempo, questi lavori hanno acquisito lentamente ma inesorabilmente lo status di culto: le riedizioni del 2013 (quella di Nommos da parte di Superior Viaduct, non autorizzata dall’autore, e di Nommos e Visiting, riuniti da una sublabel dell’Harmonia Mundi come Early Electronic Works) e del 2014 (la versione definitiva a cura RVNG Intl., chiamata Anthology Of Interplanetary Folk Music Vol. 1, best new reissue dell’anno per Pitchfork) hanno riportato all’attenzione generale il progetto, portato live in giro per il mondo da Leon e sua moglie Cassell Webb. I coniugi tornano in Italia, a Romaeuropa, per presentare la prima parte del secondo volume The Canon, uscito lo scorso aprile: una sorta di immagine musicale di un viaggio dall’Africa alla Grecia in cui i suoni sono più terreni, più “mediterranei” e le percussioni sono più naturali.

Un duetto tra ambient cinematografica e piano

Domenica 29 settembre, il messicano del Nortec Collectiv Fernando Corona AKA Murcof, nome di punta della scena elettronica mondiale, da sempre impegnato nella commistione con la classica contemporanea, incontra la pluripremiata pianista classica francese Vanessa Wagner per portare sul palco Statea, album uscito nel 2016 in cui i due artisti rileggono nove pagine del Novecento a cavallo tra la classica colta d’avanguardia (John Cage, Gyorgy Ligeti, Morton Feldman) e minimalismo (Philip Glass), lasciando aperta una porta all’elettronica (Aphex Twin) e al pianismo declinato new age (Erik Satie e la sua celeberrima Gnossienne 3). La recensione del disco su Sentireascoltare è a cura di Marco Boscolo.

Anche per questo evento, è attivo un contest: sono in palio sei biglietti rispondendo a una semplice domanda nella nostra pagina dedicata al live.

Tracklist
  • 1 In a Landscape (John Cage)
  • 2 Variations for the healing of Arinushka (Arvo Pärt)
  • 3 Avril 14th (Aphex Twin)
  • 4 Musica Ricercata n°2 (György Ligeti)
  • 5 Gnossienne n°3 (Erik Satie)
  • 6 Piano Piece 1952 (Morton Feldman)
  • 7 Farewell, O World, O Earth (Valentyn Silvestrov)
  • 8 China Gates (John Adams)
  • 9 Metamorphosis 2 (Philip Glass)
Murcof
Statea