• Lug
    01
    2008

Album

Rough Trade

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A scriversi e cantarsi le canzoni da solo non ci ha solo preso gusto, Albert Hammond Jr.: per la sua seconda collezione di inediti la chitarra ritmica degli Strokes ha anche reclutato una backing band con tutti i crismi. E a questo punto, davvero, ci sfugge qualcosa: laddove il suono dovrebbe essere più compatto, rodato e monolitico dell’esordio (il carino e masticabile Yours To Keep, che un paio di accattivanti singolucci indie li concedeva pure), qui invece si va nella direzione opposta, o meglio in tante direzioni (la pseudo wave-disco di Victory at Monterey, gli inevitabili Strokes di In My Room, la ballata Lisa, il reggae di Borrowed Time), senza – oops – imboccarne una. Non siamo capaci di dire con esattezza se la colata a picco di Como Te Llama sia dovuta a ciò, o più plausibilmente a un’ispirazione latitante mista ad eccessiva indulgenza (Spooky Couch, sette minuti e rotti di strumentale con quartetto d’archi come altro lo chiamate?); di fatto queste 13 tracce sono solo un pasticcio, anzi un discaccio. Bocciato.

1 Luglio 2008
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