SA Presents: l’evoluzione dell’r&b elettronico (2010-2015)

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Ragionando rigidamente per macro aree, sembrano essere state soprattutto due le tendenze aggreganti nel primo lustro di questi anni ’10, a livello di spinte creative e suggestioni trasversali riscontrabili tanto nelle frange più mainstream e radiofoniche quanto in quelle più underground e “sperimentali” dell’allargata famiglia musicale generalmente identificabile con il termine elettronica (ma non solo). E – meglio ripeterlo – stiamo tirando le fila di questi ultimi cinque anni ormai in dirittura d’arrivo procedendo per accorpamenti di fatto molto semplicistici ed (e)semplificatori.

La prima delle due linee, più sfumata ed estesa, è sicuramente la riscoperta aggiornata dell’hip hop, mentre la seconda – oggetto di questa playlist di approfondimento – è il ritorno in auge di una precisa sensibilità squisitamente black che affonda le proprie radici nel soul, nel funk e in parte anche nel blues, chiamata ora post-r&b, ora nu-r&b, ora r&b elettronico, ora electro r’n’b o in altri mille modi – ma ci siamo capiti. Atmosfere e approcci che partono dall’immenso e ricchissimo calderone della musica afroamericana tutta, ma che sono stati, ultimamente più che mai, fatti propri anche da una precisa scena bianca che fa soprattutto del minimalismo il tratto più caratteristico. Ma forse, più che di un effettivo ritorno, sarebbe più opportuno parlare di una nuova e ulteriore trasformazione di tutto questo, perché se è vero che l’r’n’b così come lo intendiamo in questa sede è un frutto peculiare ed esteticamente definito in modo piuttosto preciso di questi ultimi anni, tutta la questione della soulness intimamente black è un tratto che, seppure in modalità diverse, era comunque già fondante nella house music e presente tanto nella garage/2 step, quanto nella UK funky.

Ora, nel 2015, potrebbe essere arrivato il momento giusto per provare a tirare le somme di questa tendenza, che ha attraversato trasversalmente e in modo determinante diversi ambiti e sembra essere sempre più sul punto di defluire, trascorso lo zenith della sua forza più propulsiva. La playlist che vi presentiamo vuole quindi offrire una panoramica piuttosto approfondita (al netto delle inevitabili esclusioni, per motivi di minor rilevanza o di semplice spazio) su tutto il gran calderone in oggetto che chiameremo limitativamente r&b elettronico, compresa abbastanza rigidamente tra precisi paletti cronologici che vanno dal 2010 ad oggi.

Il primo segmento della playlist è costituito dall’r&b elettronico propriamente detto, quindi la parte più “core” della tendenza protagonista. James Blake, How to Dress Well, SBTRKT, The Weeknd, Jamie Woon, Ryan Hemsworth, FKA Twigs e Kelela quindi saranno (alcuni) tra i nomi principali da spendere. Seguono poi alcuni mini-approfondimenti relativi ad ulteriori sviluppi recenti in altri settori tangenti a quello sopracitato o strettamente comunicanti con esso. Ecco quindi alcune tracce dedicate alle recenti vicende dell’r&b e del soul più tradizionali (Lion Babe, Beyoncè, Rosie Lowe, Banks, Nao, fino ad una delle madrine del genere, Janet Jackson – mentre resta esclusa per motivi strettamente cronologici la compianta Aaliyah), oltre che agli sviluppi più specificatamente americani (Miguel, Frank Ocean, Blood Orange, The Internet). Troviamo poi un breve ma intenso focus sull’osmosi avvenuta con alcuni artisti appartenenti ai cataloghi di etichette britanniche squisitamente elettroniche come Hyperdub (Burial, King Midas Sound, DVA, Laurel Halo, Jessy Lanza, Darkstar, Cooly G), Hotflush (Mount Kimbie) e Tempa (il secondo, e non pienamente riuscito, Skream). Seguono alcune tracce da scene più wave, a partire dagli imprescindibili (per la corrente in esame) The xx, fino ad uno dei nomi tutelari di un preciso blues sintetico smaccatamente bianco ma permeato da una sensibilità che affonda le proprie radici in uno spleen radicalmente black, ovvero i Depeche Mode. Chiude infine il tutto un breve excursus nel lato r&b del pop radiofonico più (termine ahinoi sempre infelice ma necessario per intenderci) mainstream con, tra gli altri, Woodkid, Justin Timberlake, Nicky Minaj e Royce Wood Junior.

di Luca Roncoroni
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