• Ago
    01
    2012

Album

Collective Sounds

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La carriera di Alanis Morissette insegna che a volte, prima di demolire giovanissime popstar, sarebbe meglio aspettare qualche anno. Il caso di Alanis però è più unico che raro: dopo un paio di – fortunatamente introvabili – album di puro teen/dance-pop arrivò quel Jagged Little Pill che, oltre ad averle donato credibilità ed essere ancora uno dei best sellers assoluti degli anni '90, continua a rappresentare l'apice della trentottenne canadese.

Una sorta di maledetto punto di non ritorno perchè da allora, partendo da Supposed Former Infatuation Junkie (1998) e arrivando a Flavors of Entanglement (2008), Alanis ha visto dimezzare di volta in volta il proprio successo. Ci si può aggrappare al mercato capriccioso – o ai capelli mutevoli della Morissette – ma probabilmente se i dischi pubblicati nell'ultimo decennio non fossero stati così mediocri, o meglio innocuamente trascurabili, le cose sarebbero potute andare diversamente.

Alanis Morisette si affaccia agli anni dieci con Havoc and Bright Lights, primo album pubblicato per la Collective Sounds dopo anni di Maverick. Prodotto a due mani (il rinnovato Guy Sigsworth e Joe Chiccarelli), Havoc and Bright Lights mostra la sua natura fin dalla iniziale Guardian. Il brano – scelto non a caso come singolo di lancio – suona spudoratamente studiato per funzionare nelle radio generaliste: struttura, suoni, gioco piano/forte tra strofa e ritornello… tutto prevedibile quanto efficiente nel riassumere l'orecchiabilità '90s-fm di Alanis.

Woman Down fa sfoggio di un beat elettronico assolutamente inoffensivo – e ancora una volta dal sapore nineties – prima di esplodere nel classico ritornello guitar-driven. Dopo due pezzi discretamente energici non può che essere il turno di una ballad, qui rappresentata nella forma più sdolcinata da 'Til You.

Havoc and Bright Lights si snoda poi tra poco spontanei tentativi electro-rock (Celebrity, Numb, Receive), piattume easy che rivaleggia con gli ultimi Cranberries (Empathy, Spiral) e autocitazioni più o meno velate (il ritornello di Lens è una versione scialba di So Pure).

Sempre molto accomodante, Alanis potrebbe continuare per anni – e senza troppi sforzi – a realizzare dischi placidi ed eccisamente "bright lights" come questo.

20 Agosto 2012
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