Weekend di uscite discografiche e streaming. Ascolta gli album di Melvins, M¥SS KETA, Father Murphy e molti altri

M¥SS KETA, Gang Of Four, Melvins, Father Murphy sono solo alcune delle uscite del weekend da leggere e ascoltare nel nostro editoriale del fine settimana

NB: salvo quando diversamente indicato, trovate l’ascolto Spotify di ogni disco citato nella relativa pagina album.

Iniziamo dal requiem o dalla parodia art-pop in salsa lo fi? Due dei dischi più particolari del weekend discografico del 20-22 aprile rispondono a qualcosa di antitetico rispetto alla primavera che finalmente vediamo sbocciare dalle nostre finestre. I Father Murphy ci salutano con Rising. A Requiem For Father Murphy e lo fanno tramite una reductio quasi al silenzio e alla stasi (recensione di Stefano Pifferi), mentre i Drinks, ovvero Cate Le Bon e Tim Presley dei White Fence, dal loro ritiro nella cittadina di Saint-Hippolyte-du-Fort nel sud della Francia ci rifilano una seconda prova lunga – Hippo Lite – che è un campionario di stranezze da prendere o lasciare, amare o odiare. In ballo ci sono Residents, Talking Heads, Nico, Belle & Sebastian e già pensarle assieme tutte queste band osservandole con le lenti di una stranezza visionaria, di una leggera nostalgia o della filastrocca oscura, come ci racconta Beatrice Pagni in sede di recensione, la curiosità sale eccome (a prescindere dai risultati artistici).

Del resto questo è un weekend un poco caustico, difficile da catalogare un po’ come il disco lungo del progetto M¥SS KETA. Altro campionario di eccentriche stranezze del misterioso giro di produttori e della loro frontwoman, che in UNA VITA IN CAPSLOCK sembrano i Mouse On Mars trincerati in una immaginaria scena dark wave milanese anni ’80. Altra gente che non bada certo a mode e piacionerie, anzi le rifugge, sono gli A Perfect Circle, che con Eat the Elephant rompono un silenzio durato ben quattordici anni. Anche qui si prende o si lascia, fin dalle premesse offerteci del beffardo Maynard James Keenan, che si dice contento del ritorno della formazione ma ancora più emozionato dal fatto che il disco uscirà il 20 aprile, giorno del compleanno della cara songwriter e amica di lui Carina Round. Sottolineando anche che 4:20 (negli Stati Uniti il mese va prima del giorno) nella cultura della cannabis indica l’attività di fumare attorno a quell’ora. Diavolo di un Keenan e maledetti siano i suoi vini, anche perché il disco, come racconta Elena Raugei, per come è stato fatto e pensato, avrebbe potuto uscire a fine Novanta come a inizio Duemila. In pratica, «dodici pezzi, sempre maestosi, che di primo acchito potrebbero sembrare un po’ anacronistici, superati, ma che convincono per composizione, arrangiamenti, capacità di coinvolgimento».

Stoici del resto (eppure con la proverbiale variante) sono anche i Melvins di Pinkus Abortion Technician, disco che la band ha suonato in veste di quartetto grazie all’aiuto di due bassisti, ovvero Steven McDonald e Jeff Pinkus dei Butthole Surfers (recensione di Stefano Pifferi), ma anche i due maestri techno Thomas Fehlmann e Terrence Dixon, che in We Take It From Here celebrano «resilienza, pazienza, creatività e devozione» (album non presente su Spotify), e non ultimo uno Scott Matthew che in Ode To Others risulta inamovibile dal suo denso e struggente cantautorato, una valle di lacrime che, anche nel suo caso, sbarra all’ingresso tutti coloro che non sono disposti ad accettare una proposta del genere (recensione di Valentina Zona).

Risalendo verso la luce, da segnalare questo weekend ci sono due dischi tinti di elettronica e soul / r’n’b dalla valenza opposta: Inesse di Erio ne dà una versione chiaroscurale, glitchata, anche prog (qualcuno ha detto Yes?), in pratica una versione gotico-aristocratica degli Young Fathers, mentre Kimbra in Primal Heart al contrario ne esplora il lato più colorato, sensuale e pop. Immaginate Lorde in un immaginario progetto con i Purity Ring alla ricerca della pop song perfetta (recensione di Luigi Lupo in arrivo). Sulla falsariga offertaci dalle sonorità dalla cantautrice pop neo-zelandese, parliamo di Beautiful Thing, quarto album di Alexis Taylor, frontman degli Hot Chip, anche lui affascinato da un approccio sintetico che sa tingersi dei colori del mondo, ma guarda nel caso particolare al suo intero arco artistico, dai primi passi nella musica al successo. Un disco che si prefigura come estremamente profondo, melanconico, umanissimo, e lo si capisce fin dalle prime note dell’opener Dreaming Another Life.

Altri dischi usciti durante il weekend: i Post Animal con When I Think of You In a Castle (un’esplosione di doom, rock classico, psichedelia, groove, pop e quant’altro – recensione di Eleonora Orrù), i Gang Of Four con Complicit EP (recensione di Valerio di Marco), i Platonick Dive con Social Habits (recensione di Gianluca Lambiase), Mike Donovan (ex leader dei Sic Alps) con How to Get Your Record Played In Shops e per il trap italiano Capo Plaza con 20, disco d’esordio che vanta collaborazioni con DrefGold, Charlie Charles, Daves The Kid, Sfera Ebbasta, Mojobeatz e Ghali.

Non ultimi: è uscita The 35 Year Anniversary Of BC Studio, la compilation prodotta Martin Bisi e pubblicata da Bronson Recordings in occasione dei 35 anni del mitico omonimo studio di registrazione newyorchese di proprietà dello stesso Bisi. E The sciences è il disco che segna il ritorno ritorno della fomrazione stoner/doom metal Sleep a vent’anni da Dopesmoker (ristampato in tempi recenti dalla Southern Lord e recensito su queste pagine da Stefano Pifferi)

Come scritto all’inizio, trovate tutti gli streaming Spotify degli album citati nelle rispettive pagine album. Potete inoltre consultare gli editoriali pubblicati finora. Attualmente abbiamo quelli del 13 aprile, 6 aprile, 30 marzo, 23 marzo, 16 marzo, 9 marzo, 2 marzo, 23 febbraio, 16 febbraio, 9 febbraio, 2 febbraio, 26 gennaio, 19 gennaio e del 12 gennaio.

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