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    01
    2012

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On-U Sound

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Il passato di Adrian Sherwood, assieme alle origini della sua On-U Sound, sono stati analizzati in queste pagine in un lungo speciale dedicato a Mark Stewart e all'avventura sonora dentro e fuori il Pop Group. Recentemente abbiamo incontrato il deus ex machina del dub londinese dietro all'ultimo lavoro dei redivivi New Age Steppers, in pratica un progetto tra Adrian e l'amica di lunga data Ari Up scomparsa prematuramente. Nelle vicissitudini legate a quel lavoro abbiamo trovato, inoltre, un altro amico, Adamski e Lee Scratch Perry con Hello, Hell is Very Low, ultimissima registrazione di Ari e fine di un ciclo umano e discografico.

Alla fine dell'estate scorsa il percorso idealmente rinasce, con un Perry cofirmatario con gli Orb di un lavoro ad alto contenuto reggae dub e con Sherwood impegnato in questo Survival & Resistance. Un disco, quest'ultimo, che si rifà ancora una volta alla cultura millenarista dei rastafariani calandola in un presente che, per ipocrisie e crisi economica, non ha nulla da invidiare al 1977 dei Pistols.

Sherwood, Perry, Stewart, Up, sono vite legate da amicizie di lunghissima data e da frequenze radio perennemente accese sui suoni del mondo di strada più freschi e rappresentativi di vari periodi storici della cultura popolare: dal punk all'industrial, dal breakbeat alla (dub)techno. E dunque se c'è un trademark sherwoodiano, ancor prima del gioco tra sub bassi e vuoti, quello si fonda sempre su una liquida eterodossia tra post-punk, dub e il dance continuum britannico. Un suono meticcio che nelle rispettive epoche fu fondamentale per PIL, Slits ma anche Primal ScreamTricky e che oggi si configura come l'antefatto di ogni post-moderismo laptop, footwork incluso.

Il nuovo album del producer, pubblicato dalla personale On-U dopo i primi due dischi incisi per la Real World di Peter Gabriel, è un lavoro che non deve rispondere a nessun appello se non quello di rappresentare alcuni scuri umori sottopelle – e conseguente bisogno d'escapismo – della common people inglese. Più che l'elettronica londinese attuale ci senti la Bristol dei 90s, quella stessa città che vent'anni fa riconosceva nel grande Mark, bristoliano anch'esso, un mentore ideale.

Balance, con ospite Adamski e Crucial Tony alla chitarra, parte con un piano pensoso, quel piano che ritrovi come strumento portante dell'intero lavoro: circondato da atmosfere loungey e dubby, tra Giamaica e Ibiza in una Starship Bahia, oppure in versione ambient-chamber in Effective e Greenleaves. We Flick the Switch vede l'ugola di Lilli in una sorta di James Bond song e U.R.Sound contiene un sample vocale dell'uomo chiave dell'LSD Timothy Leary.

Diversamente dal precedente Becomin A Cliché, Survival & Resistance è un album prevalentemente strumentale sospeso tra sprazzi di sole (Bossa 2) e molte ombre (Two Semitones And A Raver). Ci ritrovi tutti i trick e la sapienza dell'Adrian Sherwood più meditabondo ma nulla per cui valga la pena di scomodare i non fan dell'uomo.

2 Novembre 2012
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